CORTEO NAZIONALE A COSENZA IL 2 FEBBRAIO..

Inviato da autonomix | 29 Gen, 2008
[2 febbraio - Corteo nazionale a Cosenza per il Sud Ribelle] Siamo tutti sovversivi! Contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale!


Il processo alla Rete meridionale del Sud Ribelle ha un forte legame con le giornate del G8 di Genova 2001, un filo rosso che in diverse occasioni emerge lampante agli occhi di chi assiste a questo ennesimo attacco repressivo e politico contro il movimento. Innanzitutto le fonti delle imputazioni che vengono addossate a compagni e compagne del Sud Ribelle risalgono anche loro, come per il reato di devastazione e saccheggio del processo genovese, al codice Rocco dell'epoca fascista: devastazione e saccheggio, associazione sovversiva. E Genova è anche il campo sul quale la magistratura cosentina ha cercato le prove per incastrare il movimento, imputando anche alla Rete del Sud Ribelle la regia degli scontri al G8 di Genova e al Global Forum di Napoli, sostenendo la presunta pianificazione del conflitto ai summit internazionali e la successiva opera di devastazione da parte dei compagn*.
Ma al di la delle rassomiglianze o delle sfaccettature comuni, a monte vi è il chiaro tentativo di criminalizzare le lotte sociali e politiche del nostro paese, e per di più farlo in un territorio come quello meridionale pieno di difficoltà e contraddizioni, all'interno del quale l'esperienza del Sud Ribelle rappresenta una delle pagine più belle e significative scritte dal movimento in questi ultimi anni.

La Rete meridionale del Sud Ribelle

Dopo decenni di silenzio e rassegnazione il Sud Ribelle è lo scossa che corre lungo tutto il territorio del Sud Italia, imbastendo ed organizzando una straordinaria serie di lotte autonome, nonostante tutte le differenze dei soggetti che lo compongono, dai centri sociali ai sindacati di base, dai comitati in difesa dell'ambiente agli operai in lotta. Le primordiali uscite del nascente Sud Ribelle aggregano giovani e lasciano basiti tutti i vari poltronai ammuffiti sul loro secolare potere, che sia questo di stampo statale o 'ndranghetista, i quali molto soventemente sono la stessa cosa.
Il primo campo di prova è il Global Forum di Napoli del maggio 2001: cinquantamila persone in piazza arrivate da tutte le parti del meridione, ognuno con le proprie parole d'ordine e rivendicazioni, ma tutte unite dal desiderio di opporsi al teatrino dei capi di Stato riuniti a Palazzo Reale, in piazza Plebiscito. Il corteo viene ripetutamente attaccato dalle forze dell'ordine, alle quali il movimento risponde facendo resistenza: nascono duri scontri con la polizia, la forza e la determinazione del movimento lasciano prefigurare quello che sarà Genova. Cariche, botte da orbi, poi la mattanza alla caserma Raniero, dove centinaia di compagn* subiscono le infamie delle forze dell'ordine. L'esperienza del Global Forum di Napoli scoperchia l'esigenza di un coordinamento del movimento ed impone il bisogno di una piattaforma comune sulle istanze che arrivano dal Sud: nasce la Rete meridionale del Sud Ribelle. Sud Ribelle che, nell'attesa di Genova, mette in campo una serie innumerevole di iniziative che vanno a mettere in risalto le problematiche meridionali: la militarizzazione dei territori, la devastazione dei territori, la mafia collusa con partiti e istituzioni, la precarietà lavorativa e la disoccupazione. A Genova, nelle giornate del luglio 2001, il movimento del Sud Ribelle arriva unito ed organizzato, nonostante la sfilacciatura mossa da alcuni suoi soggetti interni, ma ciò non gli impedisce di esser anche qui parte di una ribellione collettiva che si scontra ancora una volta con la violenza delle forze dell'ordine. La storia della Rete meridionale del Sud Ribelle non finisce a Genova, continua con nuove lotte e battaglie sul proprio territorio nonostante il progressivo esaurimento della forza e dell'unitarietà con cui qualche mese addietro si era costituito; fino agli arresti del 15 novembre 2002.
L'operazione "Sud Ribelle" doveva partire nei giorni del Social Forum a Firenze, ma viene rinviata a qualche giorno più tardi (..): Napoli, Cosenza, Taranto, Reggio Calabria, Vibo Valenzia sono le città investite dalla furia dei reparti speciali dei Ros e dei Gom; perquisizioni ed arresti rivoltano le case dei compagn*. 20 arresti, 5 arresti domiciliari, 43 indagati. Accusa: associazione sovversiva.
I compagn* finiscono nei carceri speciali, nei figli della gogna pubblica, dell'isolamento e della privazione. Il giorno dopo, in tutt'Italia, si scatena una solidarietà enorme, tra scuole occupate cortei e blocchi stradali: 3000 persone a Firenze, 15000 a Napoli, 30000 a Roma, 1000 a Palermo, 3000 a Milano, 4000 a Taranto. Solidarietà che travalica i confini del movimento, arrivando anche da personaggi pubblici, politici e vasti strati della società. E solo qualche giorno più tardi, il 23 novembre, la piazza di Cosenza si riempe di un corteo con oltre centomila presenze provenienti da tutt'Italia: siamo tutti sovversivi, queste le parole d'ordine.

per approfondire: www.sciroccorosso.org






Il processo al Sud Ribelle: il teorema Fiordalisi

La vera radice dell'inchiesta "Sud Ribelle" risale ancor prima di Napoli Genova e tutte le mobilitazioni che le precedettero o seguirono, ed assume sembianze inverosibili fittizie, oltre che deliranti: nel 2000 vengono recapitati in diversi stabilimenti Zanussi, tra cui in uno a Rende, in provincia di Cosenza, una serie di documenti a firma dei Nipr (Nuclei di iniziativa proletaria e rivoluzionaria), si dice sigla del movimento anarchico, che vengono però additati, dai servizi di sicurezza, all'area antagonista, indicando genericamente la frangia dei centri sociali, degli ultras e dei collettivi universitari come luogo in cui cercare i responsabili.
Il fascicolo accusatorio, coadiuvato dalla digos di Napoli Cosenza Taranto e Genova, viene respinto dalle Procure di Genova, Venezia, Napoli, Taranto e Torino, e invece accolto dalla procura di Cosenza, nella persona del pubblico ministero Domenico Fiordalisi: in un faldone di 359 pagine, l'accusa è pesantissima, i compagn* sono tutti accusati di essere parte di un'associazione sovversiva denominata "Rete meridionale del Sud Ribelle", costituita formalmente a Cosenza il 19 maggio del 2001, di ritorno da Napoli.. i gruppi antagonisti del meridione, secondo l'accusa, guadagnatosi questa l'appellativo di "teorema Fiordalisi", si sarebbero uniti con l'obiettivo di "turbare l'esecuzione delle funzioni del governo italiano, sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nel nostro Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l'ordinamento del mercato del lavoro". Tutto si riassume nell'accusa di propaganda ed associazione sovversiva, reati le cui pene ammontano dai 12 ai 15 anni di carcere. Tutta l'argomentazione accusatoria si "regge" sulla tesi dell'associazione d'intenti, dato che le presunte prove consistono solamente in intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e controlli di siti internet, indizi spesso raccolti fuori dalla procura inquirente e con la massima discrezionalità delle forze dell'ordine..
Il 2 dicembre 2002, dopo diciassette giorni nei carceri speciali di Trani, Latina e Viterbo, tutti i compagn* vengono scarcerati dal tribunale della libertà di Catanzaro: la sentenza demolisce le fondamenta dell'impianto accusatorio, "il dissenso non è reato". Il pm Fiordalisi insiste nella sua opera: richiede la carcerazione per tutti, ottiene l'obbligo di firma per tre degli imputati. Il processo, iniziato due anni più tardi, il 2 dicembre 2004, parte con un numero degli imputati nettamente sfoltito: sono 13 i compagn* rinviati a giudizio.
Il 24 gennaio 2008, il pm Fiordalisi, ha chiesto 50 anni per i compagn* sotto processo, con richieste di pena che arrivano fino ai 6 anni di carcere: richieste sicuramente minori rispetto ai decenni paventati, ma che vedono alcontempo confermato l'assurdo impianto accusatorio che insiste sulla sovversione..

