COMUNICATO DEL CPA FIRENZE SUD SU COSENZA E FIRENZE..

Inviato da autonomix | 30 Gen, 2008

AGGRAVANTE POLITICA E PUNIZIONE COLLETTIVA UNA SENTENZA VERGOGNOSA PER CHI HA MANIFESTATO CONTRO LA GUERRA DEL 1999 CONTRO LA JUGOSLAVIA 7 ANNI!!!!!!! di condanna a testa per tutti e tredici gli imputati del movimento fiorentino nel processo per le cariche della polizia sotto il Consolato degli Stati Uniti, in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base del 13.05.99 contro la guerra della NATO e di D’Alema in Jugoslavia. Ben oltre le stesse pesantissime richieste del PM (dai 4 ai 5 anni). Quel giorno il corteo fu caricato duramente sotto il Consolato, con 5 feriti, e ne seguì una giornata di mobilitazione con l’occupazione della sede dei DS. A distanza di 9 anni con l’unica accusa di RESISTENZA AGGRAVATA a pubblico ufficiale, vengono condannati a 7 anni tutti i compagni. L’unica AGGRAVANTE è, con lampante evidenza, quella POLITICA; avere manifestato e continuare a manifestare oggi come ieri contro la guerra, la repressione, a fianco dei lavoratori, per l’ambiente, per la giustizia sociale. E la PUNIZIONE è infatti COLLETTIVA, rivolta a chi continua a praticare politica, conflitto e partecipazione. Verso un movimento che a Firenze non si può ricondurre alle solite compatibilità e che ha saputo esprimere nelle sue varie forme e componenti una radicalità ed un’autonomia che evidentemente fanno paura. Si parla tanto dei vari allarmi sicurezza, del pericolo immigrati, ma la vera EMERGENZA oggi è quella DEMOCRATICA. L’emergenza di chi si ritrova sotto inchiesta e condannato per avere fatto politica, per essersi opposto alla guerra. La vera emergenza è la nostra sicurezza: la sicurezza di non morire sul posto di lavoro, di avere un lavoro vero ed una casa dignitosa. Ma a questa emergenza si può rispondere solo con tribunali e condanne esemplari. Condanne come questa che vanno anche oltre qualsiasi previsione ed anche ragionevolezza. Questa sentenza, sia chiaro, parla a tutti e tutte noi che da anni ci battiamo per un sistema migliore. Non ci sono spazi per un’opposizione sociale e politica in questo paese. E non si creda che sono/siamo i soliti cattivi ad essere condannati. Ad essere condannata è la politica che non accetta di farsi rinchiudere, che continua a farsi sentire, ed in questo senso oggi più che mai siamo tutti coinvolti. Passando dalle condanne di Genova a quelle degli antifascisti di Milano, da Firenze a Cosenza, dalle 9.000 persone coinvolte in procedimenti giudiziari dal 2000 ad oggi, alle decine di inchieste per associazione, di fronte a questa EMERGENZA non ci sono spazi di ambiguità: bisogna schierarsi e chiaramente a fianco di tutti i compagni coinvolti in inchieste e processi. Se la repressione vuole dividere la solidarietà deve unire. Come realtà fiorentine esprimiamo la massima solidarietà ad i 13 compagni con la sicurezza che mai verranno lasciati soli e rilanciamo con forza una mobilitazione cittadina e nazionale contro queste vergognose sentenze e per tutti gli altri processi.

Sabato 2 febbraio manifestazione a Cosenza

Sabato 9 febbraio manifestazione a Bologna

GENOVA-COSENZA-FIRENZE GUERRE, TRIBUNALI E CONDANNE NON FERMERANNO LE NOSTRE LOTTE CONTRO LA REPRESSIONE NON UN PASSO INDIETRO

Cantiere Sociale K100fuegos, Cpa Firenze Sud, , Voci dalla Macchia, Rete Collettivi Studenti medi fiorentini, Collettivo Politico di Scienze Politiche, Collettivo FuoriLOGO di Economia

COSENZA PER NOI..IL 2 FEBBRAIO..

Inviato da autonomix | 30 Gen, 2008

In questi giorni sta per concludersi a Cosenza un processo molto simile a quello appena terminato a Genova. Anche in questo caso un gruppo di persone, appartenenti al “Sud Ribelle”, si trova di fronte ad accuse gravissime: "sovvertire violentemente l'ordine economico costituito nello stato" per aver partecipato alle grandi manifestazioni in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001.

