Operazione Tramonto – Cronaca IV udienza

Cari compagni, compagne, parenti e amici vi inviamo "IL FILO ROSSO SI RAFFORZA" _ CRONACA DELLA QUARTA UDIENZA DEL PROCESSO AI COMPAGNI E LA COMPAGNA ARRESTATI IL 12/02/07.

Come i precedenti "numeri", anche questo riporta la cronaca del processo "corrispondenza dalle gabbie" e "intorno ai compagni".
Per chi avesse problemi con il file spediamo il contributo del 28 dei compagni arrestati anche in formato word!

INVITIAMO TUTTI E TUTTE A TENERE ALTA LA BANDIERA DELLA SOLIDARIETA’ PARTECIPANDO ALLE PROSSIME UDIENZE DEL PROCESSO.

PER LA PROSSIMA UDIENZA SI TERRA’ UN PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE
17 GIUGNO 2008, ORE 9.30 – MILANO!

Per tutti i compagni libertà, rilanciamo la solidarietà!
UNITI SI VINCE!

scarica la versione .pdf (2,4 Mb)

scarica la versione .doc (31Kb)

Posted in repressione e carcere | Comments Off on Operazione Tramonto – Cronaca IV udienza

Lecco – Nuova occupazione!

Sabato 31 maggio è stato occupato uno stabile a lecco. Dopo un’immediato sgombero da parte delle forze di polizia,si è poi deciso di ri-occupare la sera stessa.
Per venire a trovarci, il posto si trova nei pressi dell’ospedale, adiacente al parco di villa eremo.

Segue volantino

Oggi è nato il Reparto 7-7, un’occupazione che germoglia dalla volontà di trovarsi autonomamente una cura alla malattia cronica della quotidianità del terzo millennio. Il luogo fisico dove matura questa esperienza è stato occupato al fine di crearsi uno spazio dove potersi finalmente conoscere liberamente, dove poter sperimentare quei rapporti umani liberi da logiche di lucro o divertimento sfogo, dove poter sviluppare e dare una progettualità alla conflittualità verso questo esistente attraverso la creatività e la condivisione di esperienze ed emozioni.

Il reparto vuole essere uno spazio aperto a tutti e tutte, potrà ospitare iniziative culturali e di lotta, creative e informative, insomma vorrà essere un posto dove socializzare orizzontalmente sviluppando quei rapporti di informalità e affinità propri delle potenzialità individuali.

La volontà di dare spazio anche ad un centro di documentazione darà la possibilità di conoscere, discutere e scambiarsi libri, opuscoli e riviste, per tentare di uscire dal circolo vizioso della dis-informazione mediatica.

La centralità del rione e delle lotte che al suo interno si praticano contro la speculazione edilizia, la distruzione delle montagne, la cementificazione del lago, nasce con l’intento di dare un contributo reale per combattere le nocività che ci vengono scagliate addosso sempre più violentemente a scapito delle nostre vite.

Occupare uno spazio comunale che da decenni è lasciato abbandonato, alla mercé della prossima speculazione, è già un passo in questa direzione.

Sentiamo la necessità di rompere la quotidianità imposta e iniziare a vivere piuttosto che continuare a sopravvivere. Con cineforum, cene, aperitivi e iniziative si creeranno quegli spunti teorici e pratici che in una città come Lecco fatichiamo a trovare, città che vive l’ormai cronica mancanza di luoghi vergini dalle dinamiche economiche e speculative,

Certo, uno spazio fisico non basta e mai basterà! La nostra vita non muterà radicalmente solo grazie a quattro sterili mura, ma grazie ai rapporti umani e alle idee che in quelle quattro mura prenderanno vita per mezzo di tutti coloro i quali vorranno rendersi partecipi.

Il reparto, come non vivrà a forza pur riuscendo a resistere all’attacco dello stato, non morirà certo con uno sgombero.

Nessuno è felice nella sua vita di miseria, la sveglia apre la strada a un giorno di merda: vai a lavorare, prendi la macchina, buttati nel traffico, poi sorbisciti il/la tuo/a stupido/a capo/a, lavora 8 e più ore, poi torna a prendere la macchina, e la sera sarà uguale a quando vi salisti la mattina, buttati nel traffico, parcheggia, dirigiti alla tua merda di casa, quindi vai a consumare al supermercato con le sue luci al neon, al negozio, a coprire la tua necessità di comprare quella merda che tutti dicono essere importante. Quali sono i vostri veri desideri?
Vai a dormire pensando che tutto vada bene, sei felice, ti stai realizzando come persona, però manca qualcosa che zittisci e preferisci rassegnarti, pensi "se non ho un’alternativa a questo preferisco proseguire con la mia non-vita, non arrischiarmi a liberarmi da proprietà, doveri e obblighi imposti, perchè altrimenti che ne sarà di me?"
E se ti dicessero che c’è una via di uscita? Una via che passa dalla distruzione della merce, dei suoi padroni, un giro di vite a tutto, bello vero? Idealista certo, anche utopico, ma indispensabile.

