Comunicati attacco fascista all’Ex-Mattatoio

SOTTO ATTACCO DELL’IDIOZIA

Il tentato incendio del CSOA EX Mattatoio, nella notte tra il 24 e il 25-05-08, è il reiterato tentativo di quattro stupidi di fermare le attività del centro o comunque intimidire i compagni/e dell’area antagonista perugina. Ci avevano già provato con delle luride scritte alcuni anni fa. Poi son tornati dopo la proiezione di “Nazirock”, che alle loro teste bacate deve essere sembrato un affronto e allora hanno spaccato con spranghe le vetrine del centro e assaltato il camper di un compagno parcheggiato lì fuori, mettendone in pericolo l’incolumità. Ora ci hanno riprovato col fuoco, a distanza di neanche un mese dall’ultima aggressione, convinti dell’impunità assicuratagli dai loro amici al governo e dall’aria di piena restaurazione culturale e politica in atto anche in questa città. Lo dimostra la stupidità della politica istituzionale perugina che da 5 anni decide di non decidere. L’inedia e l’incapacità della cosiddetta "sinistra radicale" si è infatti brillantemente manifestata nel comportamento del Presidente del Consiglio Comunale, che nella seduta del 19 maggio, di fronte a 70-80 compagni/e che chiedevano il diritto di parola per illustrare le condizioni di inefficienza e incapacità dell’intera politica della Giunta sulla questione degli spazi sociali, ha scelto di interrompere la seduta. E poi magari questi stessi soggetti spenderanno fiumi di parole per spiegare perchè hanno perso alle ultime elezioni, perchè non sono credibili, perché la gente pensa che sanno solo essere attaccati alla poltrona e ai loro lauti stipendi.

IL TEMPO DELLE PAROLE E’ FINITO!

Il centro sociale ex-mattatoio è oggettivamente sotto attacco dell’idiozia. Fascisti e gestori delle istituzioni (di destra e di sinistra) convergono nel voler chiudere un posto aperto dove è possibile esperire autoorganizzazione e socializzazione fuori dai lugubri esempi dell’immaginario borghese. Ciò che dispiace loro è che ci siano spazi dove non si riproduca gerarchizzazione sociale, dove si esprima solidarietà reale agli immigrati (da oggi criminalizzati per legge in quanto tali, da anni incarcerati nei CPT) dove si provi a costruire un altro mondo possibile. Opportunisti di ogni risma da tempo nascondono le proprie responsabilità dietro scellerate politiche securitarie, ascrivendo il problema degli spazi sociali a problemi di ordine pubblico e qualcuno ha già insinuato che il tentativo di incendio al C.S.O.A. sia imputabile agli stessi compagni del centro sociale. Alcuni di noi, che la notte del 24 erano lì a chiudere il cancello di accesso al C.S.O.A. sanno che l’attacco è avvenuto da fuori.
E’ ora che tutti questi signori al governo della città, dichiarino pubblicamente da che parte stanno:
Coi nazisti o con chi si auto-organizza per costruire un mondo e una vita migliore per tutti?

Solidarietà al c.s.o.a. ExMattatoio ANTIFASCISMO MILITANTE!

Rete Antifascista Perugina, 26-06-08

Si allega comunicato del c.s.o.a. ExMattatoio

Ci risiamo, attacco criminale al c.s.o.a. ExMattatoio. Ma noi resisteremo…

La notte fra sabato e domenica 25 maggio un incendio doloso è stato appiccato al centro sociale ex-Mattatoio di Perugia. Ancora una volta ci troviamo a denunciare un attacco criminale dalla triste impronta fascistoide, il secondo in pochi giorni. Se meno di un mese fa l’aggressione nazifascista con spranghe aveva danneggiato tutte le vetrate della struttura, il fuoco rappresenta un salto di qualità. Il tentativo, tempestivamente controllato dai vigili del fuoco, è stato infatti quello di creare danni permanenti all’edificio, mettendo a rischio l’incolumità stessa delle persone che potevano trovarsi all’interno.

Le attività del centro sociale e il consenso che riscuotono sia nel quartiere che in tutta la città, danno evidentemente fastidio.