Non che sovvertire con qualsiasi mezzo necessario l'ordine economico costituito nello stato sia di per sé un fatto gravissimo, anzi ci sembra essere l’unico obiettivo sensato per ogni sfruttato. Il problema è che gravissime sono le pene previste. Infatti il pubblico ministero ha chiesto una cinquantina di anni carcere ed altri di libertà vigilata
Chi detiene il potere vuole continuare a tenerselo e per questo vorrebbe “regalare” anni ed anni di carcere a chi ha lottato, si è ribellato, ha manifestato irriducibile dignità. Per questo una serie di fatti specifici, avvenuti ad esempio durante le manifestazioni, sono stati gonfiati, inventati, estesi ad altri, trasformati in reati associativi, aggravati da termini che possano ricondurre ad un immaginario di guerra (quali la devastazione ed il saccheggio) in modo da moltiplicare la pena. Così, mentre l’unica guerra evidente, con bombardamenti o meno, è quella scatenata dal capitale per continuare ad opprimere, si prospetta un altro scenario di condanne per chi a questa guerra resiste.

Le risposte che si vorrebbero dare ai continui attacchi repressivi languono. Non è bastato l’esito del processo di Genova per sgombrare il campo dagli appelli grondanti di lezioni di democrazia, di sdegno per accuse risalenti al codice del periodo fascista, di richiami alla Costituzione, di paragoni con le avvenute promozioni dei torturatori in divisa: un’altra manifestazione con una lista chilometrica di adesioni, zeppa di partiti e di rappresentanti delle istituzioni, pesa come un macigno sul futuro di coloro che con partiti ed istituzioni non hanno nulla a che spartire, quelli che, ancora una volta, potrebbero essere i “cattivi” che pagano per tutti perché rivendicano in toto la radicalità delle azioni avvenute.

L’appello lanciato per indire la manifestazione di sabato 2 febbraio a Cosenza sottolinea che, per i fatti del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova, furono arrestate venti persone che erano state fra gli organizzatori del Forum Sociale Europeo di Firenze, “una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese”. Per definizione, dunque, queste persone dovrebbero rientrare fra i buoni. Se qualcuno non avesse contribuito all’organizzazione di importanti esperienze democratiche, al contrario, rientrerebbe per definizione tra i cattivi.

A noi non importa un fico di qualsiasi cosa abbiano organizzato nello specifico queste persone. Ci importa, caso mai, che durante la lunghissima storia che ha portato al processo contro il “Sud Ribelle” molti fra gli accusati abbiano già preso le distanze dai coimputati e che alcuni abbiano fatto carriera all’interno di partiti ed istituzioni. La discrepanza fra imputati eccellenti ed imputati “qualunque” si rivela, quindi, ancora più rilevante che nel processo di Genova.

Ci importa che ancora una volta non riesca il gioco che ha indicato Carlo come primo cattivo e dopo lo ha riabilitato perché le forze dell’ordine erano state più cattive, quello stesso gioco che ha poi additato i processati di Genova come “blocco nero” per poi scagionare la metà. Non è affatto una consolazione che Carlo ora sia un simbolo, che molti il 17 novembre pensassero di essere in piazza a Genova per manifestare solidarietà a tutti gli imputati, che un tribunale abbia riconosciuto le menzogne di qualche poliziotto o carabiniere. Il fatto è che Carlo è morto, che 10 persone dovranno affrontare un processo di appello per devastazione e saccheggio con una tremenda condanna alle spalle, che ancora nel napoletano o a Cagliari persone che non vogliono morire avvelenate siano state selvaggiamente picchiate da altri poliziotti o carabinieri.