LA RASSEGNAZIONE E’ LA MORTE…LA RIVOLTA E’ LA VITA

Reparto 7-7 occupato

Posted in movimento e manifestazioni | Comments Off on Lecco – Nuova occupazione!

Gli anarchici “assediano” il direttore del Cpt | Rassegna stampa

fonte cronaca qua qua

Numero di telefono e indirizzo di Antonio Baldacci, responsabile sanitario del Centro, sono stati pubblicati su Internet

CHIERI 03/06/2008 – Striscioni, cori e volantini infilati nelle buche delle lettere. Così ieri mattina a Chieri una ventina di giovani manifestanti vicini ai centri sociali torinesi hanno voluto protestare sotto l’abitazione di Antonio Baldacci, direttore sanitario del Cpt di Torino. Il gruppo di autonomi voleva richiamare l’attenzione sul caso di Fathi Hassan Nejl, il maghrebino di 38 anni morto nel centro di permanenza la scorsa settimana e, per tutta la durata del presidio, ha lanciato slogan e invettive pesantissime contro il colonnello della Croce Rossa. La manifestazione, guardata a vista da carabinieri e polizia, si è svolta senza incidenti e il piccolo corteo si è sciolto dopo un’ora.

«Come membro della Croce Rossa preferisco non dire nulla, come privato cittadino sono profondamente indignato – ha commentato Baldacci, che è arrivato a Chieri solo alcune ore dopo – Io non ero in casa, ma c’era mia moglie che, come è facilmente immaginabile, è rimasta molto scossa. Sono stato insultato e la mia privacy è stata violata. I miei numeri di telefono, persino quello del cellulare, sono stati scritti sui volantini invitando chiunque a bussare al mio campanello o a telefonarmi a qualsiasi ora. Quello che è successo è vergognoso e inammissibile».

Come al solito la notizia della manifestazione di protesta si è diffusa grazie al tam tam di internet. In rete sono stati inseriti indirizzo e numero di telefono del direttore del Cpt e davanti alla sua residenza chierese si sono radunati 20 giovani, tutte facce note e riconosciute dagli agenti della Digos. L’atmosfera non si è surriscaldata e gli autonomi, “armati” di padelle e fischietti, per un’ora hanno letto i comunicati che accusano Croce Rossa e Baldacci: «Fathi Hassan Nejl è morto perché gli uomini del dottor Antonio Baldacci hanno fatto finta di non vedere – si legge nel volantino – E di non sentire le urla di chi da dietro le gabbie chiedeva soccorso».

Sulla morte di Nejl la Procura della Repubblica di Torino ha ordinato accertamenti che, finora, non hanno prodotto sviluppi. Per quanto riguarda la manifestazione di ieri, invece, gli inquirenti stanno valutando la possibilità di una denuncia collettiva per minacce aggravate. Gli investigatori dovranno anche cercare di scoprire come un gruppo di autonomi sia potuto entrare in possesso di dati personali e riservatissimi riguardante il direttore del Cpt.

Massimo Massenzio


 

fonte la stampa

Minacce anarchiche al colonnello del Cpt
Fischi davanti alla casa del direttore sanitario

FEDERICO GENTA
TORINO
«Antonio Baldacci assassino». Ieri mattina la rabbia degli anarchici è arrivata a Chieri. La notizia era apparsa alle 11,40 sulla prima pagina del sito «informa-azione». «In questo momento un gruppo di solidali con i prigionieri del Cpt-lager di corso Brunelleschi sta protestando rumorosamente». Una ventina di persone si è presentata davanti alla porta di casa del colonnello Antonio Baldacci. Una villetta poco lontana dal centro, al confine con Pino Torinese.

Tutti armati di pentole fischietti e trombe, hanno iniziato ad urlare slogan e insulti contro il direttore sanitario del centro di permanenza torinese. Lui non era presente, in casa c’era la moglie. Davanti ai residenti usciti in strada hanno appeso striscioni e distribuito volantini. «Una settimana fa è morto Fathi Hassan Nejl, magrebino di 38 anni. E’ morto perchè non aveva documenti, perchè la legge lo ha chiamato clandestino, perchè un’organizzazione umanitaria – la Croce rossa italiana – lo ha lasciato agonizzare».

Carabinieri e Digos sono arrivati nel giro di pochi minuti. Per loro i manifestanti erano già tutti volti conosciuti. Nel pomeriggio sono stati denunciati per minacce aggravate. Al centro delle contestazioni le dichiarazioni di Baldacci, che all’indomani del decesso del marocchino aveva escluso che qualcuno avesse segnalato al personale medico che Hassan stava male. Era la notte tra il 23 e il 24 maggio. Le ricostruzioni della vicenda da parte del personale medico e degli ospiti presenti erano da subito risultate inconciliabili. Per il direttore del centro clinico «nessuno ha chiesto l’intervento dei sanitari. Il suo vicino di letto ha dichiarato alla polizia di non essersi accorto di nulla e di non avere mai chiesto a nessuno di intervenire».