Mentre noi orgogliosamente rivendichiamo sempre le nostre iniziative in maniera pubblica e a volto scoperto per sottolineare il coraggio e la giustezza delle nostre idee, c’è invece chi sa solamente agire di nascosto e in modo vigliacco.

A legittimare i soliti quattro idioti contribuisce anche il clima di ostilità creato artificiosamente da chi, soprattutto in questo ultimo anno, ha creduto e fatto credere che il centro sociale fosse un problema di ordine pubblico.

Clima creato, sostenuto e fomentato anche dai comportamenti ambigui di alcune istituzioni cittadine. È evidente come, arrivati a questo punto, non basta più una solidarietà espressa attraverso la semplice dichiarazione di intenti, ma è necessario che seguano atti concreti.

Come altre volte non ci lasceremo intimidire e invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare lunedì 26 maggio 2008 alle ore 21:30 ad un’assemblea aperta al centro sociale ex-Mattatoio.

C.S.O.A. ExMattatoio

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Emiliano libero! Forza nuova fuorilegge!AGGIORNAMENTI SU AGGRESSIONE FASCISTA

E’ di poche ore fa la decisione del giudice in merito ai 6 fermi eseguiti a seguito dell’aggressione neofascista compiuta da appartenenti a Forza Nuova avvenuta ieri davanti all’università La Sapienza.

Giuseppe è stato liberato mentre per Emiliano ha avuto conferma la richiesta del Pm di arresti domiciliari in attesa del nuovo processo che si terrà il 2 luglio. Domiciliari che sono stati dati anche a 2 esponenti di FN. L’imputazione per tutti rimane rissa aggravata.

Il presidio di fronte al tribunale, che ha avuto inizio questa mattina alle 9.00, è stato affollato da più di 200 giovani, studenti e militanti dei centri sociali e di altre realtà cittadine. Ed è lo stesso presidio a segnalare l’atteggiamento provocatorio delle forze dell’ordine che ha fatto più volte passare i neonazisti arrestati, e poi liberati, nel mezzo della folla che attendeva le notizie dei propri compagni.

Nel pomeriggio si è svolta all’università un’assemblea pubblica che ha visto la partecipazione di più di 800 persone tra studenti e docenti della Sapienza, tra cui il Prorettore Luigi Frati e il Preside della Facoltà di Scienze Umanistiche Roberto Antonelli. Anche l’ANPI insieme a nomi storici dell’antifascismo romano hanno preso parte all’assemblea. Da questa è uscita forte la denuncia, degli studenti e delle istituzioni accademiche, contro gli aggressori neonazisti che fanno del razzismo, della violenza e delle aggressioni ai danni del diverso, del migrante, degli omosessuali la propria pratica politica.

L’università ha affermato che si costituirà parte civile al processo e che ritiene netta la distinzione tra chi è stato aggredito e chi ha attaccato con spranghe, bastoni e mazze chiodate degli studenti che stavano attaccando manifesti. Non è passato, quindi, il tentativo di mantenere un’equidistanza tra le parti coinvolte.

Gli studenti che si sono mobilitati in questi giorni lanciano l’appuntamento di domani mattina alle 8.30 per un presidio in università, per mantenere alta l’attenzione sui fatti di ieri e per impedire l’accesso in università alle organizzazioni neofasciste che avevano lanciato l’appuntamento sulle Foibe (previsto per domani), con la presenza di Roberto Fiore.

Vedi anche:
28 maggio – Sapienza, la verità non si arresta!
27 maggio – Sapienza libera dai nuovi fascismi!
27 maggio – Comunicati di solidarietà
27 maggio – Roma, La Sapienza – Aggressione neonazista con audio conferenza stampa | [ foto ]
26 maggio – Università la Sapienza: revocata l’autorizzazione, vittoria degli occupanti!
26 maggio – Occupata la Presidenza della Facoltà di Lettere (La Sapienza) | comunicato studenti | [ foto ]

Link
www.uniriot.org

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Sottopasso Bloccato | Rassegna Stampa sul presidio al CPT

fonte macerie

27 maggio. Alcuni solidali con i detenuti del Cpt in sciopero della fame tendono un cavo d’acciaio attraverso il sottopasso di piazza della Repubblica, assieme a uno strisicone su cui si legge “Cpt=lager”. Traffico in tilt per un’ora lungo corso Regina fino al Rondò della Forca