Ascolta/scarica l'intervista con Fraticello, attivista di Supporto Legale

>> Il comunicato stampa sulla sentenza di Liberi Tutti

per aggiornamenti e informazioni sul processo: www.supportolegale.org





2 febbraio: contro la repressione, per le libertà, per la giustizia sociale

Appello per il corteo del Coordinamento LiberiTutti:

Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese.
La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono arrestate dai reparti speciali dei ROS e dei GOM. Ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari. Quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta. Le irruzioni di uomini armati fino ai denti e con il volto coperto terrorizzarono molte famiglie a Cosenza, Napoli e Taranto.
Tredici persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver voluto "sovvertire violentemente l'ordine economico costituito nello stato" per essere stati fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001.
Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004 presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista per il 24 gennaio, e poco dopo sarà emessa la sentenza.
Solo un mese fa il Tribunale di Genova ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere utilizzando reati da codice di guerra come l'accusa di "devastazione e saccheggio".
Al contrario, nessuno ha pagato per le inaudite violenze compiute dalle forze dell'ordine sui manifestanti a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra.
Nessuno dei dirigenti responsabili ha dovuto rendere conto degli errori ed orrori commessi: al contrario, sono stati tutti promossi. I processi per la macelleria della Diaz e le torture a Bolzaneto si avviano alla prescrizione per decorrenza dei termini. L'omicidio di Carlo Giuliani è stato archiviato senza un processo. Il Parlamento ha respinto la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta. Al contrario, gli imputati di Cosenza rischiano pene severissime.
Ancora una volta c'è bisogno di difendere la dignità calpestata del nostro paese e le garanzie democratiche - nel sessantesimo della Costituzione. Una volta ancora bisogna pretendere verità e giustizia sui fatti di Genova, e difendere il diritto a costruire un "un altro mondo possibile".
Il nostro paese è pieno di lotte, vertenze nazionali e locali, resistenze e proposte per i diritti umani, sociali, civili, politici, ambientali, per la difesa dei beni comuni, contro la guerra e il riarmo. L'attivismo civile e la mobilitazione sociale dovrebbero essere considerati una risorsa di questo paese.
Al contrario, questi conflitti finiscono sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata la vita per il loro impegno sociale. Crediamo sia necessario allargare la riflessione, la solidarietà e l'iniziativa unitaria di fronte ai segnali di una deriva securitaria e repressiva contro ogni forma di diversità e di dissenso.
Agli imputati di Cosenza viene contestato di essere protagonisti attivi del movimento altermondialista e delle lotte per il cambiamento, attività che viene quindi considerata sovversiva e cospirativa.
Questo processo riguarda perciò fino in fondo tutti coloro che credono doveroso impegnarsi per una società e un pianeta più giusti e che vogliono per tutti e per tutte il diritto ad agire, ad opporsi, a praticare e vivere alternative.
E' tempo di tornare a Cosenza da ogni parte d'Italia, come facemmo il 23 novembre del 2002 protestando insieme a tutta la città.
Costruiamo insieme una nuova grande manifestazione a Cosenza sabato 2 febbraio per liberare chi è sotto processo da accuse inaccettabili.

Difendiamo il diritto a voler cambiare il mondo
Coordinamento LiberiTutti


Le adesioni collettive e individuali vanno inviate a: liberitutti@inventati.org

Il corteo del 2 febbraio a Cosenza assume una valenza importante, potrebbe infatti anche questo processo creare un precedente pericoloso che se vogliamo può esser letto come ancor più minaccioso rispetto al passato: oltre che minare la libertà di movimento, di espressione conflittuale, insidia la libertà di pensiero e parola, dato che il perno di tutta la costruzione accusatoria si basa esclusivamente su reati di opinione ed associazione.
Ancor prima di scendere per le strade, l'organizzazione di riunioni o coordinamenti, la scrittura di volantini o articoli, la gestione di portali internet o l'intervento con un microfono, potrebbero essere tacciati di propaganda e associazione sovversiva, andando a ledere i più banali dei diritti immortalati dentro una Costituzione di cui, con la ricorrenza del suo anniversario, quest'anno, si elogia la "grandezza" con spot pubblicitari e manifesti appesi per le strade, quando poi dalla realtà della giustizia italiana emerge l'impostazione classista anche di questa, oltre che il "perimetro della contestazione" da cui non si deve uscire, in una logica in cui pacificazione sociale e criminalizzazione delle insorgenze son le direttive da seguire.
Il corteo nazionale di Cosenza prende allora l'importanza di cui si diceva sopra, non chiedendo diritti da sindacatino o associazione di cittadinanza, ma rivendicando una giustizia sociale che non è quella dei tribunali, esigendo quelle libertà troppo sottilmente messe in discussione, esplicitando l'opposizione ad un sistema che sa essere garantista solo con chi ha la posizione ed il privilegio di usufruirne, bollando chi non è d'accordo come sovversivo.

Ascolta/scarica l'intervista con Francesco Cirillo, imputato nel processo del Sud Ribelle

per info: www.cosenza2febbraio.org



Radio Ciroma, la voce del Sud Ribelle


Radio Ciroma nasce sul finire degli anni ottanta, a Cosenza, intorno alla figura di Franco Piperno, cofondatore di Potere Operaio prima ed Autonomia Operaia dopo, di ritorno dall'esilio canadese e francese. Ciroma in dialetto calabrese significa casino misto a caos, indica le adunate di piazze, ha un riferimento molto popolare. Radio Ciroma si occupa soprattutto di sud Italia, della Calabria; è stata anche lei parte dell'esperienza del Sud Ribelle, emergendo come la voce del movimento, lo strumento su cui sono convenute le tante istanze storie lotte.
Radio Ciroma seguirà ancora una volta il processo al Sud Ribelle, come sempre ha fatto: è oramai da settimane che dedica quotidianamente spazio all'approfondimento ed alla riflessione sul movimento meridionale, seguendo in presa diretta tutte le tappe di avvicinamento al 2 febbraio, giorno in cui sarà ancora al fianco del Sud Ribelle con una diretta continua dal corteo cosentino.