Altri testimoni sostengono di aver gridato per ore tentando di richiamare l’attenzione di qualcuno. Sul caso si attende ancora l’esito delle indagini della magistratura. Lunedì scorso le prime contestazioni attribuite agli anarchici. Davanti alla sede della Cri in via Bologna è comparsa la scritta «assassini». Gli stessi contestatori hanno annunciato che la protesta andrà avanti. «Ritorneremo anche nei prossimi giorni» hanno urlato dal megafono.

Il gruppetto si è allontanato da Chieri poco dopo l’una. Mezz’ora dopo è arrivato Antonio Baldacci. Trafelato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni su quanto accaduto. «Preferisco non commentare». Ora l’ingresso della casa è presidiato dai carabinieri.

Posted in movimento e manifestazioni | Comments Off on Gli anarchici “assediano” il direttore del Cpt | Rassegna stampa

Cagliari – Sgomberata occupazione

Alle ore 21.00 circa di venerdì 30 maggio, mentre si sistemavano le ultime cose al bar e della strumentazione per il concerto della notte stessa, fanno irruzione armati di pistola/mitra in una mano e manganello nell’altra, 4 carabinieri mentre un quinto aspetta fuori in difesa dei loro mezzi (2 camionette e due macchine).

I ragazzi presenti in quel momento erano 11, tra cui 4 minorenni (una ragazza). Comincia così la richiesta dei documenti (alcuni di noi non ne avevano e venivano spostati per dare le generalità) e la solita serie di domande inerenti al posto, su cosa si stava organizzando e se si aspettava altra gente… Non avendo ricevuto alcuna risposta o comunque risposte negative o vaghe decidono di procedere alla perquisizione o a loro dire “ispezione“(art.244 c.p.p.), a cui veniamo sottoposti tutti tranne la ragazza minorenne. Alla domanda sul perchè della perquisizione (art.247 c.p.p.) si viene redarguiti dal capo di quella combricola che enuncia l‘articolo 4 (perquisizioni sul posto, ex art. 4 legge n.152/1975).

Mi limito ad annuire sapendo che come ha detto poco prima, ”gli abbiamo rovinato la festa”, quindi evidentemente già convinti e felici di poter usare le cattive maniere e sfogare le loro frustrazioni contro dei ragazzi. Va ricordato che la perquisizione è: "Fondato motivo di trovare oggetto del reato o cose pertinenti al reato".

-Perquisizione personale arbitraria: azione che consiste nel sottoporre una data persona a investigazione sul corpo onde accertare se vi si nascondano oggetti ed impossessarsene.

-Ispezione personale arbitraria: azione condotta su di una persona al fine di accertarne determinate caratteristiche (ad es. per accertare la presenza di un dato tatuaggio). Per quanto attiene alla ispezione di luoghi (locale) si prevede l’obbligo di presentare all’imputato ed al titolare della disponibilità del luogo sottoposto ad accertamento copia del decreto motivato che ha disposto il mezzo di ricerca della prova (si tratta del cosiddetto mandato).

Verso le 22 veniamo scortati a bordo delle nostre macchina verso la caserma da cui sono partiti gli sbirri, a circa 30km dalla villa. Appena arrivati vediamo presenti davanti alla caserma una decina di compagni/amici.

Qui veniamo trattenuti circa 40 minuti, i ragazzi minorenni vengono trattenuti un po’ più a lungo per il motivo che devo chiamare in famiglia e farsi venire a prendere direttamente in caserma. Non interessava nulla che 3 dei 4 erano 200 km lontani di casa e quindi i genitori avrebbero dovuto intraprendere un lungo viaggio di notte.

Al nostro rilascio i compagni/amici sono aumentati a una 20ina e passa di persone, tra cui anche qualche ragazzo dei gruppi che avrebbero dovuto suonare. E con le denunce a piede libero tra cui danneggiamento di proprietà, e per i ragazzi minorenni, le restrizione di essere a casa per le 21 fino al giorno del processo.

Le dinamiche repressive che negli ultimi anni continuano a portare alla chiusura di spazi aggregativi autogestiti, rendono difficile ogni nuovo tentativo di occupazione o comunque di mantenere in vita delle realtà di occupazione, non ultimi lo sgombero de Il Confino Squat a Cesena.

Tutta questa politica repressiva delle destre e delle sinistre fasciste colpisce indifferentemente spazi di aggregazione che siano essi posti occupati, centri sociali, campi nomadi e chi è ritenuto diverso dalla loro “normalità”: immigrati, rom, senza tetto, omosessuali, compagni, detenuti, tutti capri espiatori messi quotidianamente alla gogna mediatica che mira al mantenimento di un clima sociale e politico razzista e xenofobo, e da qui la nascita di pacchetti sicurezza, cpt/lager.