 

fonte orino cronaca

Il consolato di Genova avrebbe avanzato dubbi sulla vera identità dell’uomo deceduto al Brunelleschi
Morto al Cpt: tracce di coca nel sangue, forse era un tunisino

TORINO 28/05/2008 – Il prefetto Perla Stancari, direttore centrale per la Cittadinanza, le minoranze e i diritti civili del ministero dell’Interno, ha visitato ieri il Cpt di corso Brunelleschi, recentemente ampliato con un intervento da 12 milioni di euro e sotto utilizzato per un terzo delle potenzialità, su incarico del Viminale. Più che una verifica, un’ispezione utile a raccogliere ulteriori testimonianze dai detenuti e dal personale in servizio.

Decisa “per accertare le circostanze e i fatti occorsi nella notte tra il 23 e il 24 maggio che abbiano rilievo sotto il profilo amministrativo”, precisa in una nota il Viminale. Intanto, sulle cause che hanno portato al decesso del magrebino, si affianca alla prima ipotesi – asfissia da polmonite fulminante – quella dell’overdose. Una crisi che, secondo quanto verificato dalla delegazione politica che ha visitato il centro di corso Brunelleschi lo scorso lunedì, l’infermeria del Cpt avrebbe potuto sedare con il Narcan. Nel sangue del magrebino sarebbero state rinvenute tracce di hashish e cocaina. I primi risultati degli esami a cui è stato sottoposto il cadavere di Hassan Nejil, non fanno escludere un’ipotesi per la cui certezza bisognerà attendere ulteriori test tossicologici. «Ho parlato con il piemme che ha preso in carico l’inchiesta, il dottor Ausiello – commenta l’avvocato Gianluca Vitale -, e fino a quando non ci saranno i risultati definitivi è presto per fondare simili ipotesi». Sull’accertamento, invece, della vera identità di Nejil, sedicente marocchino ma in possesso di passaporto tunisino, secondo fonti attendibili si starebbe muovendo ora anche il consolato tunisino di Genova. Il vero nome di Najil potrebbe essere Fathi El Manai, identità che sarebbe nota agli uffici del consolato. Consolato che, nei prossimi giorni, potrebbe richiedere una controperizia necroscopica sul cadavere del magrebino.

Ieri sera, dalle 21, un centinaio di esponenti dell’area anarchica e antagonista torinese si è dato appuntamento in corso Brunelleschi per un presidio di solidarietà con gli immigrati e di protesta contro i centri di permanenza. Le scritte fatte sui muri del Cpt e gli striscioni appesi agli alberi del viale chiedevano l’immediata chiusura dei centri e la liberazione dei detenuti. “Liberi tutti, fuoco ai cpt” gli slogan. Attorno alle 22 alcuni manifestanti hanno preso un megafono e pronunciato frasi in arabo rivolte ai detenuti che hanno risposto con urla e applausi. I partecipanti al presidio hanno invitato gli immigrati – che continuano lo sciopero della fame e dell’assunzione di medicinali – a contattare un numero di telefono per «denunciare quello che succede là dentro». In tarda serata, sono stati esplosi alcuni fuochi d’artificio. Le forze dell’ordine hanno osservato lo svolgimento della manifestazione con discrezione e, fino alla chiusura del giornale, non si sono registrati particolari incidenti. Anche su un balcone di un’abitazione di corso Brunelleschi è comparso uno striscione con su scritto “solidarietà ai detenuti del Cpt”.


 

fonte repubblica

Vertice al Viminale fra i ministri dell’Interno e della Difesa un gruppo di lavoro comune individuerà i siti più idonei
Immigrazione, caserme dismesse potrebbero ospitare i nuovi cpt
Maroni: l’obiettivo è avere una struttura per regione pronta nel giro di due mesi nei giorni in cui il ddl del pacchetto sicurezza sarà approvato dal Parlamento

ROMA – Strutture militari non più in uso potrebbero essere utilizzate per la realizzazione di nuovi centri di identificazione ed espulsione per immigrati, (gli ex cpt, centri di permanenza temporanea). E’ uno dei risultati del vertice fra il ministro dell’Interno, Roberto Maroni e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

Nel corso dell’incontro, fa sapere il Viminale, è emersa "piena convergenza" sulle recenti misure legislative per la sicurezza contenute nel pacchetto sicurezza e sulla necessità di individuare nuovi Centri di identificazione ed espulsione. A questo scopo, il ministro La Russa ha fornito proposte sull’utilizzazione di strutture militari dismesse. E’ stato quindi deciso di istituire un gruppo di lavoro tra i due ministeri, Interno e Difesa, che procederà all’individuazione dei siti ritenuti più idonei ad ospitare le nuove strutture.