In questa fase di involuzione di molte coscienze (sollecitate solo dalla salvaguardia degli interessi clericali) e di allarmismo sicuritario, tendente ad un’oggettiva fascistizzazione, che complicano l’esistenza di tutti coloro che vogliono continuare a lottare, stanno però intervenendo altrettanto oggettivi disastri economici ed ambientali che sempre più spesso determinano reazioni non solo rabbiose, ma organizzate e raccordate fra loro. Basti pensare alla TAV, agli inceneritori e le basi militari, ai posti di lavoro segnati da continue morti, a quanti supportano le rivolte e le fughe dai CPT dove vengono deportati gli immigrati che cercano scampo alla guerra e alla fame. Questo va letto in una possibile prospettiva di cambiamento dei rapporti di forza e deve essere pratica per una crescita comune che eviti i particolarismi e le alleanze puramente tattiche.
Ricominciamo quindi a gestire collettivamente e in un ottica di classe la storia di questi anni, non cediamo alle lusinghe di chi vorrebbe vederci imploranti a chiedere giustizia ai responsabili dell’ingiustizia: ci chiederebbero ben presto di implorare perdono.

Costruiamo ovunque momenti di informazione e solidarietà attiva con gli imputati del processo di Cosenza per dimostrare in modo palese la nostra determinazione nel continuare la lotta e per rivendicare i percorsi di ribellione allo stato di cose presenti: del resto che le masse scese nelle piazze di Napoli e Di Genova fossero storicamente nel giusto è dimostrato dalla realtà devastata che è sotto gli occhi di tutti nonché dalle squallide disavventure di un ceto politico dirigenziale, di qualsiasi colore o sfumatura, che chiede l’impunità per sé stesso comminando anni di galera a chi si ribella.

Spazio di documentazione Il Grimaldello - Genova

Vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili
www.controappunto.org

PULLMAN E TRENI PER RAGGIUNGERE COSENZA IL 2 FEBBRAIO..

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008

PULLMAN E TRENI

Pullman

Da BARI - PULLMAN
Partenza sabato 2 febbraio - ore 6:30 - Largo Sorrentino Bari
Info: 333-8633876

Pullman

Da BENEVENTO

Partenza sabato 2 febbraio - ore 9:00 da Piazza Risorgimento
Info: 347-7088242 - 0824-51849
www.csadepistaggio.org; info@csadepistaggio.org

Pullman

Da CATANIA - PULLMAN
Partenza sabato 2 febbraio - ore 08:00 - Piazza Alcalà/Borsellino
Info prenotazioni: 328-6340528 - valeriogccatania@yahoo.it

Treno

Da NAPOLI - TRENO
Partenza sabato 2 febbraio
Appuntamento ore 8:00 in stazione. Partenza treno ore 8:50.
Biglietto: 10 euro
Per info e biglietti: 393-2122937 - 333-3360964

Pullman

Da PALERMO - PULLMAN
Partenza sabato 2 febbraio - ore 7:00 - Davanti l'ExCarcere (Via Mongitore)
Biglietto: 15 euro a/r
Info: 380-4286926 - excarcere@ecn.org

oppure

Partenza sabato 2 febbraio - ore 6.00 Stazione Notarbartolo
Contributo: 10 euro a/r (5 euro per studenti e disoccupati)
Info: 348/5968407

oppure

Partenza sabato 2 febbraio - ore 6.00 Stazione Notarbartolo
Contributo: 10 euro
Per le adesioni contattare i COBAS e chiedere di Roberto 091349192 c.cobassicilia@tin.it

Pullman

Da REGGIO CALABRIA - PULLMAN

Partenza sabato 2 febbraio - ore 10:30 - Al C.S.O.A. Cartella (Via Quarnaro, Gallico)
Biglietto 5 euro a/r (come contributo per il Coordinamento "Liberi Tutti")
Info: 349-7600750 - csoacartella@ecn.org

Pullman

Da ROMA - PULLMAN

Partenza sabato 2 febbraio ore 7:00 dal Verano (parcheggio di Via dello Scalo San Lorenzo)

Info:
06-70452452 (Sede Cobas, dalle 17:00 alle 20:00)
335-8191842 (Italo)
320-0855289 (Bartolo)
340-7030084 (Lorenzo)

Biglietto: 10 €

E' importante che le prenotazioni arrivino entro giovedi pomeriggio per garantire un adeguato numero di pullman, in modo che nessuno rimanga a piedi.
Al momento i pullman sono almeno 4/5.

daje roma daje tutt* a cosenza!