Ascolta/scarica l'intervista con Francesco Febbraio, redattore di Radio Ciroma

(registrata prima della sentenza pronunciata il 24 gennaio)

per ascoltare la diretta del corteo: www.ciroma.org


Palermo: verso il corteo di Cosenza

Nel pomeriggio di mercoledì 16 gennaio, al Palazzo delle Aquile di Palermo, il csoa ExKarcere ed il Collettivo Universitario Autonomo hanno organizzato un'assemblea cittadina in preparazione del corteo nazionale di Cosenza, dal titolo "Da Genova a Cosenza : nell'era del pacchetto sicurezza e della repressione dei movimenti sociali". Sono intervenuti Francesco Cirillo, imputato nel processo del Sud Ribelle, Fulvio Vassallo Paleologo, docente dell'universita' di Palermo, Francesco Noto di Supporto Legale, oltre che i compagni e le compagne del csoa ExKarcere.
Si è ripreso il filo attinente al discorso del Sud Ribelle, movimento con cui il csoa ExKarcere di Palermo ha effettuato il suo battesimo di fuoco (l'occupazione risale a 2001). Quindi la scadenza di febbraio ha quel valore in più, in primis per il contesto meridionale in cui il Sud Ribelle si è sviluppato, oltre che per l'esser stato parte della Rete meridionale, ma anche per un desiderio di rivendicazione e libertà rispetto a quello che è stato.
In direzione di Cosenza è stato organizzato un pullman che partirà da Palermo, il 2 febbraio, alle 7 del mattino, davanti al centro sociale, in via Mongitore.

Ascolta/scarica l'intervista con Gaetano, militante del csoa ExKarcere

per info: isole.ecn.org/excarcere


Torino, Bologna: i processi non ci fermano!

Venerdì 25 e sabato 26 gennaio i compagni del Cpoa Rialzo di Cosenza e Antonino Campenni, imputato nel processo del Sud Ribelle, sono stati di casa al csoa Askatasuna di Torino e al Laboratorio Crash di Bologna, dove hanno presentato il corteo del 2 febbraio a Cosenza, riallacciandosi con la storia della Rete meridionale e ripercorrendo le tappe del processo.
A seguire degli incontri vi è stata la proiezione del video "La nuova inquisizione - l'inchiesta al Sud Ribelle", dvd il cui ricavo delle vendite viene destinato alle spese della segreteria legale che segue il processo.



Sito Internet: www.cosenza2febbraio.org

I RIFIUTI? METTIAMOLI NELLE BASI DI GUERRA..

Inviato da autonomix | 28 Gen, 2008

Al di là degli aspetti squisitamente tecnici, a cui tanto si appellano gli esponenti di una classe politica sempre più attaccata alle proprie poltrone e sempre più lontana dai reali bisogni delle classi sociali più basse, il nuovo protagonismo dal basso nelle lotte a Pianura e nelle altre città del napoletano presentano molti interessanti spunti di riflessione.
Innanzitutto non possiamo che esprimere il nostro più incondizionato appoggio e la nostra solidarietà a chi non è affatto intenzionato a svendere la propria terra e la propria salute ma ha deciso di opporsi con tutte le propri forze ad una speculazione sul problema rifiuti e sulla nocività.
Questa volta le viscide strategie mediatiche e governative hanno incontrato una resistenza popolare attiva e non incline al dialogo che non è caduta nella ormai rituale divisioni tra buoni e cattivi dovuta alle fantomatiche infiltrazioni di “no-global” e “professionisti della violenza vari” (ci chiediamo cosa sarebbe, invece, De Gennaro se non l'artefice delle vere e proprie mattanza a Genova nel 2001).
Si è creato un vero e proprio fronte che non è potuto passare inosservato come sarebbe successo in altre circostanze, lasciando inascoltati gli appelli di chi, ipocritamente, invitava alla calma.
Come al solito, ci schieriamo al fianco di chi non sceglie la passività e lotta autonomamente ed in maniera radicale per i suoi diritti e ci auguriamo che possa essere da esempio per altre situazioni analoghe dove la lotta rimane in parte ancora legata alle istituzioni ed alle loro promesse.

Centro Popolare Occupato Gramigna
www.cpogramigna.org
info@cpogramigna.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Padova, gennaio 2008

TUTTI A COSENZA IL 2 FEBBRAIO

Inviato da autonomix | 27 Gen, 2008

Cosenza, no global: a febbraio manifestazione nazionale


"Organizzare la partecipazione democratica in questo paese e' un diritto garantito dalla Costituzione. Riteniamo nostro dovere difenderlo". Lo afferma Raffaella Bolini, della presidenza nazionale Arci, commentando le richieste del pm Fiordalisi nell'ambito del processo, a Cosenza, contro appartenenti alla rete no global. "Sei anni di carcere con l'aggiunta di tre anni di liberta' vigilata sono le richieste del Pm Fiordalisi per Francesco Caruso, Luca Casarini, Francesco Cirillo accusati, insieme ad altri 10 attivisti di "associazione finalizzata a sovvertire l'ordine economico dello stato". Pene fino a tre anni per gli altri imputati. Il processo di Cosenza si avvia a conclusione - aggiunge l'esponente dell'Arci - nessun altro reato e' contestato agli imputati se non quello di essere stati fra gli organizzatori delle giornate di Genova e Napoli nel 2001. Nella requisitoria Fiordalisi ha portato come prova dell'impianto accusatorio, tra l'altro, la partecipazione degli imputati alle riunioni del Genoa Social Forum, a cui eravamo presenti in tanti e tante, in rappresentanza di associazioni, organizzazioni non governative e di terzo settore, sindacati e in cui abbiamo sempre lavorato insieme e per consenso. Domani nella Giornata Globale del Forum Sociale Mondiale saremo di nuovo in azione in tutto il mondo. Sara' una occasione importante - conclude la Bolini - per difendere la democrazia di questo paese, per esprimere solidarieta' agli imputati, e per invitare tutti a partecipare alla manifestazione nazionale che si terra' a Cosenza sabato 2 febbraio, il giorno prima della sentenza". (AGI)

Rifiuti, rimossi i blocchi a Marigliano

Inviato da autonomix | 27 Gen, 2008

<B>Rifiuti, rimossi i blocchi a Marigliano<br>Notte di roghi nel Napoletano</B>

Proteste contro l'apertura della discariche in Campania

NAPOLI - Oltre 80 interventi dei vigili del fuoco in 16 ore per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli di spazzatura riversati per le strade di Napoli e provincia. La protesta per l'emergenza rifiuti non si placa, con numerose manifestazioni e blocchi stradali. Quello a Marigliano, in Campania, ha mobilitato per alcune ore un centinaio di persone che hanno bloccato l'asse 7 bis, che collega Nola a Villa Literno, nel tratto compreso fra Acerra e Nola; nel primo pomeriggio è stato rimosso, e anche la rampa d'accesso che conduce al centro commerciale Vulcano Buono e al polo distributivo Cis di Nola, bloccata a lungo, è stata liberata. I cittadini protestano contro la riapertura della discarica prevista dal piano del commissariato di Governo per l'emergenza rifiuti.

Immonidizia data alle fiamme a Pianura, teatro nei giorni scorsi di violente proteste dopo l'annunciata riapertura della discarica. Roghi anche nei comuni di Mugnano, Giugliano e Casoria. E a San Giorgio a Cremano l'emergenza è così grave che diversi cittadini hanno segnalato difficoltà anche a prendere la propria auto, bloccata dai cumuli.

Ieri il super commissario De Gennaro si è incontrato con i rappresentanti politici di Benevento dove migliaia di persone hanno manifestato contro l'apertura della discarica Tre Ponti di Montesarchio. De Gennaro ha promesso verifiche alla discarica: "Non sono qui coi ministri, ma con tecnici che hanno a cuore la salute dei cittadini. Devo togliere l'immondizia dalle strade, e non posso vedere in tv le immagini dei bambini che vanno a scuola tra i rifiuti".

