Rifiuti, rimossi i blocchi a Marigliano

Inviato da autonomix | 27 Gen, 2008

<B>Rifiuti, rimossi i blocchi a Marigliano<br>Notte di roghi nel Napoletano</B>

Proteste contro l'apertura della discariche in Campania

NAPOLI - Oltre 80 interventi dei vigili del fuoco in 16 ore per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli di spazzatura riversati per le strade di Napoli e provincia. La protesta per l'emergenza rifiuti non si placa, con numerose manifestazioni e blocchi stradali. Quello a Marigliano, in Campania, ha mobilitato per alcune ore un centinaio di persone che hanno bloccato l'asse 7 bis, che collega Nola a Villa Literno, nel tratto compreso fra Acerra e Nola; nel primo pomeriggio è stato rimosso, e anche la rampa d'accesso che conduce al centro commerciale Vulcano Buono e al polo distributivo Cis di Nola, bloccata a lungo, è stata liberata. I cittadini protestano contro la riapertura della discarica prevista dal piano del commissariato di Governo per l'emergenza rifiuti.

Immonidizia data alle fiamme a Pianura, teatro nei giorni scorsi di violente proteste dopo l'annunciata riapertura della discarica. Roghi anche nei comuni di Mugnano, Giugliano e Casoria. E a San Giorgio a Cremano l'emergenza è così grave che diversi cittadini hanno segnalato difficoltà anche a prendere la propria auto, bloccata dai cumuli.

Ieri il super commissario De Gennaro si è incontrato con i rappresentanti politici di Benevento dove migliaia di persone hanno manifestato contro l'apertura della discarica Tre Ponti di Montesarchio. De Gennaro ha promesso verifiche alla discarica: "Non sono qui coi ministri, ma con tecnici che hanno a cuore la salute dei cittadini. Devo togliere l'immondizia dalle strade, e non posso vedere in tv le immagini dei bambini che vanno a scuola tra i rifiuti".

Ma la protesta non accenna a diminuire. Martedì sarà la volta di Ariano Irpino in provincia di Avellino dove l'intenzione di De Gennaro è quella di riaprire la discarica di Difesa Grande. Già montato un maxi-gazebo che sarà il quartier generale della protesta, dove "le sentinelle" vigileranno per evitare l'arrivo dei camion carichi di spazzatura.

Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino interviene dopo la veglia di preghiera officiata venerdì dal cardinale Crescenzio Sepe che ha chiesto l'intercessione di San Gennaro per risolvere l'emergenza rifiuti. "Ad ognuno il suo mestiere: il cardinale faccia il cardinale", dice il primo cittadino. Poi corregge: "Dichiarazioni carpite al volo: nessun attacco alla Chiesa".

Sepe ha pregato San Gennaro perché rimuova "i cumuli di peccato", parlando di città umiliata, scempio, egoismi e di rifiuti che sporcano mani e coscienze. "Abbi compassione della città". Tutto mentre il sangue del santo patrono restava immobile, solido dentro le ampolle, davanti a mille fedeli. Un presagio questo - per i credenti - di eventi nefasti. Come successe nel Seicento, l'anno del colera. Intanto, oggi il cardinale ha ricevuto De Gennaro per un lungo colloquio sull'emergenza.

Si avvicina un altro braccio di ferro, stavolta con la Ue, per la procedura d'infrazione contro l'Italia. È in agenda per domani un vertice tra le istituzioni italiane; mercoledì dovrebbe esprimersi Bruxelles.

Verso il 2 Febbraio a Cosenza: Comunicato stampa "liberitutti"

Inviato da autonomix | 27 Gen, 2008

La requisitoria esposta dal Pm Domenico Fiordalisi non apporta nessun elemento di novità. In aula, sostanzialmente, la solita minestra. Le intercettazioni ammesse dalla Corte, che rigetta la richiesta di inammissibilità avanzata dalla difesa, evidenziano solo ed esclusivamente delle ipotesi di reato, più che conclamare delle prove certe. Eppure un magistrato, che opera in nome della giustizia, dovrebbe produrre in sede processuale delle prove concrete più che delle congetture ovvero una procura, dovrebbe essere più accorta prima di accettare nella sua sede, dibattimenti basati su elementi del genere. E tutto questo, stante l’alto rispetto per gli organi giudicanti.

Ancora una volta il Pm fa riferimenti a questioni di attualità come <<… come quando numerosi dimostranti hanno recentemente attaccato le caserme della Polizia a Roma…>>, citando il Presidente della Repubblica Italiana, forse per darsi un tono che non ha mai avuto. Ma non si ferma qui: << Lo Stato, applicando la Legge difende, anche:

- i diritti dei cittadini a riunirsi ed a manifestare pacificamente;

- i diritti del movimento contro la globalizzazione, come di tutte le formazioni sociali, ad esprimere le proprie idee, anche con modalità forti, insolite e vivaci.

Proprio nel “movimento dei movimenti” confluiscono le realtà più disparate; tutte devono essere rispettate e tutelate.>>

E’ un passaggio che rispediamo “ai mittenti”, la suddivisione tra buoni e cattivi, per noi, non esiste. I 25 di Genova e i 13 di Cosenza non saranno i capri espiatori di tutto quel movimento che è arrivato compatto sino ai giorni degli arresti, al Social Forum di Firenze, e che oggi si è sciolto confluendo ed articolando le numerose lotte sociali sparse nel nostro paese.

Questo processo, costruito “sapientemente” dagli addetti ai lavori è sempre stato presentato all’opinione pubblica come una brillante operazione messa in atto da parte dello Stato, per fermare una pericolosa associazione capace di sovvertire violentemente le regole internazionali. Per cui, il quadro prospettato dai più, lasciava presagire pene molto più severe, che i 50 anni prospettati dal Fiordalisi, specie se consideriamo quelle che sono state le proposte di condanna per i 25 di Genova. L’impianto accusatorio, quindi ne esce indebolito, per come presentato in sede dibattimentale. Escludendo tatticismi giuridici di alto livello, ecco la prova che al suo impianto, non ci ha mai creduto neanche egli stesso.

Abbiamo sempre nutrito dei forti dubbi rispetto alla professionalità, tanto acclamata e messa in campo dagli organi preposti. Nell'inchiesta Fiordalisi, la ricostruzione del teorema, su un piano simbolico ci spossessa del nostro agire, come infilati tra un “frame” e l'altro da registi occulti. Nelle carte del dottor Fiordalisi, obiettivamente, fatichiamo a ritrovare elementi di realtà storico - politica, men che meno che di natura giuridica. I due anni di intercettazioni operati a danno degli imputati, pagati con i soldi della collettività, non hanno mai evidenziato strani comportamenti da parte degli imputati stessi. Invero, si pensa ad una cellula sovversiva, quando i componenti della stessa si riuniscono in posti segreti e lontano dagli occhi di tutti; quando, ai suoi componenti vengono ritrovate armi da fuoco, ed ancora, tutto ciò che l’immaginario collettivo pensa quale strumento atto a concretizzare le pericolose azioni volte a sovvertire violentemente l’ordine economico dello Stato. Nulla di tutto ciò. Addirittura alcune intercettazioni, messe agli atti come prove inconfutabili, come nel caso del compagno tarantino che intercettato al telefono proponeva <>, suscita quantomeno dell’ilarità. Se l’intento del compagno pugliese era “inequivocabilmente” quello di recarsi a Genova con delle armi da fuoco, come mai non c’è stata prevenzione da parte degli organi di polizia giudiziaria, tallonando per tutta la durata delle giornate del G8 l'imputato?