Pullman

Da SALERNO - PULLMAN
Partenza sabato 2 febbraio ore 9:30 - P.zza della Concordia

Info e prenotazioni: Giovani Comunisti 089-9951382
E-mail: info@gcsalerno.org - www.gcsalerno.org

Pullman

Da SENIGALLIA (AN) - PULLMAN
Partenza sabato 2 febbraio

Info e prenotazioni al Mezza Canaja
E-mail: mezzacanaja@yahoo.it

Pullman

Da TARANTO - PULLMAN

Partenza sabato 2 febbraio - ore 9:00 dalla Concattedrale
Prezzo indicativo del viaggio: 10 euro
Per contatti e adesioni: 099-4716012 (dopo le ore 20.00) - 389-5873684 - comitato.di.quartiere@email.it

TORINO: Le donne sospendono il consiglio regionale

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008
[TORINO] Le donne sospendono il consiglio regionale (INTERVISTA)


TORINO, 29 GENNAIO 2008 - Un gruppo di donne del movimento torinese ha interrotto questa mattina i lavori del Consiglio regionale del Piemonte, convocato in seduta straordinaria. La seduta era stata richiesta dall'opposizione (di centro destra) per presentare una richiesta di modifica alla legge 194 relativa alle interruzioni di gravidanza, in particolare per la parte che riguarda la regolamentazione dell’aborto terapeutico. La proposta nasce sulla scia di quanto già successo in Lombardia dove la regione è riuscita a far passare una sostanziale modifica al regolamento inerente gli aborti terapeutici, riducendo il termine ultimo da 24 settimane a 22. La mozione, presentata stamattina a Torino da alcuni consiglieri del centro destra rappresenta un attacco su scala locale facente parte di una più vasta iniziativa politica e mediatica che, a vari livelli sta tenendo sotto assedio la 194 e i diritti delle donne in generale. Dalle farneticazioni del papa, di Ruini e di tutte le autorità Vaticane sulla famiglia naturale, fino alla richiesta di "moratoria sulla pena d'aborto", proposta dal servile e opportunista Giuliano Ferrara, il mondo cattolico sembra compatto per prendere di petto la questione aborto e riportare la donna al suo "ruolo naturale": quello di produrre figli. D'altronde come dice Ruini, "la donna è libera soltanto nella maternità".

Il tutto stava passando attraverso l'indifferenza o il tacito assenso del centrosinistra, troppo impegnato a raccattare briciole di voti cattolici per prendere una posizione forte sul diritto delle donne ad autodeterminarsi.Ma per fortuna c'è anche chi questi attacchi non li accetta passivamente e questa mattina un numeroso presidio di donne e uomini di ogni età si è formato davanti al palazzo della Regione; facce piene rabbia nel trovarsi di nuovo a dover difendere dei sacrosanti diritti, conquistati esattamente 30 anni fa con la lotta e che mai più si pensava potessero essere messi in discussione.
Dopo aver dato vita ad un presidio all'esterno del palazzo, una trentina di donne è entrata in aula lanciando slogan in favore della legge 194 e dell'autodeterminazione mentre un consigliere di Allenza Nazionale presentava la mozione E' stato lanciato del prezzemolo a ricordare che le donne non vogliono tornare a dover rischiare la vita per abortire in clandestinità; La digos è intervenuta per allontanare le "disturbatrici" ma le manifestanti sono comunque riuscite a far sospendere la discussione su questa vergognosa proposta. La contestazione, rivolta tanto al centrodestra, quanto all’indifferente centrosinistra, che, impegnato nella difesa di un cosiddetto dibattito civile e democratico, accetta e tollera che su questi temi si torni a discutere in maniera assolutamente strumentale e provocatoria. La protesta delle donne ha ottenuto di fatto che la seduta venisse sospesa e ancora una volta sono riuscite nell’intento di dimostrare che no n sono più disposte a sentire tutto questo insidioso chiacchiericcio sui loro diritti, ma vogliono prendere la parola per ribadire che nessuno può arrogarsi il diritto di legiferare sul loro corpo e sulla loro sessualità

>>> Ascolta l'intervista con Chiara


VOLANTINI:

COMUNICATO DEL CSA DEPISTAGGIO

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008
Non bastano 400mila tonnellate di rifiuti, una inchiesta per sversamento nella discarica di rifiuti non conformi a quanto prescritto dalla legge e dai regolamenti ed ordinanze relative alla discarica (autorizzata solo per fos e sovvalli), violazione delle procedure di ammissione dei rifiuti in discarica, disastro ambientale e inquinamento atmosferico e del suolo con lo sversamento di rifiuti pericolosi e no, determinando la creazione di ingenti quantità di percolato, non basta tutto questo per capire che questa provincia e questa regione non ne possono più.