E’ il disegno di legge approvato nello scorso Consiglio dei ministri a rendere necessaria l’apertura di nuovi Centri in cui trattenere gli immigrati irregolari in attesa dell’espulsione. Il provvedimento stabilisce infatti che il tempo di permanenza in queste strutture si allunghi dagli attuali 60 giorni a 18 mesi. Questo – insieme all’introduzione del reato di immigrazione clandestina prevista dallo stesso ddl – comporta l’esigenza di nuovi Centri.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ritiene necessarie altre dieci strutture. L’obiettivo, ha spiegato, è averne una per regione pronte nel giro di due mesi, quando il ddl del pacchetto sicurezza sarà probabilmente approvato dal Parlamento. Attualmente sono 10 i cpt operativi: Bari-Palese (196 posti), Bologna (95), Caltanissetta (96), Lamezia Terme (75), Gradisca d’Isonzo (136), Milano (112), Modena (60), Roma (300), Torino (92), Trapani (57).

Per i nuovi si pescherà, dunque, tra le caserme dismesse della Difesa, che potrebbero essere allestite rapidamente, secondo quanto assicurato da La Russa a Maroni. E sarà il gruppo misto Interno-Difesa a visitare le strutture e scegliere quelle idonee ad ospitare i centri di identificazione e espulsione.

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Il governo istituisce i nuovi cpt: carcere etnico e pene prolungate

. Sabato: corteo a Torino per Fathi! (cronaca, interviste e materiali)

|Maggio 2008| Tra i pochi risultati effettivamente ottenuti dal nuovo esecutivo, l’emanazione ieri di una nuova regolamentazione dei famigerati Centri di Permanenza Temporanea che con questo nuovo decreto assumono la forma piena di "carcere etnico": l’immigrazione clandestina come reato, "soggiorno" prolungato fino ai 18 mesi e loro trasformazione in centri di espulsione; l’aspetto più inquietante è l’allestimento di caserme dismesse in inquietanti "centri di identificazione e espulsione".

Certo, tra le dichiarazioni e la loro piena attuazione si apre l’abisso dell’applicabilità effettiva e quotidiana della norma che, più delle scarse e difficoltose resistenze dei movimenti, renderà inapplicabile una normativa che dovrebbe ipso facto incarcerare centinaia di migliaia (forse milioni) di persone che lavorano, producono ricchezza e vivono nel nostro paese e sovraccaricare una burocrazia poliziesca già ingolfata.
Di sicuro però, il Berlusconi-tris schiantatosi contro le resistenze delle popolazioni campane, deve mostrare almeno un pezzo del pugno duro promesso col "Pacchetto Sicurezza", in un clima sociale fomentato da crisi economica e produzione mediatica d’insicurezza; quella stessa che potrebbe anche rivoltarglisi contro se non trova risposta nella corrispettiva produzione di una merce-sicurezza vendibile dall’sitituzione e consumabile dal cittadino-medio.
Ed è allora ancora una voltra contro lo straniero, diverso per definizione, che si può facilmente scagliare e governare il risentimento e l’odio di quote consistenti del corpo sociale.

> Ascolta l’intervista con Alessandro dal Lago "Elementi del Discorso securitario"

>
Il governo delle espulsioni (di Alessandro Dal Lago)

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SABATO 31 MAGGIO: CORTEO PER FATHI/HASSAN E LACHIUSURA DI TUTTI I CPT!

Dentro questo quadro, la morte del migrante marocchino avvenuta domenica nel cpt di corso Brunelleschi, assume rilievo paradigmatico della condizione d’internamento dei migranti vittime dei cpt, del carattere di non-luoghi di queste strutture, dell’infame collaborazionismo dell’impresa umanitaria Croce Rossa nella gestione dell’odierna forma dei campi d’internamento.

