Scuola Diaz, sentenza vergogna: assolti i vertici della Polizia di Stato

Inviato da autonomix | 13 Nov, 2008
La Magistratura nostrana applica due pesi e due misure, dimostrando quanto sia retorica la frase che campeggia nelle aule di ogni tribunale: "La legge è uguale per tutti".Sono stati infatti  assolti i vertici della polizia Gratteri (attuale capo dell'anticrimine) e Luperi (n.1 dell'ex Sisde) per i fatti avvenuti il 21 luglio 2001 all'interno della scuola Diaz di Genova. In aula c'era solo un imputato: il capo della squadra mobile di Parma, Alberto Fabbrocini per il quale i pm hanno chiesto l'assoluzione. Pagano solo gli operativi, che quella notte intervennero brutalmente sui manifestanti presenti nella scuola. Tredici condanne dunque solo per gli agenti direttamente coinvolti nell'irruzione. La solita tattica di far pagare alla più bassa manovalanza ben altre (e più alte) responsabilità politiche, in osservanza alla logica della "mela marcia".
Oltre il danno, la beffa: ridicole le compensazione offerte dal tribunale ai feriti della mattanza, costituitisi parte civile. Un migliaio di euro a testa per persone che hanno subito pestaggi gratuiti, vessazioni e umiliazioni.
   
Tanto garantismo e tanta prudenza non erano stati usati per il primo processo ad essere celebrato per i fatti di Genova, quello contro 24 compagn* del movimento, conclusosi il 14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i 5 mesi e gli 11 anni. Alla lettura della sentenza, avvenuta dopo 11 ore di camera di consiglio, in aula si è levato il grido '«vergogna, vergogna!» dal pubblico presente in aula.
Nove sagome nere di cartone, alte circa due metri, che raffigurano poliziotti in tenuta antisommossa con il manganello impugnato alla rovescia e la scritta in rosso "Diaz", sono stati installate stamani nel sottoportico dell'Accademia Linguistica di Belle Arti nella centrale Piazza De Ferrari. La performance, realizzata al termine dell'ultima udienza del processo, è opera di alcuni degli stranieri picchiati nella scuola che si sono costituiti parte civile al processo.

Gli altri processi in corso

Restano ancora in piedi il processo a carico di Vincenzo Canterini, durante il G8 comandante del VII nucleo sperimentale antisommossa del I reparto mobile di Roma, imputato di lesioni personali aggravate e di violenza privata;  e quello riguardante la carica avvenuta in piazza Manin: in questo processo sono imputati 4 poliziotti del reparto mobile di Bologna. Un altro processo ancora è quello che  riguarda l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di aver istigato l'ex questore di Genova a rendere false testimonianze nel corso della deposizione al processo sull'irruzione della Polizia della scuola Diaz. Con lui sono indagati l'ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola (ora vice questore di Torino) e l'ex questore Francesco Colucci. In questo caso l' udienza preliminare è fissata per il 25 novembre.


Lo stato assolve dunque sé stesso. Al movimento, specie nelle sue componenti legalitarie pacifiste, e istituzionali, il compito di trarne una dovuta lezione politica per l'avvenire, non aspettandosi nulla da una Magistratura che è innanzi tutto Magistratura di (questo) stato.

GENOVA - Sono stati assolti i vertici della polizia per le violenze del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, all'interno della scuola Diaz. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell'Ucigos, e per Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco, e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco. Dei 29 imputati, 13 sono stati condannati e 16 assolti. Il tribunale di Genova ha inflitto pene per complessivi 35 anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati. L'accusa aveva chiesto condanne per un totale di oltre 108 anni.

La difesa. "E' sconfitto il teorema della procura", ha commentato a caldo l'avvocato Alfredo Biondi, difensore del vicequestore Pietro Troiani e del funzionario di polizia Alfredo Fabbrocini. Il pm non ha voluto quando gli è stato chiesto se presenterà ricorso contro la sentenza.

Gli assolti. Il collegio presieduto da Gabrio Barone ha deciso di emettere 13 condanne, esclusivamente nei confronti dei responsabili delle violenze all'interno della scuola. Assolti, dunque, i funzionari di polizia che firmarono il verbale di perquisizione e cioè Gratteri, Luperi e Calderozzi. E insieme a loro Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola e Carlo Di Sarro. Per ognuno di loro la pubblica accusa aveva chiesto quattro anni e mezzo ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale.

Il tribunale ha assolto inoltre per non aver commesso il reato o perché il fatto non sussiste Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi. Per loro la pubblica accusa aveva chiesto quattro anni ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale. Assolti da ogni responsabilità anche Massimo Nocera, Maurizio Panzieri e Salvatore Gava. Nocera era accusato di aver simulato un finto accoltellamento e il pm aveva chiesto per lui quattro anni di carcere.


I condannati. La totalità delle condanne riguarda i componenti del Settimo nucleo mobile di Roma. Quattro anni (di cui tre condonati) al suo capo dell'epoca Vincenzo Canterini, accusato di calunnia, falso ideologico e lesioni. Tre anni ai suoi sottoposti Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti e Pietro Stranieri, accusati di lesioni aggravate in concorso. Il vice di Canterini, Angelo Forniè, è invece stato condannato a due anni di reclusione.