L’altro aspetto negativo riguarda sicuramente la procura cosentina. Alla stessa respingiamo le sue accuse perché viviamo in una terra dove le emergenze sono ben altre: corruzione e malaffare nella gestione dei soldi pubblici; una città disegnata da parte della Direzione Distrettuale Nazionale Antimafia come caveau della malavita organizzata; la totale assenza di verità giudiziarie sull'ultima guerra di mafia combattuta dopo il 2000 per la gestione degli appalti sull'edilizia; le numerose inchieste e l’impunità di cui hanno goduto poliziotti e carabinieri (rimasti ancora in servizio) per reati contro il patrimonio e presunti rapporti con le cosche. Questo e molto altro succede dalle nostre parti.

E’ in questo contesto che la procura di Cosenza, preferisce indirizzare le sue attività verso chi produce delle lotte sociali, invece che fermare chi attenta quotidianamente ai nostri diritti; impegnando, inutilmente, una intera Corte d’Assise per ben sei anni.

A questo punto, le pene, ci risultano pesantissime non solo perché basate sul nulla, ma anche perché prevedono oltre 26 anni di libertà vigilata per sospetta pericolosità sociale. Una forma di restrizione della libertà che comporta provvedimenti come l'obbligo di dimora o di firma, il ritiro della patente e del passaporto, tutti provvedimenti adoperati dalle procure per indebolire e rendere difficile l’azione politica portata avanti dai movimenti sociali. A conti fatti, così come sulle nostre vite è cascato il più classico dei castelli accusatori - vecchio vizietto della giustizia italiana -anche noi nel corso del tempo abbiamo maturato una nostra interpretazione di tutta la vicenda. E cioè che tramite questa operazione si voglia colpire e criminalizzare qualunque azione che si svolga al di fuori dello stretto reticolato disegnato a suon di repressione, dai prepotenti del mondo e dai signorotti locali, che credono di poter gestire indisturbati i loro sporchi affari - utilizzandoci come pedine funzionali - indispensabili alla realizzazione dei loro disegni delinquenziali. E dunque con questo impianto accusatorio, anche un solo minuto di carcere, ci risulta inaccettabile!

Per questi motivi il corteo del 2 febbraio, a Cosenza, diventa tappa fondamentale per tutti coloro che non solo sono stanchi del contesto in cui viviamo, ma che hanno ancora voglia di far emergere la propria dignità rispetto a chi offende le nostre intelligenze con accuse inaccettabili, distrugge i nostri territori, rende precarie le nostre vite e reprime le nostre lotte!

Cosenza, 26.01.2008

Coordinamento “Liberi tutti”
liberitutti@inventati.org - www.cosenza2febbraio.org

CRASH! SOTTO SEQUESTRO

Inviato da autonomix | 26 Gen, 2008
Crash! sotto sequestro - Comunicato di movimento


Nei giorni scorsi due nuovi attacchi sono andati a colpire nuovamente l'esperienza del Laboratorio Crash!: da un lato la magistratura ha avviato una pretestuosa richiesta di sequestro cautelare sullo stabile di via Zanardi 106; dall'altro lato l'amministrazione comunale, per bocca dell'assessora Patullo, è tornata a criminalizzare la pratica dell'occupazione.

Due attacchi condotti su due differenti fronti ma con un medesimo obiettivo: quello di negare ancora la possibilità che realtà politiche e sociali si possano veder riconosciuto uno spazio autogestito.

La richiesta di sequestro preventivo ha come unico obiettivo politico quello di far cessare l'esperienza del laboratorio CRASH!. Dove non arriva la politica repressiva dell'amministrazione cittadina, è la magistratura a portare l'attacco agli spazi sociali.
Se è del tutto pretestuosa la prima delle due motivazioni addotte per la richiesta di sequestro, cioè la presenza di un impianto di refrigerazione dismesso come indice di presunta pericolosità (impianto peraltro già necessariamente bonificato); è politicamente grave e pesante la seconda motivazione: che l'occupazione sia finalizzata a commettere altri reati. E' evidente come con quest'ultima si neghi di fatto la valenza politica, sociale e culturale tramite cui tutti gli spazi sociali di Bologna, in anni di percorsi di autogestione, abbiano innervato e quotidianamente innervino il tessuto cittadino, contribuendo a creare quella socialità che si oppone alla desertificazione sociale e culturale a cui questa città sembra destinata, da quando è diventata teatro di sperimentazione delle politiche securitarie.
Quello che per Bologna sono gli spazi sociali, cioè riqualificazione e ricchezza prodotta dal basso, per la magistratura sono solo atti da criminalizzare e condannare.

L'altro fronte di attacco è mosso dall'amministrazione comunale, che per bocca dell'assessore Patullo ha ribadito nei fatti la linea Cofferati: nessun dialogo con chi occupa. Queste posizioni sono un attacco trasversale a tutto il movimento bolognese, che ha sempre praticato e rivendicato l'occupazione come strumento di riappropriazione e soddisfazione di tutti quei bisogni sociali che quotidianamente e sistematicamente vengono negati. Così come di fronte dell'emergenza casa (a decine sono stati gli appartamenti occupati da precari, che concretamente hanno soddisfatto un bisogno primario lasciato irrisolto dalla politica cittadina), gli spazi sociali che vengono dall'esercizio della pratica dell'occupazione, tramite essa hanno sottratto spazi metropolitani alla retorica del degrado e della segmentazione sociale, trovando la capacità di esprimere la propria progettualità sociale, intervenire concretamente nel recupero di parti della città, e dare forma ad un diverso modo di interpretare l'urbanistica e la territorialità.
Se oggi l'unica progettualità di cui l'amministrazione sembra volersi dotare in merito alle dinamiche di vita metropolitana è quella della separazione, della creazione di “diverse Bologne” per i diversi soggetti che la abitano, gli spazi sociali rappresentano per la città la capacità di uscire da questi ghetti, di fare dell'aggregazione sociale una priorità assoluta.
Di fronte a questa ricchezza le politiche cofferatiane, oggi in forte crisi di legittimazione, non hanno saputo che sgomberare e reprimere queste esperienze, non dicendo e non facendo niente circa le problematiche sociali cui quelle occupazioni di fatto rispondevano; e l'assessore Patullo, quando di fronte ad un'occupazione dichiara che non ci può essere dialogo, non fa altro che legittimare l'operato e la linea politica di Cofferati, che non si è mai posto nessun problema a sgomberare decine di famiglie rumene sul lungo Reno, nei campi nomadi, piuttosto che le esperienze di occupazione e auto-recupero di case dei precari dei collettivi M.A.O., Casa Bresci e Passepartout, e degli spazi sociali come Open The Space e Crash!.
Sembra evidente che la criminalizzazione della pratica dell'occupazione da parte dell'assessore Patullo, sia rivolta a tutte quelle esperienze dell'autorganizzazione sociale che, passando per percorsi di occupazione, attualmente si sono riappropriate di uno spazio.