Fathi (come si è scoperto chiamarsi il giovane marocchino morto domenica) o Hassan (come l’Italia l’ha chiamato e ucciso), Fathi-Hassan è morto perchè nella contemporanea legislazione dell’Europa Comunitaria (e non nell’eccezione italiana) era,come migliaia di altri suoi fratelli e sorelle, un corpo uccidibile. La sua morte da cane, nella sua eccezionalità, nasconde la norma di una condizione di sotto-cittadinanza tanto comoda al potere/capitale per gestire al ribasso e con ricatto, l’infinita e graduale gerarchia della forza-lavoro mobile e precaria.

Emergono in queste ore con indiscutibile chiarezza, le resposabilità fattuali nella morte di questo giovane della Croce Rossa, accompagnate dalla infami dichiarazioni del suo portavoce colonnello Baldacci, esternazioni che denudano il carattere razzista e coloniale di questa organizzazione para-militare.
Fathi/Hasan non è stato soccorso, è stato letteralemente lasciato morire…


> La ricostruzione della morte di Fathi e le responsabilità da accertare (avv. GL Vitale)

Fin dal giorno della sua morte è scoppiata, disperata, la rabbia dei suoi compagni di detenzione [a lato, alcune foto della rivolta nella notte tra domenica e lunedì] che continuano a portare avanti con disperata determinazione uno sciopero della fame, unico mezzo a loro disposizione per far sentire la propria voce.

> "Hanno detto che era tardi, e lo hanno lasciato morire" di Gabriele Proglio

> Un’intervista dal cpt in lotta effettuata lunedì da Radio Blackout

Oltre all’infamia, l’orrore
: la Croce Rossa ha minacciato di sospendere ogni intervento sanitario fino a quando le proteste e lo sciopero della fame intrapresi dai trattenuti non finiranno.

Nel corso della settimana si sono susseguiti una serie di presidi spontanei di solidarietà con la lotta dei migranti detenuti. In questi giorni si sta tentando di costruire un corteo cittadino per chiedere "Verità e Giustizia per Fathi/Hassan", per portare solidarietà ai detenuti di corso brunelleschi, per rivendicare ancora una volta la necessaria chiusura e soppressione di questi odieni orrori giuridicie umani che soni i centri di permenenza (sempre meno) temporanea.

> Le iniziative della settimana: corteo e assemblea pubblica (Claudio-csoa Gabrio)

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Aggressione fascista a La Sapienza: AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Roma, scontri all’Università
Il ministro Gelmini scrive al rettore

Tensioni nate dall’autorizzazione, poi revocata, di un convegno sulle foibe
organizzato da Fn a Lettere. Alemanno condanna le violenze. Sei arresti

[Roma] Aggressione fascista a La Sapienza: tre compagni feriti e due arrestati! L’università reagisce all’ennesima violenza (intervista)


AGGIORNAMENTO_ORE 21

I fermi dei due compagni portati in questura, Emiliano e Giuseppe, sono stati tramutati in arresti con l’accusa di rissa aggravato, domattina si svolgerà il processo per direttissima. Stessa sorte per i quattro fascisti arrestati anch’essi. Domattina, alle 9, in piazza Clodio, di fronte al Tribunale di Roma, si svolgerà un presidio di solidarietà indetto dalla Rete per l’Autoformazione.

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|Roma, 27 maggio 2008|
Ennesima aggressione fascista nella città di Roma, a nemmeno una settimana dal raid nel quartiere Pigneto. Questa volta il luogo dove si è consumata la violenza è stata l’università de La Sapienza. In mattinata una decina di compagni de La Rete per l’Autoformazione stava attacchinando per l’università, coprendo i manifesti fascisti attaccati nella notte, i quali indicevano l’incontro sulle foibe organizzato (e poi annullato dal rettore) da Forza Nuova per giovedì mattina. Sono stati aggrediti da una ventina di fascisti, scesi di corsa da quattro automobili, con cinghie uncinate, spranghe e bastoni. I compagni hanno tentato di respingerli, nonostante le mani nude: ne è nato uno scontro durato dieci minuti. L’aggressione è avvenuta, ancora una volta, confermando la tendenza, in pieno giorno e davanti centinaia di persone: "a testimonianza del clima di impunità assoluta di cui i neofascisti godono in questa città" dice la Rete per l’Autoformazione.