Ma nonostante questo clima creatosi anche qui a Cagliari, sicuramente lontano della ribalta delle notizie che girano al TG5, in solidarietà con i compagni/e, amici/e, conoscenti/e che sono stati arrestati, continuiamo la nostra lotta, per l’autodeterminazione, l’autogestione di spazi e idee, per il mantenimento e la sopravvivenza di un’ideale, di un sogno che ha molti nomi, che si chiama libertà, uguaglianza e anarchia. Riprendiamoci gli spazi abbandonati, riprendiamoci le strade.

Mai indietreggiare davanti alla violenza di sbirri e stato…se arrestano il 30esimo noi saremo il 31esimo, il 32 esimo, il 33esimo……

LE IDEE NON SI SGOMBERANO.

LE IDEE NON SI ARRESTANO.

AUTOGESTIONE – AUTOPRODUZIONE – OCCUPAZIONE

fessidora itinerante

Posted in repressione e carcere | Comments Off on Cagliari – Sgomberata occupazione

Aggiornamenti da via del Cuore in tempo reale

AGGIORNAMENTI DALLA VIA DEL CUORE – PISA

Dopo l’inchiesta “COR”, in seguito alla quale 2 degli 11 imputati sono stati condannati per l’art. 270 bis c.p., e l’inchiesta “gruppi di affinità” miseramente naufragata dal punto di vista della costruzione di una associazione sovversiva configurata dall’art. 270 bis ai danni dei compagni/e che facevano riferimento alla via del Cuore, di Pisa, ecco che la PM Giuseppina Meoni (Procura antiterrorismo di Firenze) aiutata dai ciarlatani dei ROS (famosi in tutta Italia per aver più di una volta inventato “prove granitiche” e storpiato a proprio uso e consumo intercettazioni ambientali e/o telefoniche), configura per la terza volta in quattro anni un 270 bis nei confronti degli stessi indagati e/o imputati delle due precedenti inchieste, più altri che nel frattempo si erano uniti al gruppo nonostante la pluriennale persecuzione volta anche a scoraggiare la militanza e la solidarietà.

Il 29/05/08 venivano eseguite 12 perquisizioni tra Pisa, Livorno, La Spezia, Prato e Udine: 12 gli Avvisi di garanzia, 3 gli Ordini di Custodia Cautelare eseguiti nei confronti di Paola Gori (antispecista ed ecologista radicale) di Livorno, Daniele Casalini e Francesco Gioia (anarchici già detenuti rispettivamente a Parma e Sollicciano, accusati di una rapina ad un ufficio postale) e un altro mandato di cattura non eseguito per irriperibilità del compagno, nei confronti di Leonardo Landi, anarchico di Via del Cuore.

L’impianto accusatorio dell’attuale inchiesta è il solito inaugurato contro gli anarchici nel 1995 dal PM Marini a Roma, sempre aiutato dai ROS, che si basa sull’ipotesi del doppio livello, il famoso palese/occulto, con cui l’”associazione sovversiva” di turno palesava e occultava le proprie azioni; le case di residenza diventano covi; i rapporti amicali vengono trasformati in sodalizi criminosi e i giornali a diffusione nazionale (in questo caso Terra Selvaggia) in bollettini interni.
Inizia il 12/06/07, quando venivano arrestati Daniele e Francesco sulle montagne lucchesi qualche ora dopo che era stata consumata una rapina alle Poste di Terrinca (LU). Ai ROS, che hanno la funzione di reprimere le lotte sociali, non è bastato certo di avere due compagni nel sacco e, proprio quando stavano per scadere i termini di carcerazione preventiva, hanno pensato di fare più danno possibile all’area politica da dove provenivano i compagni e che si è mostrata sempre e fin da subito solidale.

Pertanto, Daniele, Francesco, Leo e Paola sono imputati del …reato di cui all’art. 270bis perché, formando tra loro uno specifico “gruppo di affinità”, strutturato secondo lo schema eversivo del c.d. doppio livello…. promuovevano, costituivano e organizzavano un’associazione criminale diretta a sovvertire violentemente l’ordinamento democratico dello Stato e che si propone il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione, tra cui l’ideazione e la commissione della rapina in danno dell’ufficio postale di Terrinca (LU), eseguita il 12/06/07, a scopo di autofinanziamento, ovvero diretta al procacciamento delle risorse necessarie all’operatività ed alla stessa sopravvivenza dell’associazione, anche sotto il profilo dell’assistenza economica dei sodali detenuti, organizzazione operante in sintonia con gruppi eversivi insediati in altre regioni del territorio dello Stato e dedita, altresì, ad una diffusa attività do proselitismo mediante la stampa di volantini, di documenti e del periodico a circolazione interna “Terra Selvaggia”, contenenti manifeste espressioni di istigazione e apologia dei reati strumentali al conseguimento del fine eversivo dell’ordine democratico.
In Livorno, Pisa ed altre aree del territorio nazionale, quanto meno dal Marzo 2007 alla data odierna.
. Inoltre, sono imputati …del delitto di cui agli art. 110, 628 I, II e III comma c.p….perchè in concorso tra loro e con altre persone non identificate, al fine di trarne profitto, si impossessavano della somma di 3460 € asportandola dall’Ufficio Postale di Terrinca… Casalini Daniele, nell’introdursi nell’ufficio postale…travisto ed impugnando una pistola… Gioia Francesco, nel fungere da “palo”… Landi Leonardo, nell’assicurare il supporto logistico ed organizzativo… Gori Paola, nel mettere a disposizione la propria abitazione – stabilmente utilizzata pe le riunioni “ristrette”… Con l’aggravante di aver agito con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico..