Ma la protesta non accenna a diminuire. Martedì sarà la volta di Ariano Irpino in provincia di Avellino dove l'intenzione di De Gennaro è quella di riaprire la discarica di Difesa Grande. Già montato un maxi-gazebo che sarà il quartier generale della protesta, dove "le sentinelle" vigileranno per evitare l'arrivo dei camion carichi di spazzatura.

Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino interviene dopo la veglia di preghiera officiata venerdì dal cardinale Crescenzio Sepe che ha chiesto l'intercessione di San Gennaro per risolvere l'emergenza rifiuti. "Ad ognuno il suo mestiere: il cardinale faccia il cardinale", dice il primo cittadino. Poi corregge: "Dichiarazioni carpite al volo: nessun attacco alla Chiesa".

Sepe ha pregato San Gennaro perché rimuova "i cumuli di peccato", parlando di città umiliata, scempio, egoismi e di rifiuti che sporcano mani e coscienze. "Abbi compassione della città". Tutto mentre il sangue del santo patrono restava immobile, solido dentro le ampolle, davanti a mille fedeli. Un presagio questo - per i credenti - di eventi nefasti. Come successe nel Seicento, l'anno del colera. Intanto, oggi il cardinale ha ricevuto De Gennaro per un lungo colloquio sull'emergenza.

Si avvicina un altro braccio di ferro, stavolta con la Ue, per la procedura d'infrazione contro l'Italia. È in agenda per domani un vertice tra le istituzioni italiane; mercoledì dovrebbe esprimersi Bruxelles.

Verso il 2 Febbraio a Cosenza: Comunicato stampa "liberitutti"

Inviato da autonomix | 27 Gen, 2008

La requisitoria esposta dal Pm Domenico Fiordalisi non apporta nessun elemento di novità. In aula, sostanzialmente, la solita minestra. Le intercettazioni ammesse dalla Corte, che rigetta la richiesta di inammissibilità avanzata dalla difesa, evidenziano solo ed esclusivamente delle ipotesi di reato, più che conclamare delle prove certe. Eppure un magistrato, che opera in nome della giustizia, dovrebbe produrre in sede processuale delle prove concrete più che delle congetture ovvero una procura, dovrebbe essere più accorta prima di accettare nella sua sede, dibattimenti basati su elementi del genere. E tutto questo, stante l’alto rispetto per gli organi giudicanti.

Ancora una volta il Pm fa riferimenti a questioni di attualità come <<… come quando numerosi dimostranti hanno recentemente attaccato le caserme della Polizia a Roma…>>, citando il Presidente della Repubblica Italiana, forse per darsi un tono che non ha mai avuto. Ma non si ferma qui: << Lo Stato, applicando la Legge difende, anche:

- i diritti dei cittadini a riunirsi ed a manifestare pacificamente;

- i diritti del movimento contro la globalizzazione, come di tutte le formazioni sociali, ad esprimere le proprie idee, anche con modalità forti, insolite e vivaci.

Proprio nel “movimento dei movimenti” confluiscono le realtà più disparate; tutte devono essere rispettate e tutelate.>>

E’ un passaggio che rispediamo “ai mittenti”, la suddivisione tra buoni e cattivi, per noi, non esiste. I 25 di Genova e i 13 di Cosenza non saranno i capri espiatori di tutto quel movimento che è arrivato compatto sino ai giorni degli arresti, al Social Forum di Firenze, e che oggi si è sciolto confluendo ed articolando le numerose lotte sociali sparse nel nostro paese.

Questo processo, costruito “sapientemente” dagli addetti ai lavori è sempre stato presentato all’opinione pubblica come una brillante operazione messa in atto da parte dello Stato, per fermare una pericolosa associazione capace di sovvertire violentemente le regole internazionali. Per cui, il quadro prospettato dai più, lasciava presagire pene molto più severe, che i 50 anni prospettati dal Fiordalisi, specie se consideriamo quelle che sono state le proposte di condanna per i 25 di Genova. L’impianto accusatorio, quindi ne esce indebolito, per come presentato in sede dibattimentale. Escludendo tatticismi giuridici di alto livello, ecco la prova che al suo impianto, non ci ha mai creduto neanche egli stesso.

Abbiamo sempre nutrito dei forti dubbi rispetto alla professionalità, tanto acclamata e messa in campo dagli organi preposti. Nell'inchiesta Fiordalisi, la ricostruzione del teorema, su un piano simbolico ci spossessa del nostro agire, come infilati tra un “frame” e l'altro da registi occulti. Nelle carte del dottor Fiordalisi, obiettivamente, fatichiamo a ritrovare elementi di realtà storico - politica, men che meno che di natura giuridica. I due anni di intercettazioni operati a danno degli imputati, pagati con i soldi della collettività, non hanno mai evidenziato strani comportamenti da parte degli imputati stessi. Invero, si pensa ad una cellula sovversiva, quando i componenti della stessa si riuniscono in posti segreti e lontano dagli occhi di tutti; quando, ai suoi componenti vengono ritrovate armi da fuoco, ed ancora, tutto ciò che l’immaginario collettivo pensa quale strumento atto a concretizzare le pericolose azioni volte a sovvertire violentemente l’ordine economico dello Stato. Nulla di tutto ciò. Addirittura alcune intercettazioni, messe agli atti come prove inconfutabili, come nel caso del compagno tarantino che intercettato al telefono proponeva <>, suscita quantomeno dell’ilarità. Se l’intento del compagno pugliese era “inequivocabilmente” quello di recarsi a Genova con delle armi da fuoco, come mai non c’è stata prevenzione da parte degli organi di polizia giudiziaria, tallonando per tutta la durata delle giornate del G8 l'imputato?

L’altro aspetto negativo riguarda sicuramente la procura cosentina. Alla stessa respingiamo le sue accuse perché viviamo in una terra dove le emergenze sono ben altre: corruzione e malaffare nella gestione dei soldi pubblici; una città disegnata da parte della Direzione Distrettuale Nazionale Antimafia come caveau della malavita organizzata; la totale assenza di verità giudiziarie sull'ultima guerra di mafia combattuta dopo il 2000 per la gestione degli appalti sull'edilizia; le numerose inchieste e l’impunità di cui hanno goduto poliziotti e carabinieri (rimasti ancora in servizio) per reati contro il patrimonio e presunti rapporti con le cosche. Questo e molto altro succede dalle nostre parti.

E’ in questo contesto che la procura di Cosenza, preferisce indirizzare le sue attività verso chi produce delle lotte sociali, invece che fermare chi attenta quotidianamente ai nostri diritti; impegnando, inutilmente, una intera Corte d’Assise per ben sei anni.

A questo punto, le pene, ci risultano pesantissime non solo perché basate sul nulla, ma anche perché prevedono oltre 26 anni di libertà vigilata per sospetta pericolosità sociale. Una forma di restrizione della libertà che comporta provvedimenti come l'obbligo di dimora o di firma, il ritiro della patente e del passaporto, tutti provvedimenti adoperati dalle procure per indebolire e rendere difficile l’azione politica portata avanti dai movimenti sociali. A conti fatti, così come sulle nostre vite è cascato il più classico dei castelli accusatori - vecchio vizietto della giustizia italiana -anche noi nel corso del tempo abbiamo maturato una nostra interpretazione di tutta la vicenda. E cioè che tramite questa operazione si voglia colpire e criminalizzare qualunque azione che si svolga al di fuori dello stretto reticolato disegnato a suon di repressione, dai prepotenti del mondo e dai signorotti locali, che credono di poter gestire indisturbati i loro sporchi affari - utilizzandoci come pedine funzionali - indispensabili alla realizzazione dei loro disegni delinquenziali. E dunque con questo impianto accusatorio, anche un solo minuto di carcere, ci risulta inaccettabile!