Non possono e non potranno essere questi gli strumenti con i quali di nuovo si vuole mettere in discussione l'esistenza del Laboratorio Crash! così come quella di tutti gli altri spazi sociali occupati e autogestiti, del loro portato sociale, dei loro percorsi culturali e politici. Come realtà di autogestione degli spazi sociali metropolitani, che tutti i giorni vivono le contraddizioni del territorio di questa città e il suo inestinguibile bisogno di cultura e socialità dal basso, proseguiremo nel rivendicare e vivere il nostro portato, tornando ad affermare la nostra comune solidarietà, volontà e determinazione a difenderci dagli attacchi che mirano a negare la nostra legittimità e ruolo sociale, pronti a tornare ad animare le strade e le piazze della città contro chi, contro ogni forma di dissenso, agisce nuovamente in termini repressivi.

 

Laboratorio Crash! - Tpo – Xm24 – Vag61 - Open the Space - Atlantide


MARTEDI 29, giorno fissato per l'udienza del riesame sul sequestro, saremo
in PRESIDIO sotto al TRIBUNALE, in via Garibaldi 6, a partire dalle h.
9:00 del mattino, contro la criminalizzazione delle lotte sociali e per
riaffermare l'assoluta legittimità e necessità dei percorsi di
autogestione degli spazi sociali a Bologna.

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Stay on line! Enjoy high tek proletariat infostreaming!
BAZ - http://www.ecn.org/baz
INFOAUT - http://www.infoaut.org
Laboratorio CRASH! - http://myspace.com/laboratorio_crash
Collettivo Universitario Autonomo - http://cua.noblogs.org

Rifiuti, guerriglia nel beneventano

Inviato da autonomix | 25 Gen, 2008
NAPOLI - Riesplode la battaglia in Campania contro l'apertura delle discariche. Dopo Pianura, la lotta incendia Benevento. Un gruppo di manifestanti che si oppongono alla riapertura della discarica Tre Ponti di Montesarchio, hanno costretto l'autista di un pullman di linea a fermarsi e, fatti scendere i passeggeri, hanno tagliato i pneumatici del bus.

La discarica di Tre Ponti è già stata utilizzata dall'ex commissario Corrado Catenacci, ora indagato nell'ambito di una inchiesta che riguarda proprio la gestione dello sversatoio, e chiusa nel novembre 2005 con l'accordo di non utilizzarla più e di bonificarla. Ma una recente ordinanza del neocommissario De Gennaro l'ha requisita per stoccare 21mila tonnellate di rifiuti.

La gente però non ci sta. Da ieri notte, il comune di Montesarchio è isolato. La piazza principale, crocevia per i comuni vicini, è bloccata da camion e pullman messi di traverso. La statale Appia, che collega Benevento con Caserta e Napoli, è chiusa da ieri pomeriggio dal blocco dei manifestanti all'altezza della località Sferracavallo, ad un centinaio di metri dall'area della discarica presidiata dalle forze dell'ordine. Nella notte, tra Napoli e provincia, un centinaio di rifiuti sono stati incendiati nei comuni vesuviani e flegrei, e nei quartieri periferici di Napoli.

Stasera, nel duomo di Napoli, il cardinale Sepe porterà all'altare le ampolle con il sangue del patrono per chiedere l'intercessione di San Gennaro contro l'emergenza rifiuti. Una pratica antica che risale al Seicento quando il vescovo della città espose le reliquie per combattere la peste. "Così si rifarà stasera durante la veglia di preghiera", ha detto il portavoce del cardinale.

La Chiesa di Napoli paragona l'immondizia che soffoca la città agli eventi catastrofici che hanno afflitto la Campania nei secoli: guerre, carestie, terremoti e la terribile peste del Seicento, contro la quale, anche allora, ifedeli si riunirono in processione dietro alle reliquie di San Gennaro. "Di fronte allo scempio che della città viene fatto, sento come un lutto al cuore", aveva detto nei giorni scorsi il cardinale.

PROCESSO AL SUD RIBELLE: 50 ANNI DI PENA

Inviato da autonomix | 24 Gen, 2008
50 anni di pena, questa la richiesta del pm per gli imputati del Sud ribelle. Siamo giunti alle battute finali del processo che si tiene a Cosenza e che vede coinvolte 13 persone, accusate a vario titolo di associazione sovversiva, ai fini di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il Global Forum di Napoli e al G8 a Genova nel luglio 2001 e creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato. Niente male, come impianto.
Un processo che fin dalle sue premesse si farà ricordare come tragicamente farsesco, grottesco, una commedia all'italiana, più 'I Mostri', che non 'I Soliti Ignoti'. I momenti in cui non si ride, corrispondono con la lettura delle ichieste del pm Fiordalisi, voglioso di prendersi qualche attimo di gloria. Peccato sia oscurato dalla querelle Prodi si, Prodi no.
Le pene vanno dai 2 anni e sei mesi ai sei anni. Per tutti gli imputati sono state richieste anche misure di sicurezza, da tradursi in libertà vigilata per periodi che vanno da un anno a tre anni. Le comiche però non mancano nell'iter processuale: è il 2002 quando alcuni piccoli funzionari di polizia si fanno il giro delle procure d'Italia per trovarne una disponibile a mettere sotto processo la rete di attivisti che organizzò il controvertice di Napoli 2001. Incontrano molte porte in questo peregrinare: gli sbattono tutte in faccia tranne na, quella della procura di Cosenza e del pm Fiordalisi il cui imperituro ricordo si lega a quattro inchieste del CSM su di lui e ad inchieste particolari: fu lui a chiudere l'inchiesta sulla Jolly Rosso nave facente parte del progetto COMERIO, su cui anche Ilaria Alpi stava seguendo la pista. E' il 15 novembre 2002 le case di decine di attivisti di Napoli, Cosenza, Taranto, Vibo Valentia, Diamante e Montefiscone, vengono nottetempo devastate dalle perquisizioni delle forze dell'ordine: il risultato è venti persone arrestate, ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari, quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta, computer, libri, intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche.
Ancora una volta ci tocca dire "Nessun rimorso": come per Genova, così per Napoli non ci può essere alcun rimorso in chi ha tentato di opporsi al otere economico mondiale. Per questo, per dimostrare a questi 13 imputati di non essere soli, saremo in piazza a Cosenza il 2 Febbraio.
La Storia siamo noi.
Supportolegale

ASSURDO: FIORDALISI CHIEDE 6 ANNI PER CARUSO, CASARINI E CIRILLO NEL PROCESSO AI 13 DI SUD RIBELLE

Inviato da autonomix | 24 Gen, 2008
<B>No global, la requisitoria del pm<br>Chiesti 13 anni a Caruso e Casarini</B>

L'onorevole Francesco Caruso, al centro, davanti al palazzo di giustizia di Cosenza


COSENZA - Sei anni per Francesco Caruso, parlamentare di Rifondazione comunista, e per Luca Casarini e Francesco Cirillo. Sono le richieste di condanna presentate dal pm Domenico Fiordalisi, nel processo contro 13 militanti no global imputati a Cosenza, in Corte d'assise, di associazione sovversiva.