Anche questa volta l’ennesima associazione sovversiva và a colpire i legami di solidarietà che si sono creati in questi anni. Quello che si cerca di creare è l’isolamento dei compagni e l’allontanamento e la criminalizzazione delle lotte. Per questo sono stati colpiti/e i compagni/e più generosi che hanno scelto da che parte stare infischiandosene delle manovre repressive che ogni giorno di più si palesano sotto gli occhi di tutti/e. Compagni e compagne che da anni lottano in difesa della terra e degli animali, contro i vari progetti di devastazione ambientale, dai rigassificatori agli inceneritori, dal TAV all’inquinamento elettromagnetico, da sempre solidali con coloro che vengono colpiti dalla repressione e attivi nel loro sostegno.

libertà per Paola
libertà per Francesco e Daniele
libertà per tutti e tutte le ribelli della terra
solidarietà per Leo

31/05/08

Coordinamento Nogasiera

Anarchici e Anarchiche di Via del Cuore

anarchici sparsi

per chi volesse scrivere ai prigionieri:
Daniele Casalini – c.c. Via Burla 59 – 43100 Parma
Francesco Gioia – c.c. Via Girolamo Minervini 2/R – 50142 Sollicciano (FI)
Paola Gori – Via delle Macchie 59 – 57100 Livorno,

ma sicuramente presto verrà trasferita in altro carcere.

Posted in repressione e carcere | Comments Off on Aggiornamenti da via del Cuore in tempo reale

SOLIDARIETA’ A CHIAIANO

Posted in movimento e manifestazioni | Comments Off on SOLIDARIETA’ A CHIAIANO

[Verso Chiaiano] 1° giugno 2008: corteo nazionale per la salute, l’ambiente, il diritto al dissenso!


INFOAUT SEGUIRA’ IN DIRETTA
IL CORTEO DI CHIAIANO

aggiornamenti e notizie nella mattinata
diretta dal corteo nel pomeriggio

|Chiaiano, maggio 2008| Sono oramai cinque mesi che la Campania è inghiottita in un’emergenza rifiuti senza fine. Un’emergenza diventata tale, non tanto per l’inconsistenza (strumentale) del piano rifiuti, ma per il problema sociale e politico che le resistenze territoriali hanno posto: soprattutto nei quartieri popolari delle città e nei paesi di provincia, in aggiunta ai servizi ridotti all’osso e alla penuria dei salari insufficienti, l’immondia arriva al primo piano dei palazzi, alimentando un tasso di invivibilità addirittura fuori dai "parametri normali"; nella regione delle discariche disseminate dappertutto sul territorio si insiste nella logica cieca delle discariche e degli inceneritori, ignorando le istanze arrivate dal basso che parlano (ed agiscono tramite l’autorganizzazione! vedi esperienza del quartiere Gianturco di Napoli) di compostaggio di raccolta differenziata e di riduzione della quantità d’immondizia.

________________________________________

Chiaiano, l’ultima barricata
Il quartiere napoletano Chiaiano è solo l’ultimo focolaio di un’opposizione diffusa andata in crescendo negli ultimi mesi. Barricate e presidi, scontri e assemblee, questo è stata la Campania da gennaio in avanti, questo il fatto principale che è emerso nella turbina di proposte e minacce portate avanti dalle istituzioni contro le popolazioni in lotta. Pianura, Giugliano, Acerra, Santa Maria La Fossa, Savignano, Pignataro Maggiore, Sant’arcangelo Trimonte: solo alcuni dei territori dove la resistenza è stata determinata, tenace. Le popolazioni campane hanno resistito nonostante siano state il bersaglio preferito di stampa e politica, unanimi nel condannare "l’egoismo del popolo del no"..