Non ne possono più di un'emergenza diventata cronica, di imprese del nord che fanno affari per sversare i rifiuti tossici e nocivi in questa regione ed in questa provincia, di imprese che collezionano avvisi di garanzie, ma che continuano ad imperversare nella nostra regione facendo ancora affari d'oro, di super commissari, mini commissari, sotto commissari che con le loro ordinanze e il loro super piani colpiscono sempre le stesse zone, le stesse popolazioni, la stessa terra.

Tre Ponti come Pianura, come Acerra, come Villaricca ha già dato, ha già pagato il prezzo della devastazione ambientale, alla camorra, alla fibe, ai commissari e super commissari.

Sembra quasi surreale la situazione che si è venuta a creare con De Gennaro che "carica" verso Tre Ponti, mentre stava per partire la bonifica di un territorio martoriato nel giro di pochi mesi. E la cosa più assurda è che gli accordi di bonifica erano stati presi anche con la struttura commissariale che lo sceriffo oggi capeggia e con la Regione Campania oramai anch'essa in emergenza per l'emergenza.

Non si può più chiedere alla gente di Tre Ponti, di Pianura, di Villaricca, di Acerra di accettare altro sversamento, altri fanghi, percolati, rifiuti "tal quale", mentre qualche piccolo imprenditore del nord tenterà ancora, nell'emergenza, di smaltire qualche rifiuto tossico.

Non si può più chiedere perchè queste popolazioni, questi cittadini e questi territori hanno già pagato il prezzo dell'emergenza.

La nostra solidarietà e la nostra partecipazione ai presidi attivati in queste ore dalle popolazioni della Valle Caudina in lotta per la sopravvivenza del proprio territorio e per la tutela della loro salute.

Anche l'emergenza "monnezza" si risolve partendo dal basso, bisogna essere capaci di avviare seriamente la raccolta differenziata in quelle zone dove è praticamente inesistente, in quelle zone di questa martoriata regione dove gli enti locali, i comuni, le provincie latitano in questo senso e dove non c'è uno straccio di piano per la differenziata.


CENTRO SOCIALE DEPISTAGGIO

http://www.csadepistaggio.org

Livorno - Sulle perquisizioni

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008

Venerdi' 25 gennaio sono state effettuate dai Ros di Firenze ed ordinate dal pm Giuseppina Mione, 8 perquisizioni fra La Spezia, Pisa, Livorno e Roma.
Ai/alle perquisiti/e, alcuni ed alcune appartenenti all'area anarchica, il reato contestato e' tentato omicidio con aggravanti di terrorismo.

Durante le perquisizioni e' stato anche prelevato materiale utile a rilevare il DNA delle persone, in linea con il nuovo andazzo delle politiche repressive europee tese a creare una banca dati per schedare i detenuti ed in generale i ribelli sociali.

L'accusa e' quella di aver compiuto un attentato esplosivo contro la caserma della Folgore di Via Vannucci a Livorno nel settembre 2006. La caserma Vannucci e' un covo di assassini in divisa, che ammazzano e trucidano intere popolazioni, che invadono e distruggono territori, che hanno fatto le "missioni di pace" in Somalia, Jugoslavia, Afghanistan e sono in Iraq, che sono da sempre al soldo del potere per consertirne la riproduzione.

Come sempre si cerca di ribaltare le parti, ma tutti/e sappiamo chi sono i terroristi, chi incute terrore per mantenere lo stato delle cose, chi come in questo caso ha portato in carcere una persona del tutto estranea a qualsiasi attivita' politica, ma comunque refrattaria a questa vile societa', e chi invece vuole cambiare tutto questo.

Questa inchiesta non solo conferma l'attenzione da parte della magistratura e dei carabinieri verso quell'area che da sempre esprime dissenso, ma fa anche pensare ad una vera e propria crisi di astinenza a cui vanno incontro questi inquisitori se si perdono anche solo un'occasione di far sentire la loro pressione su chiunque si ribella e su chiunque dimostra a loro solidarieta'.

LIBERTA' PER VALENTINA!