Per questi motivi il corteo del 2 febbraio, a Cosenza, diventa tappa fondamentale per tutti coloro che non solo sono stanchi del contesto in cui viviamo, ma che hanno ancora voglia di far emergere la propria dignità rispetto a chi offende le nostre intelligenze con accuse inaccettabili, distrugge i nostri territori, rende precarie le nostre vite e reprime le nostre lotte!

Cosenza, 26.01.2008

Coordinamento “Liberi tutti”
liberitutti@inventati.org - www.cosenza2febbraio.org

CRASH! SOTTO SEQUESTRO

Inviato da autonomix | 26 Gen, 2008
Crash! sotto sequestro - Comunicato di movimento


Nei giorni scorsi due nuovi attacchi sono andati a colpire nuovamente l'esperienza del Laboratorio Crash!: da un lato la magistratura ha avviato una pretestuosa richiesta di sequestro cautelare sullo stabile di via Zanardi 106; dall'altro lato l'amministrazione comunale, per bocca dell'assessora Patullo, è tornata a criminalizzare la pratica dell'occupazione.

Due attacchi condotti su due differenti fronti ma con un medesimo obiettivo: quello di negare ancora la possibilità che realtà politiche e sociali si possano veder riconosciuto uno spazio autogestito.

La richiesta di sequestro preventivo ha come unico obiettivo politico quello di far cessare l'esperienza del laboratorio CRASH!. Dove non arriva la politica repressiva dell'amministrazione cittadina, è la magistratura a portare l'attacco agli spazi sociali.
Se è del tutto pretestuosa la prima delle due motivazioni addotte per la richiesta di sequestro, cioè la presenza di un impianto di refrigerazione dismesso come indice di presunta pericolosità (impianto peraltro già necessariamente bonificato); è politicamente grave e pesante la seconda motivazione: che l'occupazione sia finalizzata a commettere altri reati. E' evidente come con quest'ultima si neghi di fatto la valenza politica, sociale e culturale tramite cui tutti gli spazi sociali di Bologna, in anni di percorsi di autogestione, abbiano innervato e quotidianamente innervino il tessuto cittadino, contribuendo a creare quella socialità che si oppone alla desertificazione sociale e culturale a cui questa città sembra destinata, da quando è diventata teatro di sperimentazione delle politiche securitarie.
Quello che per Bologna sono gli spazi sociali, cioè riqualificazione e ricchezza prodotta dal basso, per la magistratura sono solo atti da criminalizzare e condannare.

L'altro fronte di attacco è mosso dall'amministrazione comunale, che per bocca dell'assessore Patullo ha ribadito nei fatti la linea Cofferati: nessun dialogo con chi occupa. Queste posizioni sono un attacco trasversale a tutto il movimento bolognese, che ha sempre praticato e rivendicato l'occupazione come strumento di riappropriazione e soddisfazione di tutti quei bisogni sociali che quotidianamente e sistematicamente vengono negati. Così come di fronte dell'emergenza casa (a decine sono stati gli appartamenti occupati da precari, che concretamente hanno soddisfatto un bisogno primario lasciato irrisolto dalla politica cittadina), gli spazi sociali che vengono dall'esercizio della pratica dell'occupazione, tramite essa hanno sottratto spazi metropolitani alla retorica del degrado e della segmentazione sociale, trovando la capacità di esprimere la propria progettualità sociale, intervenire concretamente nel recupero di parti della città, e dare forma ad un diverso modo di interpretare l'urbanistica e la territorialità.
Se oggi l'unica progettualità di cui l'amministrazione sembra volersi dotare in merito alle dinamiche di vita metropolitana è quella della separazione, della creazione di “diverse Bologne” per i diversi soggetti che la abitano, gli spazi sociali rappresentano per la città la capacità di uscire da questi ghetti, di fare dell'aggregazione sociale una priorità assoluta.
Di fronte a questa ricchezza le politiche cofferatiane, oggi in forte crisi di legittimazione, non hanno saputo che sgomberare e reprimere queste esperienze, non dicendo e non facendo niente circa le problematiche sociali cui quelle occupazioni di fatto rispondevano; e l'assessore Patullo, quando di fronte ad un'occupazione dichiara che non ci può essere dialogo, non fa altro che legittimare l'operato e la linea politica di Cofferati, che non si è mai posto nessun problema a sgomberare decine di famiglie rumene sul lungo Reno, nei campi nomadi, piuttosto che le esperienze di occupazione e auto-recupero di case dei precari dei collettivi M.A.O., Casa Bresci e Passepartout, e degli spazi sociali come Open The Space e Crash!.
Sembra evidente che la criminalizzazione della pratica dell'occupazione da parte dell'assessore Patullo, sia rivolta a tutte quelle esperienze dell'autorganizzazione sociale che, passando per percorsi di occupazione, attualmente si sono riappropriate di uno spazio.

Non possono e non potranno essere questi gli strumenti con i quali di nuovo si vuole mettere in discussione l'esistenza del Laboratorio Crash! così come quella di tutti gli altri spazi sociali occupati e autogestiti, del loro portato sociale, dei loro percorsi culturali e politici. Come realtà di autogestione degli spazi sociali metropolitani, che tutti i giorni vivono le contraddizioni del territorio di questa città e il suo inestinguibile bisogno di cultura e socialità dal basso, proseguiremo nel rivendicare e vivere il nostro portato, tornando ad affermare la nostra comune solidarietà, volontà e determinazione a difenderci dagli attacchi che mirano a negare la nostra legittimità e ruolo sociale, pronti a tornare ad animare le strade e le piazze della città contro chi, contro ogni forma di dissenso, agisce nuovamente in termini repressivi.

 

Laboratorio Crash! - Tpo – Xm24 – Vag61 - Open the Space - Atlantide


MARTEDI 29, giorno fissato per l'udienza del riesame sul sequestro, saremo
in PRESIDIO sotto al TRIBUNALE, in via Garibaldi 6, a partire dalle h.
9:00 del mattino, contro la criminalizzazione delle lotte sociali e per
riaffermare l'assoluta legittimità e necessità dei percorsi di
autogestione degli spazi sociali a Bologna.

---

Stay on line! Enjoy high tek proletariat infostreaming!
BAZ - http://www.ecn.org/baz
INFOAUT - http://www.infoaut.org
Laboratorio CRASH! - http://myspace.com/laboratorio_crash
Collettivo Universitario Autonomo - http://cua.noblogs.org

Rifiuti, guerriglia nel beneventano

Inviato da autonomix | 25 Gen, 2008
NAPOLI - Riesplode la battaglia in Campania contro l'apertura delle discariche. Dopo Pianura, la lotta incendia Benevento. Un gruppo di manifestanti che si oppongono alla riapertura della discarica Tre Ponti di Montesarchio, hanno costretto l'autista di un pullman di linea a fermarsi e, fatti scendere i passeggeri, hanno tagliato i pneumatici del bus.