Secondo il pm, i rappresentanti della Rete meridionale del sud ribelle sono colpevoli di aver preparato con scientificità gli incidenti durante il Global forum a Napoli e i G8 di Genova del 2001. "Volevano bloccare i vertici politici ma anche costituire un gruppo sovversivo", ha detto il procuratore nella requisitioria durata sette ore. Condanne comprese tra tre anni e sei mesi e due anni e mezzo sono state chieste per gli altri imputati.

Se la prende con internet e i siti della contestazione il magistrato che punta l'indice contro "gli strumenti informatici che, in questa vicenda, sono stati fondamentali per diffondere idee di violenza. Alcune intercettazioni - ha ribadito il pm - sono insistenti sollecitazioni pubbliche a far veicolare un messaggio di violenza. Il programma dell'organizzazione era tale da creare lo scontro e queste forme di resistenza a pubblico ufficiale costituiscono reato".

Le repliche di Luca Casarini e Francesco Caruso non si sono fatte attendere. "E' una requsitoria vergognosa", ha contestato Casarini. "E' basata su un teorema tutto politico che vuole sostanzialmente rendere criminale ciò che ha coinvolto milioni di persone, da Seattle a Genova". Pesanti anche le parole usate da Francesco Caruso "orgoglioso" di essere accusato di "cospirazione politica": "Fu la stessa accusa rivolta a Pertini e Mazzini. Per questo entriamo in tribunale a testa alta convinti che le nostre battaglie contro le ingiustizie non possono essere fermate da un pm".

 

 Cosenza - sei anni per Francesco Caruso, parlamentare di Rifondazione comunista, e per Luca Casarini e Francesco Cirillo. Sono queste le richieste di condanna più alte fatte dal pm, Domenico Fiordalisi, nel processo ai 13 militanti no global imputati a Cosenza, in Corte d’assise, di associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli. Per Caruso, Casarini e Cirillo Fiordalisi ha chiesto anche tre anni di libertà vigilata.

Il pm ha chiesto inoltre la condanna a tre anni e sei mesi per Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna Curcio, Antonino Campennì, Salvatore Stasi e Peppe Fonzino e due anni e sei mesi per Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi ed Emiliano Cirillo. La Corte d’assise, prima della requisitoria del pm, ha rigettato tutte le eccezioni sollevate dai difensori nella precedente udienza per l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche ambientali e telematiche.

NEWS E AGGIORNAMENTI SULLA MANIFESTAZIONE DEL 2 FEBBRAIO A COSENZA

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008

 GENOVA 2001 - COSENZA 2007 - SEI ANNI DI VERGOGNE!!!

 

 

Comunicato di adesione alla manifestazione del 2 febbraio a Cosenza da parte dei c.s. dell’Emilia Romagna

Vogliamo, prima di tutto, parlare direttamente a tutti coloro che, come noi e con noi, hanno condiviso, vissuto, partecipato, riso e pianto in quella felice stagione di insubordinazione diffusa che, dal primo ciclo di lotta globale, ci ha portato qui. Coloro che abbiamo incontrato tra il sole e le cariche di Napoli, in mezzo ai lacrimogeni e dietro gli scudi di Genova, stretti nei cordoni che accompagnavano la marcia del colore della terra degli zapatisti in Messico, tra le barricate che bloccavano il vertice di Praga, coloro che ci hanno passato i cacciaviti per smontare il CPT di Bologna. Ci piacerebbe incontrarvi di nuovo tutti per le strade di Cosenza.

Perchè tutti noi dovremmo sentirci imputati in questo processo. Perchè tutti noi ci siamo liberamente associati per cambiare questo mondo. Perchè una libera associazione di uomini e donne si chiama in un modo molto semplice: “democrazia”. Altrettanto semplicemente non c’è nessuna accusa di “devastazione e saccheggio” che tenga, nessuna “sovversione dell’ordine economico” da punire. Ci siamo solo noi. Da sempre corpi elettrici e non assoggettabili. E allora: o siamo tutti colpevoli, o questo processo semplicemente non si deve fare.

Saremo a Cosenza. A fianco delle decine di compagn@ e imputat@ di un processo folle ingiusto, che si regge su reati associativi morali e immateriali e che in buona sostanza insiste sulla tesi per la quale organizzare, partecipare, promuovere discussione politica e iniziativa sociale al di fuori dei partiti è criminale.
Il desiderio di molti non può diventare responsabilità penale di pochi. Lo smontaggio di questo processo può e deve diventare occasione pubblica per tutti noi, per indagare fino a fondo l’enorme responsabilità che ha la società politica contemporanea nell’attacco ai diritti politici e civili, in questo paese ora e adesso.
E’ ora e adesso che viene pubblicato ed applicato "il decreto sicurezza". Ovvero la caccia ai rom, ovvero la caccia al diverso, ovvero un progetto paranoico-securitario che vuole sorvegliare e punire adottando criteri “etnici”.
E’ ora e adesso che oltre un secolo di carcere viene comminato ai manifestanti di Genova e i pm dell’accusa di quell’infame processo continuano a far parte di magistratura democratica, mentre i più alti dirigenti della polizia di quelle giornate sanguinose sono promossi e premiati da questo governo.
E’ ora e adesso che nei cpt umanizzati si muore.
E’ ora e adesso che tre morti al giorno in cantiere sono la regola.
E’ ora e adesso che la precarietà dilaga al ritmo di un impoverimento incessante dei lavoratori.
E’ ora e adesso che lo stato laico si piega ai voleri di una chiesa oltranzista ed oscurantista.

Torniamo a noi: ora e sempre quelli in basso e a sinistra. Un nuovo ciclo di lotta, disobbedienza, pratiche di esodo e di decostruzione del comando del capitale sulla vita, sono in essere. E finalmente, ora e per sempre, senza più alcun centro, alcun nord, alcun sud: Vicenza come la provincia di Napoli, la Val Susa come la battaglia per la chiusura del Cpt di Gradisca D’Isonzo, raccontano di nuovi cicli di lotte a sud di nessun nord.

Come centri sociali dell’Emilia Romagna saremo a Cosenza sabato 2/2/2008.
Per reclamare libertà immediata, e senza alcuna condizione per tutti gli imputati e per connettere immediatamente la nostra esperienza con la cartografia dei fuochi d’Europa.