LIBERTA' PER COSTA, DANIELE E FRNCESCO!

LIBERTA' PER TUTTI E TUTTE!

SOLIDARIETA' AGLI INDAGATI

Alcuni/e indagati/e e solidali

Padova - Bloccato magazzino della TNT Global Express

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008

Venerdì 25 gennaio i lavoratori che iniziavano il turno pomeridiano hanno avuto la sorpresa di trovare il magazzino della TNT di Limena totalmente svuotato e chiuso.
Nel chiedere spiegazioni ai responsabili della cooperativa Fast-coop Gesconet veniva loro consegnata una lettera che dichiarava la fine dell’appalto da parte di Fast-coop Gesconet con TNT a partire dal 28 gennaio.
La cooperativa e TNT, nel più completo spregio delle norme vigenti in materia di cambio d’appalto, hanno messo in atto una pesantissima rappresaglia contro tutti quei lavoratori che si sono autorganizzati al di fuori dei sindacati confederali per rivendicare i diritti più basilari.
Da meno di un anno i soci-lavoratori di Fast-coop si sono rivolti all’Adl per avviare un percorso di lotta per la conquista dei diritti lavorativi minimi e, non da meno, il rispetto da parte dei responsabili della cooperativa.
Questa azione di Gesconet e TNT mira esclusivamente ad azzerare i risultati ottenuti fin’ora.
Tutto avviene con la più assoluta complicità della FILT-CIGL, che, essendo non a caso a conoscenza di ciò che sarebbe accaduto, ha avuto il coraggio di giustificare il loro operato convocando il giorno seguente un’assemblea chiedendo ai lavoratori di "affrontare con maggiore serenità il futuro".
I lavoratori uniti hanno espresso la ferma volontà di rispondere a questa rappresaglia: dalle sei di questa mattina sono tutti davanti alla TNT per bloccare il lavoro degli impiegati del magazzino e chiedere che sia data garanzia del posto di lavoro per tutti .
"La lotta continuerà fino a quando non ci sarà la volontà da parte di TNT e Gesconet di ascoltare la voce dei lavoratori", dicono i lavoratori tessarti all’ADL.
La corrispondenza con Luca Trivellato - Adl Padova.
-  [ audio ]

Link
www.associazionedifesalavoratori.org

Grecia - Anarchici attaccano la polizia

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008

Atene - Nel fine settimana, in Grecia, una serie di attacchi contro la polizia sono stati messi in atto da gruppi anarchici. Nella notte di domenica una ventina di aggressori incappucciati hanno lanciato bottiglie molotov contro i poliziotti posti a guardia di alcuni uffici del Pasok (partito socialista all'opposizione). Non vi sono stati feriti e il gruppo si è disperso per le viuzze del centro di Atene.

Nella notte di sabato, circa dieci motociclisti a volto coperto, hanno colpito l'ingresso della stazione di polizia dell'area di Pefki, lanciando diverse bottiglie molotov, demolendo 4 volanti, 2 moto e danneggiando la facciata dell'edificio.

In entrambi casi alcuni testimoni affermano che gli aggressori intonassero slogan anarchici.

In Grecia, gruppi dell'area di sinistra portano avanti ripetutamente attacchi simili.

Il 12 gennaio, anonimi hanno distrutto 12 macchine nel centro di Atene.

fonte: infoshop.org - earthtimes.org

7 anni di galera per 13 compagni: a Firenze

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008
[FIRENZE] 7 anni di galera per i 13 compagni che si opposero alla "guerra umanitaria" del governo Prodi


Firenze, 29 gennaio 2008 - Era il maggio 1999, era del primo governo Prodi. Iniziava allora la triste moda delle "guerre umanitarie", pratica ripresa e continuata dal 2° esecutivo di centro-sinistra appena defunto.

Ieri il Tribunale di Firenze ha emesso la sentenza del processo che vede imputate 13 compagn* con l’accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale per fatti avvenuti il 13 maggio del 1999. Una sentenza pesantissima che condanna tutti gli imputati a 7 anni di reclusione.

I fatti acontestati, sono avvenuti durante un corteo nel 1999: a Firenze, come in molte altre parti d'italia, ci fu uno sciopero generale indetto dal sindacalismo di base contro la guerra nei balcani, sostenuta dall'allora governo D'Alema. Il corteo finì sotto il consolato americano dove la polizia caricò.