Contro ‘O Sistema Rifiuti
La camorra quando parla di se stessa si definisce "’o sistema". E la camorra, ovviamente, c’entra anche con la ramificazione monnezzara di questo, così come ci c’entra la politica, l’imprenditoria, l’associazionismo di facciata. Il sistema rifiuti è una struttura trasversale, attinge ad ogni pozzo in cui vi sia possibilità di lucrare e accumulare quindi capitale, dove vi sia terreno per inseriarsi ed il puzzo del compromesso. Il commissariato straordinario per l’emergenza è un suo figlio, come le ultime inchieste giudiziarie tornano a confermare, palesemente, evidenziando contraddizioni che, seppur potenzialmente potranno esplodere, vengono assopite dallo strumentario classico del sistema. Un gioco la cui composizione si snoda a più livelli: magari parte dal camorrista o dall’amministratore comunale per passare allo sbirro o all’ispettore ambientale, per finire al presidente della regione. Tutto però è mobile, ogni "macchietta" architettata ha la sua storia, nonostante la base da cui si parta ha una determinata gerarchia: politica e criminalità organizzata si accordano, il ceto imprenditoriale progetta, altri eseguiranno. Faccia legale ed illegale del sistema escono a fosche mischiate, la divisione tra buoni e cattivi è impossibile nel momento che questi soggetti sono forgiati dallo stesso ossigeno, si sorreggono e riproducono a vicenda: i 15 anni di caos prodotto dai molteplici e inauditi piani rifiuti ne sono la testimonianza.

In piazza "per l’ambiente, per la salute, per la democrazia"
La chiamata nazionale segue le ultime settimane di mobilitazione a Chiaiano, le quali sono state intense e (parzialmente) vincenti. Le barricate e gli scontri in piazza Titanic hanno messo (ancora una volta) i bastoni tra le ruote dell’ennesimo governo giunto a Napoli un pò troppo sopra le righe, come a voler fare il "San Gennaro della monnezza", costringendo il governo al ruolo che i movimenti gli han paventato nei corteo di protesta del 21 maggio: il "gallo sulla monnezza". Dopo Prodi anche Berlusconi, nonostante le dichiarazioni pompose e le minacce muscolari, ha trovato l’opposizione, l’obbligo di abbassare la testa e scendere a patti, o comunque quantomeno ad ascoltare il riottoso vento napoletano, dilungando i tempi e facendo un volto più accondiscente, per salvare (o almeno, tentare!) la faccia di fronte ad un nuovo fallimento governativo, ottenuto, oggi come in passato, al di la dei colori degli schieramenti (..), prima dalla sinistra ora dalla destra. Il comitato in difesa delle cave di Chiaiano e la Rete Campana Salute e Ambiente han quindi indetto un corteo nazionale che vada a rimarcare e rivendicare quel che i concetti "ambiente" e "salute" comprendono, contro le logiche mortali degli sversamenti e dell’incenerimento, per proporre un altro modello rifiuti, ma anche per denunciare il carattere pericoloso del decreto rifiuti del governo, che molto si concentra sull’aspetto repressivo, per sottolineare quindi le istanze di libertà e protesta, per il diritto al dissenso.


Se da un lato la repressione degli apparati governativi finora si è fermata alla normale amministrazione, con la politica che ha forgianto una paura più mediatica/legislativa che altro (il che ha lasciato spazio a letture irrealistiche, fuorvianti), giocando anche sulla composizione sociale delle proteste, dalla quale emerge il carattere popolare dell’opposizione, quindi con una soggettività non militante, dall’altro lato è bene prendere atto della determinazione con cui il popolo di Chiaiano ha risposto, non facendosi intimidire, scendendo in piazza, così come si farà il 1° giugno, portando per le strade di Marano e Chiaiano le parole d’ordine dei movimenti in difesa della salute e dell’ambiente: contro la devastazione ambientale e la militarizzazione dei territori, in difesa dei beni comuni e del diritto alla protesta.

DOMENICA 1 GIUGNO 2008 – ORE 16
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A CHIAIANO
PER LA SALUTE PER L’AMBIENTE PER LA DEMOCRAZIA!
concentramento: fermata della metropolitana di chiaiano

> leggi il comunicato che indice il corteo nazionale <


Posted in movimento e manifestazioni | Comments Off on [Verso Chiaiano] 1° giugno 2008: corteo nazionale per la salute, l’ambiente, il diritto al dissenso!

Sulmona: Iannone(FASCISTA DEI ZETAZEROALFA) condannato a dieci mesi di reclusione ·

E’ di ieri la notizia che Gianluca Iannone (cantante degli ZetaZeroAlfa) è stato condannato dal giudice Massimo Di Cesare a 10 mesi di reclusione per rissa. Sono cadute le aggravanti derivanti dall’uso di mazze e bastoni. Gli altri condannati sono: Gianluca Giombini e Sergio Fois (5 mesi e 5 giorni di reclusione) e Alessandro Giombini e Alessandro Piccioli (7 mesi e 10 giorni). Anche questi tutti per rissa.
I fatti risalgono all’8 dicembre 2001 quando a Sulmona si tenne un concerto degli ZetaZeroAlfa al Piccolo Teatro di via Quatrario organizzato da alcuni ragazzi di estrema destra. Nel corso della serata entrarono nel locale alcuni giovani della sinistra che furono immediatamente picchiati. Un ragazzo fu anche ricoverato all’ospedale per fratture varie.