A Sud di nessun nord:
TPO (Bologna), AQ16 (Reggio Emilia), Paz (Rimini), SPAM (Parma)

 

 

ADESIONI NAZIONALI

Arci - http://www.arci.it
Associazione Beati i costruttori di pace - http://www.beati.org
Associazione per la Pace - http://www.assopace.org
Attac - http://www.attac.it
Confederazione Cobas - http://www.cobas.it
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - http://www.fgci.it
Fiom-Cgil - http://www.fiom.cgil.it
Forum Ambientalista - http://www.forumambientalista.it
Fronte di resistenza ultras - http://balprovli.tifonet.it/resistenza/resistenza.htm
Giovani Comunisti/e - http://www.giovanicomunisti.it
Global Meeting Network - http://www.globalproject.info
Partito Comunista dei lavoratori - http://pclavoratori.it
Partito della Rifondazione Comunista - http://www.rifondazione.it
Partito di Alternativa Comunista - http://www.partitodialternativacomunista.org/
RDB/CUB - http://www.rdbcub.it
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti - http://ospiti.peacelink.it/controg8/
Rete dei Comunisti - http://www.contropiano.org/
SdL intercategoriale - http://www.sdlintercategoriale.it/
Sinistra Critica - http://www.sinistracritica.org
Sinistra Euromediterranea - http://www.sinistraeuromediterranea.it/
Un ponte per - http://www.unponteper.it
Unione degli Studenti - http://www.unionedeglistudenti.it

ADESIONI REGIONALI - Calabria

Arci Savuto "Circolo Peppino Impastato"
Ass. cult. Algo Mas-la bottega del mondo, Lamezia
Associazione Baobab
Associazione culturale JoggiAvantFolk, Joggi - Cosenza - http://www.joggiavantfolk.org/
Associazione Culturale per il Sostegno Sociale e ambientale (ACSSA), Montalto Uffugo
Associazione La Kasbah
Associazione Yairaiha Onlus - http://www.yairaiha.org
Aula Liberata ZENITh - UniCal Arcavacata di Rende - http://www.aulazenith.org
Centro Sociale Autogestito Ex Villaggio del Fanciullo, Cosenza
CGIL, Cosenza - http://www.cgilcosenza.it/
CGIL, Decollatura CZ
circolo culturale Rua Sao Joao, Lamezia
Circolo del PRC "F. Gullo" di Cosenza coordinamento provinciale dei giovan* comunist* (provincia di cosenza)
Circolo PRC "G. Mazzotta" Cosenza - http://www.circolomazzotta.it
Circolo PRC, Decollatura CZ
Circolo PRC, Platania, Catanzaro
Circolo PRC, S.Pietro Apostolo, Catanzaro
Circolo Rifondazione Comunista di Melissa (KR)
Cobas Cosenza
Collettivo Macondo, Lamezia Terme - http://collettivomacondo.splinder.com/
Comitato di lotta per la casa, Cosenza
Cooperativa delle donne, Cosenza
Cooperativa Khorakhané - http://www.coopkhorakhane.it/
Coordinamento Comunista Autonomo, Decollatura CZ
CPOA Rialzo, Cosenza
CSOA Cartella, Reggio Calabria - http://www.csoacartella.org
CUC - Coordinamento per l'Unità dei Comunisti
Curva Nord Cosenza - http://www.curvanordcosenza.com
eoS arcigay calabria
EquoSud - Autoproduzioni, Reggio Calabria
FAI FMB Federazione Municipale di Base, Spezzano Albanese
Federazione Anarchica "Spixana", Spezzano Albanese
Federazione giovanile dei comunisti italiani Calabria
Forum Ambientalista Calabria
Forum Cosenza United - http://www.cosenzaunited.org/forum/
Forum Fuori Dal Comune - http://fuoridalcomune.netsons.org/
Giovani Verdi provincia, Cosenza
Laboratorio disabiliberta, Reggio Calabria - http://www.disabiliberta.org/
Laboratorio sociale AltraCatanzaro - http://www.altracatanzaro.it
Libera associazione di idee per un commercio equo e solidale - Bottega del mondo "KARIBU"
Mad Noises - collettivo espressivista, Cosenza - http://www.madnoises.com/
MDT Calabria - http://www.mdtcalabria.org
Mo.C.I. Movimento Cooperazione Internazionale, sede di Cosenza
Movimento ambientalista del Tirreno
Movimento Studentesco Crotone
Nodo Meridionale ARNM - ASSOCIAZIONE RETE DEL NUOVO MUNICIPIO - http://retesudnuovomunicipio.blog.tiscali.it/
Partito Comunista dei Lavoratori Calabria - http://www.pclcalabria.it/
PdCI, Cosenza - http://www.pdci-cs.it/
PdCI, Decollatura CZ
Radicazioni - festival delle Culture Popolari, Alessandria del Carretto CS - http://www.radicazioni.it/
Radio Ciroma, Cosenza - http://www.ciroma.org/
Radio30metri, webradio, Cosenza - http://www.radio30metri.com/
Rete antirazzista calabrese
SDI Cosenza - http://www.federazionesdics.org/
Sinistra Critica Calabria - http://www.sccalabria.altervista.org/
Spazio sociale autogestito "filo rosso" Università della Calabria, Arcavacata di Rende CS - http://www.filorosso.it/
Tam Tam e Segnali di Fumo libera voce della curva più folle del mondo, Cosenza - http://www.tamtamesegnalidifumo.org/
Taranta Terapy, gruppo musicale Cosenza - http://www.tarantaterapy.it/
The Blast, gruppo musicale Cosenza - http://www.theblastmusic.com/
Totarella - gruppo musica popolare, Terranova del Pollino Pz e Alessandria del Carretto CS - http://www.totarella.it/
Unione degli universitari, Cosenza - http://www.unical.it/portale/studenti/associazioni/udu/