La discarica di Tre Ponti è già stata utilizzata dall'ex commissario Corrado Catenacci, ora indagato nell'ambito di una inchiesta che riguarda proprio la gestione dello sversatoio, e chiusa nel novembre 2005 con l'accordo di non utilizzarla più e di bonificarla. Ma una recente ordinanza del neocommissario De Gennaro l'ha requisita per stoccare 21mila tonnellate di rifiuti.

La gente però non ci sta. Da ieri notte, il comune di Montesarchio è isolato. La piazza principale, crocevia per i comuni vicini, è bloccata da camion e pullman messi di traverso. La statale Appia, che collega Benevento con Caserta e Napoli, è chiusa da ieri pomeriggio dal blocco dei manifestanti all'altezza della località Sferracavallo, ad un centinaio di metri dall'area della discarica presidiata dalle forze dell'ordine. Nella notte, tra Napoli e provincia, un centinaio di rifiuti sono stati incendiati nei comuni vesuviani e flegrei, e nei quartieri periferici di Napoli.

Stasera, nel duomo di Napoli, il cardinale Sepe porterà all'altare le ampolle con il sangue del patrono per chiedere l'intercessione di San Gennaro contro l'emergenza rifiuti. Una pratica antica che risale al Seicento quando il vescovo della città espose le reliquie per combattere la peste. "Così si rifarà stasera durante la veglia di preghiera", ha detto il portavoce del cardinale.

La Chiesa di Napoli paragona l'immondizia che soffoca la città agli eventi catastrofici che hanno afflitto la Campania nei secoli: guerre, carestie, terremoti e la terribile peste del Seicento, contro la quale, anche allora, ifedeli si riunirono in processione dietro alle reliquie di San Gennaro. "Di fronte allo scempio che della città viene fatto, sento come un lutto al cuore", aveva detto nei giorni scorsi il cardinale.

PROCESSO AL SUD RIBELLE: 50 ANNI DI PENA

Inviato da autonomix | 24 Gen, 2008
50 anni di pena, questa la richiesta del pm per gli imputati del Sud ribelle. Siamo giunti alle battute finali del processo che si tiene a Cosenza e che vede coinvolte 13 persone, accusate a vario titolo di associazione sovversiva, ai fini di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il Global Forum di Napoli e al G8 a Genova nel luglio 2001 e creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato. Niente male, come impianto.
Un processo che fin dalle sue premesse si farà ricordare come tragicamente farsesco, grottesco, una commedia all'italiana, più 'I Mostri', che non 'I Soliti Ignoti'. I momenti in cui non si ride, corrispondono con la lettura delle ichieste del pm Fiordalisi, voglioso di prendersi qualche attimo di gloria. Peccato sia oscurato dalla querelle Prodi si, Prodi no.
Le pene vanno dai 2 anni e sei mesi ai sei anni. Per tutti gli imputati sono state richieste anche misure di sicurezza, da tradursi in libertà vigilata per periodi che vanno da un anno a tre anni. Le comiche però non mancano nell'iter processuale: è il 2002 quando alcuni piccoli funzionari di polizia si fanno il giro delle procure d'Italia per trovarne una disponibile a mettere sotto processo la rete di attivisti che organizzò il controvertice di Napoli 2001. Incontrano molte porte in questo peregrinare: gli sbattono tutte in faccia tranne na, quella della procura di Cosenza e del pm Fiordalisi il cui imperituro ricordo si lega a quattro inchieste del CSM su di lui e ad inchieste particolari: fu lui a chiudere l'inchiesta sulla Jolly Rosso nave facente parte del progetto COMERIO, su cui anche Ilaria Alpi stava seguendo la pista. E' il 15 novembre 2002 le case di decine di attivisti di Napoli, Cosenza, Taranto, Vibo Valentia, Diamante e Montefiscone, vengono nottetempo devastate dalle perquisizioni delle forze dell'ordine: il risultato è venti persone arrestate, ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari, quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta, computer, libri, intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche.
Ancora una volta ci tocca dire "Nessun rimorso": come per Genova, così per Napoli non ci può essere alcun rimorso in chi ha tentato di opporsi al otere economico mondiale. Per questo, per dimostrare a questi 13 imputati di non essere soli, saremo in piazza a Cosenza il 2 Febbraio.
La Storia siamo noi.
Supportolegale

ASSURDO: FIORDALISI CHIEDE 6 ANNI PER CARUSO, CASARINI E CIRILLO NEL PROCESSO AI 13 DI SUD RIBELLE

Inviato da autonomix | 24 Gen, 2008
<B>No global, la requisitoria del pm<br>Chiesti 13 anni a Caruso e Casarini</B>

L'onorevole Francesco Caruso, al centro, davanti al palazzo di giustizia di Cosenza


COSENZA - Sei anni per Francesco Caruso, parlamentare di Rifondazione comunista, e per Luca Casarini e Francesco Cirillo. Sono le richieste di condanna presentate dal pm Domenico Fiordalisi, nel processo contro 13 militanti no global imputati a Cosenza, in Corte d'assise, di associazione sovversiva.

Secondo il pm, i rappresentanti della Rete meridionale del sud ribelle sono colpevoli di aver preparato con scientificità gli incidenti durante il Global forum a Napoli e i G8 di Genova del 2001. "Volevano bloccare i vertici politici ma anche costituire un gruppo sovversivo", ha detto il procuratore nella requisitioria durata sette ore. Condanne comprese tra tre anni e sei mesi e due anni e mezzo sono state chieste per gli altri imputati.

Se la prende con internet e i siti della contestazione il magistrato che punta l'indice contro "gli strumenti informatici che, in questa vicenda, sono stati fondamentali per diffondere idee di violenza. Alcune intercettazioni - ha ribadito il pm - sono insistenti sollecitazioni pubbliche a far veicolare un messaggio di violenza. Il programma dell'organizzazione era tale da creare lo scontro e queste forme di resistenza a pubblico ufficiale costituiscono reato".

Le repliche di Luca Casarini e Francesco Caruso non si sono fatte attendere. "E' una requsitoria vergognosa", ha contestato Casarini. "E' basata su un teorema tutto politico che vuole sostanzialmente rendere criminale ciò che ha coinvolto milioni di persone, da Seattle a Genova". Pesanti anche le parole usate da Francesco Caruso "orgoglioso" di essere accusato di "cospirazione politica": "Fu la stessa accusa rivolta a Pertini e Mazzini. Per questo entriamo in tribunale a testa alta convinti che le nostre battaglie contro le ingiustizie non possono essere fermate da un pm".

 

 Cosenza - sei anni per Francesco Caruso, parlamentare di Rifondazione comunista, e per Luca Casarini e Francesco Cirillo. Sono queste le richieste di condanna più alte fatte dal pm, Domenico Fiordalisi, nel processo ai 13 militanti no global imputati a Cosenza, in Corte d’assise, di associazione sovversiva per gli incidenti accaduti nel 2001 nel corso delle manifestazioni a Genova e Napoli. Per Caruso, Casarini e Cirillo Fiordalisi ha chiesto anche tre anni di libertà vigilata.

Il pm ha chiesto inoltre la condanna a tre anni e sei mesi per Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna Curcio, Antonino Campennì, Salvatore Stasi e Peppe Fonzino e due anni e sei mesi per Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi ed Emiliano Cirillo. La Corte d’assise, prima della requisitoria del pm, ha rigettato tutte le eccezioni sollevate dai difensori nella precedente udienza per l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche ambientali e telematiche.