Per la vicenda delle molotov introdotte all'interno della scuola (LE IMMAGINI), invece, Pietro Troiani è stato condannato a tre anni e Michele Burgio a due anni e 6 mesi. Ambedue erano imputati di calunnia, falso ideologico e violazione della legge sulle armi. Infine Luigi Fazio è stato condannato a un mese di reclusione.

Pene accessorie. Il tribunale ha anche comminato la pena accessoria di sospensione nei pubblici uffici a tutti gli imputati condannati per l'ammontare della stessa pena e a un anno per Fazio. Al ministero dell'Interno è stata poi comminata una provvisionale a favore delle oltre 70 parti civili per le lesioni riportate dai ricorrenti da un minimo di 5.000 a un massimo di 50.000 euro.

"Vergogna". Alla lettura della sentenza, dopo 11 ore di camera di consiglio, si è levato il grido "Vergogna, vergogna!" dai settori del pubblico che affollava l'aula. Presenti anche gli altri magistrati della procura di Genova: tra loro i pm del processo per i fatti di Bolzaneto, Petruzziello e Ranieri Miniati, oltre ad altri quattro che si sono occupati della Diaz. In aula c'era solo un imputato: il capo della squadra mobile di Parma Alberto Fabbrocini per il quale i pm hanno chiesto l'assoluzione.

Tra il pubblico erano presenti anche Mark Covell, giornalista inglese di 40 anni presente nella scuola durante l'irruzione della polizia, e il sindaco di Genova Marta Vincenzi. "Spero che con questa sera si chiuda una ferita che è rimasta aperta per sette anni", aveva detto il primo cittadino del capoluogo ligure prima della lettura della sentenza.

Gli altri processi. Ora restano da discutere alcuni processi-satellite. Il primo è quello a carico di Canterini, imputato di lesioni personali aggravate e di violenza privata per aver spruzzato gas urticante contro alcune persone radunate in corso Buenos Aires.

Il secondo riguarda la carica avvenuta in quei tragici giorni in piazza Manin: in questo processo sono imputati quattro poliziotti del reparto mobile di Bologna. Un terzo processo riguarda l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di aver istigato l'ex questore di Genova a rendere false testimonianze nel corso della deposizione al processo sull'irruzione alla Diaz. Con lui sono indagati l'ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola e l'ex questore Francesco Colucci. In questo caso l'udienza preliminare è fissata per il 25 novembre.

I processi già celebrati. Il primo processo ad essere celebrato per i fatti del luglio 2001 è stato quello per le violenze di strada che si è concluso il 14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i cinque mesi e gli 11 anni per 24 no global. Il secondo è stato invece quello per le violenze e i soprusi avvenuti nella caserma di Bolzaneto. In questo caso, il 14 luglio 2008 il tribunale ha condannato 15 persone (tra poliziotti e civili) a pene variabili tra cinque mesi e cinque anni.

LA GRANDE ONDA VERSO ROMA..ORA O MAI PIU'

Inviato da autonomix | 13 Nov, 2008

L'onda in partenza verso la grande mareggiata. La polizia (ri)carica a Milano!

saperi

Tutto pronto ormai per la grande manifestazione nazionale contro le leggi Gelmini 133 e 137 di devastazione della scuola pubblica. L'Onda domani si conta nel suo primo e autentico appuntamento nazionale, doppiando e caricando di senso politico l'appuntamento già indetto dai confederali della scuola (ora ridotti alla sola Cgil). Sarà una manifestazione ampia nei numeri e radicale nei contenuti. Una manifestazione che tenterà di assediare i palazzi del potere.

La manifestazione avrà anche una ricaduta europea con presidi di solidarietà nelle principali metropoli europee:

Non molla invece la linea dura delle Ferrovie Italiane che continuano a trincerarsi dietro una logica esclusivamente imprenditoriale. Non aiuta la politica (di nessun colore) che non ha fatto nulla per permettere agli studenti di scendere verso la capitale. E così gli student* provano a riprendersi quello che gli spetta...
La polizia ha caricato circa una quarantina di studenti che avevano cercato di sfondare le transenne poste davanti all'accesso ai binari per raggiungere i treni alla stazione Centrale di Milano. I ragazzi dei Collettivi si sono radunati nel pomeriggio chiedendo di partire per Roma pagando un prezzo politico. I momenti di tensione sono avvenuti davanti a due delle tre porte di accesso ai convogli. Gli studenti, gridando "trattativa", hanno tentato di spostare le transenne per bloccare i binari, come avevano annunciato nei giorni scorsi.
Alla fne però gli student* ottengono il diritto a partire a prezzi popolari.

Il comportamento delle Ferrovie e del governo obbligherà molt* a restare in città, ma non certo a casa! Chi non può partire organizza manifestazioni e incontri nella propria città. E' il caso di Palermo, Ragusa, Caltanissetta, Trani, Barletta, Foggia, Perugia, Teramo, Prato, Siena, Treviso, Venezia, Padova, Cuneo, Bergamo.