ADESIONI DA ALTRE REGIONI

Action, Roma
Acustimantico, gruppo musicale - http://www.acustimantico.it
Amisnet.org
Area Antagonista Campana
Ask191, Palermo - http://www.ask191.org
Associazione assudd, Monopoli Bari - http://www.assudd.it
Associazione GLBT Open Mind, Catania - http://www.openmind.too.it
Associazione Radio Aut, Palermo - http://www.associazioneradioaut.org
Attac Foggia - http://attacfoggia.wordpress.com
C.S.O.A Ex-Snia Viscosa, Roma - http://www.exsnia.it
C.S.O.A. Terra di nessuno, Genova - http://isole.ecn.org/csoatdn
Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella
Casa Comune, Augusta (SR) - http://www.casacomune.it
Centro ligure di documentazione per la pace, Genova
Centro sociale Depistaggio, Benevento - http://www.csadepistaggio.org
Circolo di sinistra democratica "Vincenzo Barretta", Pianura, Napoli
Cobas, Palermo
Collettivo 20 luglio, Palermo
Collettivo Antifà "Claudio Miccoli" - Cava de' Tirreni, Salerno
Collettivo di lettere e filosofia, Università degli studi di Bari
collettivo femminista Degeneri, Napoli
Collettivo malefimmine, Palermo
Collettivo Piano Arte Caserta - http://http://pianoarte.laboratoriomillepiani.org
Collettivo Sparo, Palermo
Collettivo Universitario Autonomo, Palermo
Comitato antifascista "16 settembre", Catania
Comitato Autorganizzato Senza Casa, Palermo
Comitato di Quartiere "Città Vecchia", Taranto
Comitato di Quartiere "Città Vecchia", Taranto
Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus, Genova - http://www.piazzacarlogiuliani.org
Comitato "Verità per Aldo" Bianzino, Perugia - http://veritaperaldo.noblogs.org/
Comunita' San Benedetto al porto, Genova - http://www.sanbenedetto.org
Coordinamento nord sud del mondo, Milano
CSOA DAMM, Napoli - http://isole.ecn.org/damm
CSOA ExKarcere, Palermo - http://isole.ecn.org/excarcere/
CSOA Officina 99, Napoli - http://www.officina99.org
Effetti Collaterali, music'n'art band, Potenza - http://www.effettocollaterale.it
Eskerra associazione culturale e solidale, Taranto - http://www.myspace.com/eskerra
Fanzine "Tutti Morimmo A Stento", Potenza
Federazione Milano del PRC - http://www.rifondazionemilano.org
Forum delle Donne "DannAzione" - Cava de' Tirreni, Salerno
Giovani comunisti di Catania
Giovani Comunisti, Enna - http://gcenna.wordpress.com
Infoxoa, redazione della rivista di quotidiano movimento, Roma - http://www.infoxoa.org
Laboratorio Occupato SKA, Napoli - http://isole.ecn.org/ska
Laboratorio sociale MillePiani - http://www.laboratoriomillepiani.org
Laboratorio Zeta, Palermo - http://www.inventati.org/zetalab
Licenziati della Terex Comedil di cusano milanino, Milano
Megafono Rosso - per l'unità degli studenti in lotta - http://www.megafonorosso.it
Movimento antagonista toscano
Movimento Disoccupati Cavesi "Benito D'Elia" - Cobas - Cava de' Tirreni, Salerno
N.R.N.P. nessuna repressione nautico presente
Polisportiva Antirazzista Assata Shakur, Ancona
Precari dello Spettacolo, Palermo - http://precaridellospettacolopalermo.blogspot.com
R.A.P. rete per l'autorganizzazione popolare, Campobasso
R.S.U. Arsenale, Taranto
Radici nel cemento, gruppo musicale - http://www.radicinelcemento.it
Radio Dissident - Avola, Siracusa - http://radiodissident.wordpress.com
Radio Vostok - Cava de' Tirreni, Salerno - http://www.radiovostok.com
Rete Campana Salute Ambiente
Rete contro il carovita, Salerno
Rifondazione Comunista di Cava de' Tirreni, sez. "Giovanni Fortunato", Salerno
Rottaindipendente, Palermo
Sinistra critica, Napoli - http://www.sinistracriticanapoli.org/
Sinistra Europea Comune di Mantova
Spazio autogestito di aggregazione sociale Centro Iqbal Masih Librino, Catania - http://www.centroiqbalmasih.it
Strike/spazio pubblico autogestito (Roma) - http://strike-spazio-pubblico-autogestito.noblogs.org
Teleimmagini, Bologna - http://isole.ecn.org/xm24/article/10/teleimmagini
Tete de bois, gruppo musicale - http://www.tetesdebois.it
Unione degli Universitari, Roma - http://www.uniroma.org
Unità Popolare Valle Brembana BG
 
INFO
 
http://www.cosenza2febbraio.org/index.php

Non è folclore quello nato a Vicenza: NO DAL MOLIN!

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008
Nelle parole del Commissario Costa, pubblicate da questo giornale il 17 gennaio, leggiamo la difficoltà di chi è consapevole di vendere fumo e non sa più come nasconderlo; sostenere che la nuova base Usa progettata al Dal Molin non avrebbe alcun impatto negativo dal punto di vista ambientale, urbanistico e sociale, infatti, equivale a negare una realtà che è sotto gli occhi di tutti e che anche il Commissario ha più volte evidenziato, dichiarando che «Vicenza deve essere compensata per il sacrificio a cui è chiamata».
Nelle ultime settimane abbiamo assistito al tentativo di costruire quella che i sociologi chiamano la “profezia che si autoadempie”; dichiarando che la nuova base Usa è entrata nella fase operativa, infatti, statunitensi, Governo italiano e molti rappresentanti del Partito Democratico – del quale, è bene sottolinearlo, non si è ancora capita la posizione – vorrebbero creare una realtà artificiale diversa da quella quotidiana, nascondendo sotto il tappeto le tante difficoltà che stanno incontrando i fautori della militarizzazione di Vicenza. Tutti sanno, infatti, che la realizzazione del progetto non è affatto scontata: a Vicenza decine di migliaia di persone hanno deciso, nell’ultimo anno, di mettersi in gioco in prima persona per difendere la propria terra, ma anche la propria dignità e quei pochi stracci di una democrazia calpestata in modo arrogante quanto superficiale da chi siede a Palazzo Trissino e a Palazzo Chigi.
L’opposizione che Vicenza ha saputo creare non è un elemento di folklore, bensì la variabile più importante di questa vicenda: chi dice che «bisogna adeguarsi alle decisioni prese dal Governo» insulta la democrazia e il diritto di ogni cittadino di difendere la propria vita e il domani dei propri figli. Accettare le imposizioni senza opporsi è tipico delle dittature e dei regimi autoritari, non certo delle democrazie mature tra le quali il nostro Paese vorrebbe annoverarsi.
In questi mesi, decine di iniziative hanno portato Vicenza alla ribalta delle cronache nazionali. Donne e uomini qualunque, padri e madri, studenti e pensionati: tante persone hanno messo in gioco la propria quotidianità mettendo nel conto le conseguenze che potrebbero derivare da blocchi e occupazioni; sono, queste, persone con una famiglia e un lavoro che, però, hanno deciso di sacrificare una parte importante della propria vita per difendere la propria città da un’opera che avrebbe conseguenze devastanti. Lo sanno bene i vicentini che lo scorso 15 dicembre hanno partecipato in decine di migliaia al corteo legittimando questo percorso di opposizione e voltando le spalle a chi, incapace di avere una maggioranza reale, si appella a indeterminabili “maggioranze silenziose”.
L’ultima iniziativa in ordine di tempo, l’occupazione pacifica della Prefettura, ha segnalato la determinazione di chi non vuole testimoniare la propria contrarietà, bensì vuol raggiungere un obiettivo concreto: impedire la realizzazione della nuova base Usa, anche bloccandone fisicamente i cantieri.
Chi parla di legalità dimentica che, in questa vicenda, ogni ombra di legalità è stata cancellata dall’imposizione di un progetto che viola la Costituzione italiana e le più banali norme sulla trasparenza; difatti, i militari statunitensi dichiarano di aver tutte le autorizzazioni necessarie, ma ai cittadini vicentini non è dato il diritto di accedere a queste pratiche e consultare autorizzazioni e decreti. La legalità, spacciata per valore assoluto, viene spesso utilizzata per mettere il bavaglio a chi si batte contro le imposizioni.
A chi dichiara che «la legalità è un confine» insuperabile rispondiamo con le parole di Gandhi: «sono le azioni che contano; i nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni». In questi mesi tante donne e uomini di Vicenza hanno praticato i propri pensieri, assumendosi con coraggio la responsabilità delle proprie azioni, sempre pacifiche e ispirate ad un obiettivo concreto come quello di mettere un granello di sabbia nei meccanismi della guerra e della cementificazione.
«L’obbedienza non è una virtù», scriveva Don Milani. Qualcuno spieghi ai vicentini per quale ragione dovrebbero accettare di mettere a rischio la propria salute, la propria sicurezza, il proprio futuro per obbedire ad una decisione sulla quale non sono stati coinvolti e per la quale nessuno ha ricevuto mandati politici. I vicentini sono legittimati ad opporsi, con gli strumenti che sono accessibili: di fronte al rifiuto della politica di ascoltare la volontà popolare, occupazioni e blocchi sono le sole forme che restano a quanti non vogliono limitarsi a portare una testimonianza, ma vogliono vincere questa battaglia. Il futuro di Vicenza è nelle mani dei vicentini: lo sanno bene gli sponsor della nuova base Usa che, non a caso, vorrebbero dipingere questo movimento come minoritario e criminale; un tentativo che non riesce perché si basa sulla convinzione che le persone siano stupide e si facciano convincere da facili slogan.
Ma i vicentini hanno imparato a comprendere i termini della questione, riconoscendo la coerenza dall’incoerenza, il giusto dallo sbagliato, l’interesse della comunità dal profitto di pochi.
E, soprattutto, hanno imparato a conoscere questo movimento fatto prima di tutto di donne e uomini radicali nel voler difendere la propria città e che non vogliono, con la propria indifferenza, rendersi complici di questo scempio.