NEWS E AGGIORNAMENTI SULLA MANIFESTAZIONE DEL 2 FEBBRAIO A COSENZA

Inviato da autonomix | 23 Gen, 2008

 GENOVA 2001 - COSENZA 2007 - SEI ANNI DI VERGOGNE!!!

 

 

Comunicato di adesione alla manifestazione del 2 febbraio a Cosenza da parte dei c.s. dell’Emilia Romagna

Vogliamo, prima di tutto, parlare direttamente a tutti coloro che, come noi e con noi, hanno condiviso, vissuto, partecipato, riso e pianto in quella felice stagione di insubordinazione diffusa che, dal primo ciclo di lotta globale, ci ha portato qui. Coloro che abbiamo incontrato tra il sole e le cariche di Napoli, in mezzo ai lacrimogeni e dietro gli scudi di Genova, stretti nei cordoni che accompagnavano la marcia del colore della terra degli zapatisti in Messico, tra le barricate che bloccavano il vertice di Praga, coloro che ci hanno passato i cacciaviti per smontare il CPT di Bologna. Ci piacerebbe incontrarvi di nuovo tutti per le strade di Cosenza.

Perchè tutti noi dovremmo sentirci imputati in questo processo. Perchè tutti noi ci siamo liberamente associati per cambiare questo mondo. Perchè una libera associazione di uomini e donne si chiama in un modo molto semplice: “democrazia”. Altrettanto semplicemente non c’è nessuna accusa di “devastazione e saccheggio” che tenga, nessuna “sovversione dell’ordine economico” da punire. Ci siamo solo noi. Da sempre corpi elettrici e non assoggettabili. E allora: o siamo tutti colpevoli, o questo processo semplicemente non si deve fare.

Saremo a Cosenza. A fianco delle decine di compagn@ e imputat@ di un processo folle ingiusto, che si regge su reati associativi morali e immateriali e che in buona sostanza insiste sulla tesi per la quale organizzare, partecipare, promuovere discussione politica e iniziativa sociale al di fuori dei partiti è criminale.
Il desiderio di molti non può diventare responsabilità penale di pochi. Lo smontaggio di questo processo può e deve diventare occasione pubblica per tutti noi, per indagare fino a fondo l’enorme responsabilità che ha la società politica contemporanea nell’attacco ai diritti politici e civili, in questo paese ora e adesso.
E’ ora e adesso che viene pubblicato ed applicato "il decreto sicurezza". Ovvero la caccia ai rom, ovvero la caccia al diverso, ovvero un progetto paranoico-securitario che vuole sorvegliare e punire adottando criteri “etnici”.
E’ ora e adesso che oltre un secolo di carcere viene comminato ai manifestanti di Genova e i pm dell’accusa di quell’infame processo continuano a far parte di magistratura democratica, mentre i più alti dirigenti della polizia di quelle giornate sanguinose sono promossi e premiati da questo governo.
E’ ora e adesso che nei cpt umanizzati si muore.
E’ ora e adesso che tre morti al giorno in cantiere sono la regola.
E’ ora e adesso che la precarietà dilaga al ritmo di un impoverimento incessante dei lavoratori.
E’ ora e adesso che lo stato laico si piega ai voleri di una chiesa oltranzista ed oscurantista.

Torniamo a noi: ora e sempre quelli in basso e a sinistra. Un nuovo ciclo di lotta, disobbedienza, pratiche di esodo e di decostruzione del comando del capitale sulla vita, sono in essere. E finalmente, ora e per sempre, senza più alcun centro, alcun nord, alcun sud: Vicenza come la provincia di Napoli, la Val Susa come la battaglia per la chiusura del Cpt di Gradisca D’Isonzo, raccontano di nuovi cicli di lotte a sud di nessun nord.

Come centri sociali dell’Emilia Romagna saremo a Cosenza sabato 2/2/2008.
Per reclamare libertà immediata, e senza alcuna condizione per tutti gli imputati e per connettere immediatamente la nostra esperienza con la cartografia dei fuochi d’Europa.

A Sud di nessun nord:
TPO (Bologna), AQ16 (Reggio Emilia), Paz (Rimini), SPAM (Parma)

 

 

ADESIONI NAZIONALI

Arci - http://www.arci.it
Associazione Beati i costruttori di pace - http://www.beati.org
Associazione per la Pace - http://www.assopace.org
Attac - http://www.attac.it
Confederazione Cobas - http://www.cobas.it
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - http://www.fgci.it
Fiom-Cgil - http://www.fiom.cgil.it
Forum Ambientalista - http://www.forumambientalista.it
Fronte di resistenza ultras - http://balprovli.tifonet.it/resistenza/resistenza.htm
Giovani Comunisti/e - http://www.giovanicomunisti.it
Global Meeting Network - http://www.globalproject.info
Partito Comunista dei lavoratori - http://pclavoratori.it
Partito della Rifondazione Comunista - http://www.rifondazione.it
Partito di Alternativa Comunista - http://www.partitodialternativacomunista.org/
RDB/CUB - http://www.rdbcub.it
Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti - http://ospiti.peacelink.it/controg8/
Rete dei Comunisti - http://www.contropiano.org/
SdL intercategoriale - http://www.sdlintercategoriale.it/
Sinistra Critica - http://www.sinistracritica.org
Sinistra Euromediterranea - http://www.sinistraeuromediterranea.it/
Un ponte per - http://www.unponteper.it
Unione degli Studenti - http://www.unionedeglistudenti.it