Posted in antifascismo, antisessismo, antirazzismo | Comments Off on Sulmona: Iannone(FASCISTA DEI ZETAZEROALFA) condannato a dieci mesi di reclusione ·

TOSCANA..perquisizioni e arresti!!! AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Nella notte un giro di perquisizioni tra Pisa e Livorno hanno portato all’arresto della compagna Paola di Livorno, con l’imputazione di 270 senza reati specifici (stesso procedimento riguardante Daniele Casalini e Francesco Gioia).

Per ora abbiamo solo queste informazioni, e sappiamo che è detenuta a Livorno.

Paola Gori
Carcere "Le Sughere"
Via delle Macchie 9
57124 Livorno

Seguiranno aggiornamenti.

Paola libera!

 

 

Hanno arrestato Paola

Oggi 29 Maggio sono state effettuate dai ROS varie perquisizioni e un arresto contro compagni e compagne in Toscana, Friuli e probabilmente anche da altre parti. L’accusa è ancora una volta il 270 bis ( associazione sovversiva) ed i mandanti sono ancora una volta i tristi magistrati della procura antiterrosimo di Firenze nella persona della pm Meioni.
Per quanto sappiamo, sono indagate una dozzina di compagne e compagni, fra i quali Daniele e Francesco che sono in carcere dal Giugno dell’anno scorso accusati di aver compiuto una rapina ad un ufficio postale e sembra che quest’ultimo procedimento sia legato a questa vicenda. Purtroppo hanno arrestato la nostra compagna Paola e questa è la nota che più ci riempe di rabbia e rancore.
A lei come a tutti gli altri e altre indagati va la nostra solidarietà e affetto. Domani mattina Paola avrà l’interrogatorio di garanzia nel carcere Le Sughere di Livorno dove è rinchiusa. Seguiranno aggiornamenti.

Invitiamo tutti e tutte a mandare telegrammi di solidarietà:

Paola Gori
Via delle Macchie 9
57124 Livorno

Libertà per Paola Libertà per Daniele e Francesco
Libertà per tutti e tutte

Anarchici e anarchiche di Via del Cuore
anarchicisolidali@virgilio.it

fonte La Nazione – 29 maggio

Emesse tre misure di custodia cautelare in carcere per esponenti di un presunto gruppo anarco-insurrezionalista attivo tra Pisa e Livorno. Ricercato un quarto complice. Il gruppo sarebbe ritenuto responsabile di una rapina di autofinanziamento alle poste di Terrinca, nel comune di Stazzema del 12 giugno 2007

Stazzema (Lucca), 29 maggio 2008 – Sono tre le misure di custodia cautelare in carcere eseguite nell’ambito di un’operazione dei carabinieri del Ros su un presunto gruppo di matrice anarco-insurrezionalista attivo tra Pisa e Livorno. Il gruppo è ritenuto responsabile di una rapina di autofinanziamento, avvenuta il 12 giugno 2007, alle Poste di Terrinca, nel comune di Stazzema.

Per due dei tre malviventi, rispettivamente un 27enne e un 21enne pesa l’accusa di essere gli autori della rapina a Terrinca. La terza misura riguarda una donna, di Livorno, che per i Ros, avrebbe messo a disposizione la propria abitazione per le riunioni del gruppo. Le accuse per l’associazione vanno da finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico e rapina aggravata dalla finalità di terrorismo le accuse.

Secondo il Ros il gruppo sarebbe stato collegato ad altri centri di aggregazione anarchica liguri e avrebbe operato su un doppio livello, uno pubblico, con iniziative ad esempio contro la realizzazione dell’impianto offshore di Livorno, e uno clandestino. Per i carabinieri attività di proselitismo e di istigazione sarebbe stata fatta anche attraverso un periodico a diffusione interna, denominato ‘Terra selvaggia’.

La rapina è quella compiuta il 12 giugno del 2007 all’ufficio postale Postale di Terrinca, frazione di Stazzema e che fruttò un ‘bottinò di 3.460. Il gruppo, cui appartengono numerosi altri indagati, attivo in Toscana ed altre aree del territorio nazionale, secondo gli investigatori avrebbe dato vita a una diffusa attività di proselitismo, di istigazione e di apologia di reati strumentali al conseguimento del fine eversivo dell’ordine democratico, anche attraverso documenti appositi, tra cui il periodico a circolazione interna denominato ‘Terra Selvaggia’.

Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica, che ha inoltre ordinato una serie di perquisizioni nei confronti di altri indagati.
Le indagini hanno individuato il tipico ‘gruppo di affinità’ – di matrice anarco-insurrezionalista – attivo tra le
province di Pisa e Livorno e collegato con altri centri di aggregazione anarchica liguri, che operava secondo il tipico schema del ‘doppio livello’ pubblico-clandestino, in ‘conflittualità permanente’ contro lo Stato e le
Istituzioni.