Si profila comunque una giornata di grande mobilitazione domani: allo sciopero dell'università e della ricerca indetto da Cgil e Uil parteciperanno anche numerose realtà del mondo dell'istruzione in lotta contro le riforme del trio Gelmini-Brunetta-Tremonti. Roma, che ospiterà la manifestazione principale a carattere nazionale, è pronta ad accogliere migliaia di studenti, ricercatori, docenti, precari e lavoratori della scuola in generale.  Allo sciopero di domani non aderiranno Cisl e Ugl, che in un primo tempo avevano proclamato la mobilitazione insieme alle altre due sigle confederali.

Gli universitari verso Roma
Milano, tensione studenti-polizia


Gli universitari verso Roma Milano, tensione studenti-polizia

Milano, gli studenti
alla stazione Centrale

ROMA - Un invito a non cedere alle provocazioni perché "c'è chi non aspetta altro". Così Guglielmo Epifani, alla vigilia dello sciopero dell'università e della ricerca e della manifestazione, prevista a Roma domani mattina, e alla luce del doppio blitz compiuto in mattinata da Azione studentesca (An), in due sedi Cgil, quella della Federazione lavoratori della conoscenza a Roma e della Camera del lavoro a Brescia. Duro il leader del sindacato: "Basta con i metodi squadristici" ha detto, aggiungendo un invito alla calma in previsione della mobilitazione di domani: "Solo un movimento pacifico allarga i consensi. Dalla strada dell'illegalità non si esce, e fa diventare più deboli e vulnerabili. C'è qualcuno che non vede l'ora, vorrei evitare di dargli soddisfazione". Al corteo non ci sarà la Cisl, che ha revocato lo sciopero dopo l'incontro con la Gelmini. La Uil conferma l'agitazione: "Dal ministro nessun segnale, nemmeno una telefonata". Adesioni anche dagli studenti italiani all'estero. Niente sconti da Trenitalia. Tafferugli fra Collettivi studenteschi e polizia a Milano, dove i giovani hanno cercato di trattare un "prezzo politico" per l'acquisto dei biglietti del treno.

Tensione alla stazione di Milano. Gli studenti milanesi hanno alla fine trovato un accordo per partire alla volta di Roma dalla Stazione Centrale di Milano, dove erano arrivati intorno alle 15, accolti da un massiccio spiegamento di forze dell'ordine. I ragazzi, circa 400, partono con un treno speciale. Volevano pagare 15 euro a testa per un biglietto di andata e ritorno mentre la cifra fissata dalle Fs era di 44 euro. Per il treno speciale, la cifra complessiva è di 18000 euro: 8000 raccolti dagli studenti mentre 5000 dovrebbero essere messi a disposizione, a testa, dalla Cgil e da Prc. Garante della firma del contratto, la Camera del lavoro di Milano. Clima sereno, dopo che nel pomeriggio si erano registrate tensioni con le forze dell'ordine. Era volato qualche spintone e c'erano stati contatti tra giovani e polizia in seguito al tentativo degli studenti di bloccare l'accesso ai binari.

FOTO: STUDENTI E POLIZIA ALLA STAZIONE CENTRALE

Roma, cortei e percorsi. Due i concentramenti previsti. Il primo corteo partirà alle 8 da piazza della Repubblica e avrà il seguente percorso: viale Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali con arrivo previsto a piazza Madonna di Loreto (piazza Venezia). Il secondo corteo invece partirà alle 9 da piazza Bocca della Verità e percorrerà via Petroselli, via del Teatro Marcello, piazza Araceli, via Araceli, via delle Botteghe Oscure, via Florida, largo Arenula, via Torre Argentina, largo Torre Argentina, corso Vittorio, piazza S. Pantaleo, via della Cuccagna e arriverà a piazza Navona.

Chi parte e chi resta. Qualche numero: 10 pullman della Cgil in partenza dalla Calabria, oltre a quelli organizzati autonomamente da studenti e lavoratori; oltre 50 pullman dalla Toscana e migliaia di persone in partenza con il treno o con mezzi propri; 1500 fra studenti e docenti delle università e delle accademie delle Marche; una delegazione di 200 persone dalla Sicilia, anche se nelle maggiori città dell'isola sono previste altre iniziative. Chi non può partire organizza manifestazioni e incontri nella propria città. E' il caso di Palermo, Ragusa, Caltanissetta, Trani, Barletta, Foggia, Perugia, Teramo, Prato, Siena, Treviso, Venezia, Padova, Torino, Cuneo, Bergamo.

Brunetta: "Enti esonerati da taglio 10% organico". E' questo il risultato dell'incontro avvenuto oggi a Roma fra il ministro della Funzione pubblica, i rappresentanti del ministero dell'Istruzione e i presidenti degli enti di ricerca. "L'intervento - si legge in una nota del ministero - è stata la prima risposta positiva alla richiesta dei presidenti stessi". Dal tavolo, prosegue la nota, "è stata ribadita l'esigenza di estendere, per gli enti di ricerca, fino al 2012, l'utilizzazione del budget economico pieno relativo al turn over".