Presidio Permanente
No Dal Molin

SUD RIBELLE. IL 24 GENNAIO IL PM VOMITERA' TUTTO

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008

 

Cosenza, 21.01.08. L'udienza di oggi, del processo ai tredici militanti - accusati di sovversione dell'ordine economico costituito nello stato con la finalita' di distruggere le citta' di Napoli e Genova nel 2001 - ha partorito una certezza: giovedi' 24 gennaio dalle ore 9.30 il dottor Domenico Fiordalisi, in rappresentenza di ROS, DIGOS e altro, vomiterà tutto il suo odio verso le lotte sociali. Oggi era presente l'avvocato dello stato, che con due parole ("Mi associo") ha esaurito il suo intervento, cosi' anche lui giovedi' mattina dirà la sua. Sono stati poi ascoltati, periti e consulenti tecnici. Il ctu del Tribunale (Raffaele Borretti) che ha depositato la memoria il 16.12.07 sulle 26 telefonate che il pm si era "dimenticato" di peritare ricorda - dietro domanda delle difese - che molto del materiale audio consegnato su supporto megnetico e informatico non e' stato ritrovato nel materiale consegnatogli. E non e' dato sapere dove sono finiti. Quindi, poi, un piccolo giallo sulla tecnica delle intercettazioni, per la cronaca oltre 5.000 pagine. Moltissime intercettazioni infatti contengono voci registrate prima dell'invio della telefonata o della ricezione effettiva, infondendo il dubbio che l'intercettazione non sia stata effettuata con apparecchiatura autorizzata, ma con attrezzature "fai da te" in vendita in qualsiasi negozio specializzato, ma non autorizzato dalla legge per operazioni di polizia giudiziaria; o quantomeno effettuate con un doppio canale. Strani fatti. L'opposizione del pm e' incentrata tutta sulla questione che l'avvocato chiami "scienziato" il ctu: . Deve intervenire il presidente a "difesa della difesa". Dopo una pausa di 20 minuti prende la parola - di livello nettamente superiore - il consulente della difesa, il prof. Luciano Romito (http://blog.aisv.it/ [1] http://www.gidaf.it/dblog/ [2]). E spiega anche tecnicamente come avvengono tutte le operazioni di registrazione, tiene una lezione di fonetica e linguistica in aula. Confutando nei fatti la deposizione del collega. Al termine la Corte stabilisce il calendario: 23 gennaio c'e' astensione degli avvocati; quindi si passa al 24 per riserve su eccezioni presentate oggi (incentrate soprattutto sulle intercettazioni) e requisitoria del pm e della parte civile; il 29, 30, 31 gennaio, 4 febbraio, 5 marzo dedicati alla difesa; terminati i quali la Corte determinera' eventualmente nuove date per la difesa e quindi la sentenza. Le difese quasi al termine dell'udienza depositano: - il dispositivo della sentenza ai 25 e quindi anche la documentazione contenente la trasmissione degli atti al pm per Mario Mondelli e Antonio Bruno (testimoni del pm anche a Cosenza) per la possibile falsa testimonianza (assieme a Paolo Faedda e Angelo Gaggiano) che avrebbbero arricchito di particolari non veri i loro racconti davanti ai giudici per sostenere la drammaticità degli eventi; - la trascrizione del teste D'Agostino Rosario, della digos di Cosenza, fatta nel processo Diaz http://supportolegale.org/?q=node/1285 [3], in cui le argomentazioni delle difese dei poliziotti sono state "smontate". Fiordalisi spiazzato, cala il suo "asso": la richiesta di rinvio a giudizio del processo ai 25, con i capi di imputazione ai 25.

Tutti al presidio sotto al Tribunale di Cosenza, giovedi' 24 gennaio, ore 9.00.

 

Supportolegale

Contro tutte le guerre Contro tutte le devastazioni: Torino 26 Gennaio

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008

Torino 26 genn: presidio contro l’Alenia, la guerra e il Tav

Presidio contro l'’Alenia Aeronautica e l'’industria della guerra

Contro il Tav e tutte le nocività

Sabato 26 gennaio dalle 10 alle 13 ritrovo in C.so Marche angolo C.so Francia a Torino.

Per chi arriva in treno: da Porta Nuova Metrò direzione Fermi, scendere alla fermata Marche( circa 13 Minuti di percorso) da Porta Susa la stessa cosa

Striscioni e banchetto informativo / interventi al microfono / azioni simboliche contro la guerra / volantinaggio nel quartiere, minacciato dal nodo TAV di Torino / vin brulè & dolci