Sotto accusa il "diritto di resistenza".

>>> Ascolta l'intervista a Bruno Palladini, uno dei condannati (Movimento Antagonista Toscano)

>>> Guarda il video degli scontri

Qui di seguito il comunicato della Confederazione Cobas e del movimento Antagonista Toscano:

12 condanne a Firenze, come nella Grecia dei colonnelli

LA REALTA’ SUPERA SEMPRE LA FANTASIA

A FIRENZE COME NELLA GRECIA DEI COLONNELLI

13 CONDANNE A SETTE ANNI PER RESISTENZA!

Il Tribunale di Firenze ha deciso di abolire ogni unità di misura ed ha condannato a sette anni di reclusione i tredici imputati per gli incidenti al Consolato USA del 13 maggio 1999 in occasione dello sciopero/manifestazione indetto dal sindacalismo di base contro la partecipazione dell’Italia alla guerra nei Balcani.

Sette anni per aver preso un sacco di legnate a mani nude. Sette anni a conferma che nella società contemporanea non c’è più misura. Nello sfruttamento come nelle sentenze dei tribunali. Sette anni vengono dati per omicidio (con le attenuanti). Cinque per banda armata. Qualche manciata di mesi per stupro, nulla per gli omicidi sul lavoro. Non parliamo della signora Dini e dei suoi traffici internazionali finiti con una pena abbondantemente sotto l’indulto.

Questi giudici ci fanno tornare in mente i colonnelli greci e lo Shakespeare di “Misura per misura”: viviamo la nostra contemporaneità nella svalutazione dei valori, dunque il dramma è quanto mai attuale..

La Magistratura interpreta la crisi verticale della rappresentanza politica, quella società dello spettacolo andata in onda anche pochi giorni fa al Senato, e della sua incapacità di controllare spinte e conflitti sociali.

Non si deve manifestare, tanto meno contro la guerra. E poi, se al governo c’è il centrosinistra è ancora più grave, viene meno ogni “giustificazione politica”.

E’ il trend giudiziario di Genova e di Cosenza. E’ l’altra faccia del delirio securitario che vuole incarcerare tutti i romeni che scappano dalla Romania a causa dei “nostri” imprenditori arrivati a sfruttare la forza lavoro locale per 80 euro al mese.

A Firenze c’è la mano precisa dei DS in questa sentenza. Dopo aver riesumato le ordinanze (1933) del Podestà per deportare i lavavetri, hanno dichiarato la guerra ai poveri colpevoli di avere cattiva incidenza sul turismo – come se Firenze non fosse una città internazionale e cosmopolita. Ed ora indicano nelle case occupate, nei richiedenti asilo che esodano dalle guerre il prossimo nemico da colpire.

La città va affidata a guardie pretoriane che devono esercitare il controllo assoluto non solo sui movimenti, ma sui corpi e sulle menti, perchè cresce la marea dei senza reddito, senza casa, senza cittadinanza e che devono rimanere anche senza voce.

Queste sentenze vogliono sancire lo slittamento del conflitto sociale all’interno della normativa penale. Imputate/i capri espiatori, diversificati per provenienza ed estrazione, per poter esercitare su di loro una giustizia altrettanto diversificata. Per sperimentare la tenuta di "nuovi" reati, quali devastazione e saccheggio, mantenendo i "vecchi" resistenza e danneggiamento.

Daremo vita ad una campagna nazionale su questa sentenza capace di coinvolgere tutto quanto si muove nella società italiana PER DEMOLIRE QUESTA E LE ALTRE SENTENZE.

RICORDIAMO I FATTI

Il 13 maggio 1999 lo sciopero delle organizzazioni di base fu un grande successo (a Firenze 3.000 in piazza). Lo sciopero dimostrò la possibilità di lottare contro la guerra NATO nei Balcani, guerra sostenuta dal governo di allora, guidato da D’Alema, e definita da CGIL-CISL-UIL “una contingente necessità”. A corteo concluso davanti al Consolato Americano partirono, senza preavviso, durissime cariche poliziesche: candelotti sparati ad altezza d’uomo, 5 manifestanti costretti alle cure ospedaliere, mentre tanti altri contusi evitarono gli ospedali. L’atteggiamento delle forze dell’ordine fu conseguente alla circolare D’Alema-Iervolino ("perché non vengano tollerate manifestazioni contro basi militari e sedi governative"). Un paese in guerra adegua il comportamento della propria polizia alla situazione bellica. Un video mostrò l’esatta dinamica delle cariche - video ripetutamente fatto vedere dalla trasmissione “Striscia la notizia”, anche, strumentalmente, nei confronti del centrosinistra al governo.