Sul cosiddetto ‘piano palese’ il gruppo indagato era particolarmente impegnato sui temi della ‘radicale difesa del territorio’, incentrato sulle iniziative contro la realizzazione del rigassificatore offshore di Livorno e della ‘lotta alla repressione’, esplicitata in iniziative di sostegno ai detenuti del circolo anarchico ‘Il Silvestre’ di Pisa, nella promozione di manifestazioni pubbliche di solidarietà e nel procacciamento di contributi economici destinati a sostenere le spese legali per gli anarchici coinvolti in procedimenti penali.

Le stesse tematiche di lotta erano poi oggetto di riunioni ‘ristrette’, nell’abitazione di uno degli arrestati, nel
corso delle quali gli indagati facevano riferimento alla necessità di passare all’azione, ovvero alle cosiddette
‘azioni dirette’. Secondo i carabinieri del Ros proprio dalle attivita del gruppo sono emerse le prove sulla matrice e sulle finalità della rapina eseguita, nella frazione Terrinca del comune di Stazzema, il 12.6.2007, ai danni del locale ufficio postale. In particolare, il 10 giugno 2007 sarebbero stati pianificati minuziosamente i dettagli organizzativi ed operativi del colpo, i cui proventi erano appunto destinati al sostentamento delle complessive esigenze del gruppo. I provvedimenti restrittivi sono stati notificati per 2 uomini e una donna. Un quarto complice, è ancora ricercato.

_____________________________________________________________________________________

MILANO (Reuters) – I carabinieri hanno arrestato tre giovani accusati di aver rapinato un ufficio postale per finanziare un gruppo militante di matrice anarco-insurrezionalista, attivo tra Pisa e Livorno.

Lo si legge in una nota del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei carabinieri di Firenze, che hanno anche effettuato perquisizioni nei confronti di altri indagati.

I reati contestati agli indagati sono associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico e di rapina, aggravata dalla finalità di terrorismo.

Le indagini della procura di Firenze hanno individuato un "gruppo di affinità" – di matrice anarco-insurrezionalista – attivo tra le province di Pisa e Livorno e collegato con altri centri di aggregazione anarchica liguri, che secondo i magistrati operava secondo il tipico schema del "doppio livello" pubblico/clandestino, in "conflittualità permanente" contro lo Stato e le istituzioni.

Due dei tre arrestati — Francesco Gioia, Daniele Casalini — sono accusati di aver compiuto il 12 giugno dello scorso anno una rapina, per finanziare l’attività del gruppo, presso l’ufficio postale di Terrinca, una frazione di Stazzema in provincia di Lucca. Lo stesso giorno i carabinieri avevano arrestato Gioia e Casalini e recuperato uno zaino con il bottino della rapina pari a 3.460 euro.

La terza arrestata — Paola Gori — è invece accusata di aver messo a disposizione la propria abitazione per le riunioni "ristrette" del gruppo e per la pianificazione della rapina. Un quarto complice, è ancora ricercato.

Secondo gli inquirenti il gruppo era impegnato per la "radicale difesa del territorio", contro la realizzazione del rigassificatore offshore di Livorno, oltre che in iniziative di sostegno ai detenuti del circolo anarchico "Il Silvestre" di Pisa", e di procacciamento di contributi economici per le spese legali di anarchici coinvolti in procedimenti penali.

Nel corso di riunioni "ristrette", scrivono i carabinieri, gli indagati avevano però fatto riferimento alla necessità di passare ad "azioni dirette".

______________________________________________________________________________________

fonte isntablog

Terrorismo: arrestati tre presunti anarchici insurrezionalisti

ROMA – I carabinieri del Ros hanno arrestato tre giovani ritenuti responsabili dei reati di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico e di rapina. Il provvedimento è stato emesso dal gip della Procura di Firenze, che ha disposto una serie di perquisizioni, effettuate nei confronti di altri indagati. Il gruppo eversivo, di matrice anarco-insurrezionalista, attivo in Toscana ed altre aree del territorio nazionale, era dedito ad attività di proselitismo, istigazione e apologia di reati. (Agr)

 

 

 

Posted in repressione e carcere | Comments Off on TOSCANA..perquisizioni e arresti!!! AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Terrorismo: Giudici Milano, no a Cgil parte civile processo Br, si ai Ministri

Milano, 28 mag. (Adnkronos) – Si’ alla costituzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri come parte offesa nel processo in corso a Milano contro le Nuove Brigate Rosse, ma no alla costituzione, nel procedimento, della Cgil. Cosi’ ha deciso la prima Corte d’Assise di Milano che, con una breve ordinanza, ha ‘bocciato’ perche’ tardiva la richiesta fatta dal sindacato, questa mattina, di voler partecipare al procedimento. No anche alla costituzione di parte civile di Pietro Ichino nei contronti di Michele Magonna, l’imputato ‘agganciato’ al procedimento principale nel corso dell’ultima udienza.

Posted in movimento e manifestazioni | Comments Off on Terrorismo: Giudici Milano, no a Cgil parte civile processo Br, si ai Ministri