Il 26 gennaio si manifesta in tutto il mondo contro la guerra. Per questo giorno noi abbiamo deciso di stare davanti all'Alenia, fabbrica di morte di prima qualità. L'Alenia si è messa in società con la Lockheed Martin, multinazionale USA specializzata in stermini, per costruire il nuovo cacciabombardiere americano F-35. L'Italia ha deciso di partecipare a questa bella impresa: diverse fabbriche saranno impegnate nella costruzione delle varie componenti del velivolo. Poi tutti i pezzi verranno portati in un nuovo stabilimento che vogliono costruire dalle parti di Novara, dentro il recinto dell'aeroporto militare di Cameri, dove assembleranno il tutto per produrre più di un migliaio di cacciabombardieri nuovi e sicuramente micidiali. A Torino c'è la direzione dell'Alenia: qui si sono prese le decisioni strategiche che hanno portato alla partecipazione dell'Italia a questa ennesima impresa di morte. I governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni, di destra o di sinistra che fossero, hanno continuato a perseguire politiche militari di aggressione nei confronti di territori e di popolazioni di diversi paesi. Si costruiscono armi in abbondanza. Si mantiene una presenza militare massiccia in Afganistan, in Libano, nei Balcani ed in diverse altre aree di crisi qua e là nel mondo. Si vuole partecipare pure ad imprese ipertecnologiche che vengono propagandate come meramente difensive. Ma noi sappiamo dove si va a parare. Come al solito tutto serve per garantire agli USA ed ai loro alleati-servi europei il controllo di territori e di risorse economiche strategiche. Qui, in Alenia, passa il fronte avanzato dell'industria degli armamenti. Tra un po' di tempo Alenia trasferirà il suo stabilimento di Torino, potenziando quello che si trova nei pressi dell'aeroporto di Caselle. La fabbrica della morte si sposta solo di qualche chilometro, lasciando spazio ad un altro progetto di devastazione e saccheggio del territorio. Proprio lì infatti passerà il TAV: dove non si preparerà più la devastazione in armi di territori "nemici" ci si applicherà, con alacre goduria, alla devastazione ambientale ed economica provocata da ogni linea ad alta velocità/capacità.

Contro tutte le guerre - Contro tutte le devastazioni

Coordinamento contro gli F-35

– Saldatura rete contro le nocività

 

http://saldatura.org/wordpress/

FIERA DELLE AUTOPRODUZIONI NATURALI AL CSOA CARTELLA IL 27 GENNAIO

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008
http://www.csoacartella.org/images/stories/volantini/fiera0108.jpg

PRESIDIO PERMANENTE DELL'MDT CALABRIA A GIOIA TAURO

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008
Presidio Permanente davanti l'inceneritore
 

Si è iniziato un presidio permanente per monitorare l'attività dell'inceneritore di Gioia Tauro, dopo le segnalazioni dei cittadini del "Bosco/Sovereto" dell'arrivo di numerosi camion scortati dalla polizia. Il presidio, promosso da MDT insieme agli stessi cittadini, vuole essere anche punto informativo contro l'incenerimento dei rifiuti.

Gli ultimi avvenimenti di Napoli e la disponibilità dichiarata dal governatore calabrese Loiero ad accogliere rifiuti provenienti dalla Campania, non sono altro che il tentativo di far credere ai cittadini che il problema dei rifiuti si risolva con gli inceneritori. Ciò è spudoratamente falso!

Riteniamo che l'emergenza rifiuti a Napoli non si risolva mandando in giro per l'Italia l'immondizia, soprattutto in una regione come la Calabria che è appena uscita (si spera...) da una gestione commissariale durata 10 anni.

Il presidio è davanti all'inceneritore di Gioia Tauro, gestito dalla Veolia: chi volesse partecipare, darci un aiuto o anche passare per un saluto o un gesto di vicinanza, sarà il benvenuto.

Questo presidio ha bisogno della partecipazione e del sostegno di tutte e tutti!

 

www.csoacartella.org

www.mdtcalabria.org 

Solidarietà a tutti i compagni denunciati a L'Aquila

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008

Proprio in questi giorni sono state recapitate le denunce a 25 compagni che hanno partecipato alla mobilitazione del 3 giugno 2007 a L’Aquila. Tra le accuse compaiono “apologia di terrorismo”, “istigazione a delinquere”, “deturpamento di cose altrui” (con riferimento alle scritte murali), e “invasione di terreni” per aver superato una rete di recinzione del carcere delle Costarelle, a Preturo.
Da diversi giorni prima della manifestazione, il corteo organizzato a L’Aquila è stato oggetto dell’attenzione dei mass-media, che si sono adoperati per creare un clima di terrore attorno alla mobilitazione, allo scopo di depotenziarla e di strumentalizzarla agli occhi della gente. A seguito della manifestazione, che è anche stata oggetto di un’interpellanza parlamentare al ministro della “giustizia” Clemente Mastella, l’indagine a carico dei manifestanti è stata sollecitata da politici e istituzioni a livello nazionale, ed è stata svolta dalla questura del capoluogo in collaborazione con quelle delle città di provenienza dei manifestanti. In seguito la questura de L’Aquila ha ricevuto numerosi elogi da esponenti istituzionali “per aver saputo controllare i manifestanti in una situazione di tensione e per essere riuscita ad evitare scontri”. Insomma, un quadretto in cui tutti i baluardi della giustizia borghese hanno trovato la propria collocazione.
Tutte queste manovre si pongono all’interno di un clima repressivo in cui l’attacco da parte dello stato è rivolto a minare la solidarietà di classe, e a metterla sotto processo. Uno dei contenuti principali della manifestazione a L’Aquila era mobilitarsi contro la tortura dell’isolamento che si concretizza nel 41 bis, da diversi anni applicato ad alcuni comunisti rivoluzionari, proprio per non aver mai rinnegato la propria identità politica di comunisti e per difendere tuttora le proprie idee. Una di questi compagni è in 41 bis all’interno del carcere delle Costarelle, a Preturo, sotto il quale è stato organizzato il presidio che ha seguito la manifestazione. La solidarietà di classe a tutti i compagni rinchiusi in isolamento o in regime di 41 bis, è una pratica che smaschera la natura violenta di questo stato, e proprio per questo è assolutamente inaccettabile da parte delle istituzioni: vediamo infatti i nostri parlamentari tutti tesi ad approvare una mozione contro la pena di morte, e a salvaguardare una facciata ormai logora, quando restano indifferenti alle lotte dei detenuti, come il recente sciopero della fame degli ergastolani, o addirittura inaspriscono torture come quelle dell’isolamento e del 41 bis (che ad esempio negano ogni contatto umano o anche la vista del sole per anni, perché le finestre a bocca di lupo bloccano anche l’entrata della luce, oltre a qualsiasi altra visuale). Queste non sono definibili se non come torture a tutti gli effetti, fisiche e psicologiche.
Come dimostrano le numerose denunce scattate da vari anni a questa parte, il clima che si respira è fatto di continui attacchi alla solidarietà. In questo contesto si collocano altre quattro denunce, a due compagni anarchici padovani per alcune scritte murali durante il corteo del 25 aprile a Milano e ad altre due compagne padovane fermate durante un volantinaggio in seguito ai due arresti dell’operazione “Tramonto” del 6 luglio.
Ma la storia stessa dimostra che la repressione non è mai stata un valido deterrente contro la solidarietà, ma semmai ha fatto in modo che si rafforzasse, e anche in questo caso non saranno certo queste denunce a fermarla.
Proprio di fronte a questo, esprimiamo solidarietà a tutti i compagni denunciati a L’Aquila e rilanciamo la solidarietà a tutti i compagni prigionieri continuando ad esprimerla a gran voce.

CONTRO IL 41 BIS E LA TORTURA DELL’ISOLAMENTO
LIBERTA’ PER TUTTI I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI!

 

C.P.O. GRAMIGNA
info@cpogramigna.org
www.cpogramigna.org

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