Già le richieste del pubblico ministero apparivano SURREALI: dai 4 ai 5 anni per "resistenza a pubblico ufficiale".

La sentenza dimostra che la realtà supera sempre la fantasia.

MA NON FINISCE QUI!

Movimento Antagonista Toscano – Confederazione Cobas

BLOCCATA LA FERROVIA NAPOLI ROMA...

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008
 

Rifiuti, bloccata ferrovia Napoli-Roma
De Gennaro: "Ho bisogno di soldi"

Il commissario straordinario: "Sto lavorando, ma ci sono delle valutazioni di budget da fare"


<B>Rifiuti, bloccata ferrovia Napoli-Roma<br>De Gennaro: "Ho bisogno di soldi"</B>

Proteste a Melito contro l'emergenza rifiuti

NAPOLI - In Campania nuovi blocchi e proteste, mentre il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti fa capire di essere a corto di risorse. "Sicuramente ho bisogno di soldi per questa emergenza", ha detto De Gennaro nel corso dell'audizione davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. "Ho dei contatti - ha spiegato - con il nostro ambasciatore a Berlino, che ha in programma una serie di incontri con alcuni imprenditori locali ma ci sono delle valutazioni di budget da fare".

Nuova giornata di tensione per l'emergenza rifiuti in Campania. A Giugliano (Napoli) alcune decine di persone bloccano da questa mattina i binari della stazione sulla tratta Napoli-Roma. Nel vicino comune di Villaricca, invece, 20 manifestanti presidiano l'ingresso della discarica individuata nel piano del commissariato per l'emergenza rifiuti in Campania Gianni De Gennaro. Cittadini in allerta anche a Napoli, nella Municipalità di Poggioreale: in 40 stanno assistendo al consiglio municipale in corso per conoscere le sorti del sito dell'ex manifattura tabacchi a Gianturco.

A Giugliano le ferrovie hanno istituito servizi di autobus sostitutivi tra Villa Literno e Campi Flegrei e due Eurostar sono stati deviati via Aversa- Napoli centrale.

A Marigliano circa 200 persone hanno bloccato la statale 7 bis Nola-Pomigliano D'Arco, mentre altri duecento manifestanti presidiano il sito. Si sono registrati anche momenti di tensione: i manifestanti si sono scontrati con le forze dell'ordine e un bambino di 8 anni è rimasto contuso insieme ad una decina di altre persone. L'incidente è avvenuto al sit-in davanti alla discarica in cui i dimostranti impedivano l'accesso alle ruspe nell'area.

Le violenze sono state denunciate dal capogruppo dell'Udeur al Senato, Tommaso Barbato, che in una nota ha detto di essere stato spettatore diretto questa mattina dell'episodio: "Ho visto bambini portati in ospedale dai loro genitori - è la sua denuncia - per farsi medicare e perfino una donna incinta bastonata senza pietà. Questa non è più democrazia: siamo di fronte a una vera e propria attività repressiva degna della più bieca dittatura. E' forse con la guerriglia che il supercommissario De Gennaro pensa di porre fine all'emergenza rifiuti?".

Ad Ariano Arpino, nell'avellinese, molta altra gente è scesa in piazza contro la riapertura della discarica di Difesa Grande. Circa diecimila i manifestanti guidati dal sindaco Domenico Gambacorta, dai consiglieri comunali e dai rappresentanti di tutte le forze politiche.

Sul fronte della raccolta, su richiesta della commissione straordinaria l'esercito ha rimosso oltre 30 tonnellate di rifiuti dalle strade di Crispano (Napoli). La zona maggiormente interessata dall'intervento l'area circostante a via Cancello, ma durante la notte nel napoletano si sono avuti una cinquantina di roghi di immondizia. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnerli: le zone maggiormente interessate sono state il vesuviano, l'area flegrea e l'hinterland nord.
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