ADESIONI REGIONALI - Calabria

Arci Savuto "Circolo Peppino Impastato"
Ass. cult. Algo Mas-la bottega del mondo, Lamezia
Associazione Baobab
Associazione culturale JoggiAvantFolk, Joggi - Cosenza - http://www.joggiavantfolk.org/
Associazione Culturale per il Sostegno Sociale e ambientale (ACSSA), Montalto Uffugo
Associazione La Kasbah
Associazione Yairaiha Onlus - http://www.yairaiha.org
Aula Liberata ZENITh - UniCal Arcavacata di Rende - http://www.aulazenith.org
Centro Sociale Autogestito Ex Villaggio del Fanciullo, Cosenza
CGIL, Cosenza - http://www.cgilcosenza.it/
CGIL, Decollatura CZ
circolo culturale Rua Sao Joao, Lamezia
Circolo del PRC "F. Gullo" di Cosenza coordinamento provinciale dei giovan* comunist* (provincia di cosenza)
Circolo PRC "G. Mazzotta" Cosenza - http://www.circolomazzotta.it
Circolo PRC, Decollatura CZ
Circolo PRC, Platania, Catanzaro
Circolo PRC, S.Pietro Apostolo, Catanzaro
Circolo Rifondazione Comunista di Melissa (KR)
Cobas Cosenza
Collettivo Macondo, Lamezia Terme - http://collettivomacondo.splinder.com/
Comitato di lotta per la casa, Cosenza
Cooperativa delle donne, Cosenza
Cooperativa Khorakhané - http://www.coopkhorakhane.it/
Coordinamento Comunista Autonomo, Decollatura CZ
CPOA Rialzo, Cosenza
CSOA Cartella, Reggio Calabria - http://www.csoacartella.org
CUC - Coordinamento per l'Unità dei Comunisti
Curva Nord Cosenza - http://www.curvanordcosenza.com
eoS arcigay calabria
EquoSud - Autoproduzioni, Reggio Calabria
FAI FMB Federazione Municipale di Base, Spezzano Albanese
Federazione Anarchica "Spixana", Spezzano Albanese
Federazione giovanile dei comunisti italiani Calabria
Forum Ambientalista Calabria
Forum Cosenza United - http://www.cosenzaunited.org/forum/
Forum Fuori Dal Comune - http://fuoridalcomune.netsons.org/
Giovani Verdi provincia, Cosenza
Laboratorio disabiliberta, Reggio Calabria - http://www.disabiliberta.org/
Laboratorio sociale AltraCatanzaro - http://www.altracatanzaro.it
Libera associazione di idee per un commercio equo e solidale - Bottega del mondo "KARIBU"
Mad Noises - collettivo espressivista, Cosenza - http://www.madnoises.com/
MDT Calabria - http://www.mdtcalabria.org
Mo.C.I. Movimento Cooperazione Internazionale, sede di Cosenza
Movimento ambientalista del Tirreno
Movimento Studentesco Crotone
Nodo Meridionale ARNM - ASSOCIAZIONE RETE DEL NUOVO MUNICIPIO - http://retesudnuovomunicipio.blog.tiscali.it/
Partito Comunista dei Lavoratori Calabria - http://www.pclcalabria.it/
PdCI, Cosenza - http://www.pdci-cs.it/
PdCI, Decollatura CZ
Radicazioni - festival delle Culture Popolari, Alessandria del Carretto CS - http://www.radicazioni.it/
Radio Ciroma, Cosenza - http://www.ciroma.org/
Radio30metri, webradio, Cosenza - http://www.radio30metri.com/
Rete antirazzista calabrese
SDI Cosenza - http://www.federazionesdics.org/
Sinistra Critica Calabria - http://www.sccalabria.altervista.org/
Spazio sociale autogestito "filo rosso" Università della Calabria, Arcavacata di Rende CS - http://www.filorosso.it/
Tam Tam e Segnali di Fumo libera voce della curva più folle del mondo, Cosenza - http://www.tamtamesegnalidifumo.org/
Taranta Terapy, gruppo musicale Cosenza - http://www.tarantaterapy.it/
The Blast, gruppo musicale Cosenza - http://www.theblastmusic.com/
Totarella - gruppo musica popolare, Terranova del Pollino Pz e Alessandria del Carretto CS - http://www.totarella.it/
Unione degli universitari, Cosenza - http://www.unical.it/portale/studenti/associazioni/udu/

ADESIONI DA ALTRE REGIONI

Action, Roma
Acustimantico, gruppo musicale - http://www.acustimantico.it
Amisnet.org
Area Antagonista Campana
Ask191, Palermo - http://www.ask191.org
Associazione assudd, Monopoli Bari - http://www.assudd.it
Associazione GLBT Open Mind, Catania - http://www.openmind.too.it
Associazione Radio Aut, Palermo - http://www.associazioneradioaut.org
Attac Foggia - http://attacfoggia.wordpress.com
C.S.O.A Ex-Snia Viscosa, Roma - http://www.exsnia.it
C.S.O.A. Terra di nessuno, Genova - http://isole.ecn.org/csoatdn
Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella
Casa Comune, Augusta (SR) - http://www.casacomune.it
Centro ligure di documentazione per la pace, Genova
Centro sociale Depistaggio, Benevento - http://www.csadepistaggio.org
Circolo di sinistra democratica "Vincenzo Barretta", Pianura, Napoli
Cobas, Palermo
Collettivo 20 luglio, Palermo
Collettivo Antifà "Claudio Miccoli" - Cava de' Tirreni, Salerno
Collettivo di lettere e filosofia, Università degli studi di Bari
collettivo femminista Degeneri, Napoli
Collettivo malefimmine, Palermo
Collettivo Piano Arte Caserta - http://http://pianoarte.laboratoriomillepiani.org
Collettivo Sparo, Palermo
Collettivo Universitario Autonomo, Palermo
Comitato antifascista "16 settembre", Catania
Comitato Autorganizzato Senza Casa, Palermo
Comitato di Quartiere "Città Vecchia", Taranto
Comitato di Quartiere "Città Vecchia", Taranto
Comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus, Genova - http://www.piazzacarlogiuliani.org
Comitato "Verità per Aldo" Bianzino, Perugia - http://veritaperaldo.noblogs.org/
Comunita' San Benedetto al porto, Genova - http://www.sanbenedetto.org
Coordinamento nord sud del mondo, Milano
CSOA DAMM, Napoli - http://isole.ecn.org/damm
CSOA ExKarcere, Palermo - http://isole.ecn.org/excarcere/
CSOA Officina 99, Napoli - http://www.officina99.org
Effetti Collaterali, music'n'art band, Potenza - http://www.effettocollaterale.it
Eskerra associazione culturale e solidale, Taranto - http://www.myspace.com/eskerra
Fanzine "Tutti Morimmo A Stento", Potenza
Federazione Milano del PRC - http://www.rifondazionemilano.org
Forum delle Donne "DannAzione" - Cava de' Tirreni, Salerno
Giovani comunisti di Catania
Giovani Comunisti, Enna - http://gcenna.wordpress.com
Infoxoa, redazione della rivista di quotidiano movimento, Roma - http://www.infoxoa.org
Laboratorio Occupato SKA, Napoli - http://isole.ecn.org/ska
Laboratorio sociale MillePiani - http://www.laboratoriomillepiani.org
Laboratorio Zeta, Palermo - http://www.inventati.org/zetalab
Licenziati della Terex Comedil di cusano milanino, Milano
Megafono Rosso - per l'unità degli studenti in lotta - http://www.megafonorosso.it
Movimento antagonista toscano
Movimento Disoccupati Cavesi "Benito D'Elia" - Cobas - Cava de' Tirreni, Salerno
N.R.N.P. nessuna repressione nautico presente
Polisportiva Antirazzista Assata Shakur, Ancona
Precari dello Spettacolo, Palermo - http://precaridellospettacolopalermo.blogspot.com
R.A.P. rete per l'autorganizzazione popolare, Campobasso
R.S.U. Arsenale, Taranto
Radici nel cemento, gruppo musicale - http://www.radicinelcemento.it
Radio Dissident - Avola, Siracusa - http://radiodissident.wordpress.com
Radio Vostok - Cava de' Tirreni, Salerno - http://www.radiovostok.com
Rete Campana Salute Ambiente
Rete contro il carovita, Salerno
Rifondazione Comunista di Cava de' Tirreni, sez. "Giovanni Fortunato", Salerno
Rottaindipendente, Palermo
Sinistra critica, Napoli - http://www.sinistracriticanapoli.org/
Sinistra Europea Comune di Mantova
Spazio autogestito di aggregazione sociale Centro Iqbal Masih Librino, Catania - http://www.centroiqbalmasih.it
Strike/spazio pubblico autogestito (Roma) - http://strike-spazio-pubblico-autogestito.noblogs.org
Teleimmagini, Bologna - http://isole.ecn.org/xm24/article/10/teleimmagini
Tete de bois, gruppo musicale - http://www.tetesdebois.it
Unione degli Universitari, Roma - http://www.uniroma.org
Unità Popolare Valle Brembana BG
 
INFO
 
http://www.cosenza2febbraio.org/index.php
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