Il bilancio dei feriti e degli arrestati

Diversi compagni sono stati colpiti, tre di loro sono stati costretti ad andare al Policlinico Umberto I: uno ha una spalla rotta, gli altri due presentano ferite alla testa, contusioni alle braccia. Ci sono feriti e contusi anche fra i forzanuovisti. Quattro persone sono state portate in questura, di cui due compagni attualmente ancora in stato di fermo, il che fa assumere alla vicenda toni grotteschi..

Annullato il convegno sulle foibe

L’origine di tutto è stato dato dalle proteste che la Rete per l’Autoformazione ha palesato alla dirigenza universitaria per la concessione di un’aula della facoltà di Lettere e Filosofia in occasione del convegno, organizzato camuffatamente da Forza Nuova sotto il nome di Lotta Universitaria, sulle foibe: ieri, occupando la presidenza, hanno ottenuto la revoca dell’iniziativa, alla quale avrebbe dovuto intervenire anche il segretario nazionale del movimento, Roberto Fiore. Ex membro di Terza Posizione che ha anche avuto il "coraggio" di lamentarsi, tentando di far apparire una realtà all’inverso: "abbiamo subito un’aggessione, abbiamo due feriti, due fermati e un’auto distrutta".

Media, professori di mistificazione
La pressocchè totalità dei media mainstream ha parlato di rissa, di botte tra opposti estremismi, anticipando il lavoro (sporco) che di solito viene lasciato a questura e politica. Viene omessa la realtà, con l’intento di mascherare la chiara matrice fascista dell’aggressione. Pratica non nuova, basti pensare, per rimanere in tempi recenti ed a Roma, al raid di Pigneto o all’uccisione di Renato Biagetti.

La Sapienza risponde

L’università de La Sapienza ha risposto a quest’ennesima violenza nella città di Roma: in centinaia hanno assistito all’aggressione ed in centinaia hanno partecipato al corteo interno organizzato nel pomeriggio da la Rete per l’Autoformazione. Domani mattina è prevista un’assemblea a Lettere, a cui parteciperanno i tanti docenti e studenti che hanno firmato l’appello contro Forza Nuova. Dopodichè vi sarà a Scienze Politiche un’incontro seminariale sulla crisi della sinistra, in programma da tempo e che viene mantenuto, che si concluderà poi con una serata musicale ed informativa all’università. E’ inoltre confermato il presidio antifascista di giovedì mattina davanti La Sapienza: "nessuna cittadinanza agli squadristi!".

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[da Repubblica.it]
guarda le foto del luogo dell’aggressioneguarda il video delle testimonianze
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Sito Internet: www.uniriot.org

Martedì 27 maggio 2008 14:30 Roma, La Sapienza – Aggressione neonazista

Emiliano e Giuseppe liberi subito! | Presidio ore 9.00 P.le Clodio

Verso le 13.00 di questo pomeriggio è avvenuta, all’entrata dell’Università La Sapienza, un’aggressione da parte di un gruppo di neonazisti nei confronti di alcuni studenti che stavano attaccando dei manifesti per promuovere un’assemblea, prevista per oggi pomeriggio, in risposta all’annunciata presenza di Roberto Fiore alla Facoltà di Lettere.

A seguito dell’aggressione, compiuta con spranghe e catene, sono state interrotte le lezioni e si è istituito un presidio composto da molti studenti e docenti della Sapienza per denunciare pubblicamente l’accaduto. In questo momento sono tre i giovani, appartenenti ai collettivi antifascisti, ricoverati in ospedale.

Nel pomeriggio si è svolto all’interno della cittadella universitaria un corteo che ha visto la partecipazione di migliaia di studenti al grido di "Roma Libera!".

Gli studenti che, dopo l’aggressione, si erano recati in ospedale perchè feriti, sono stati prelevati dalle forze dell’ordine e si trovano tutt’ora in stato d’arresto con l’accusa di "rissa aggravata".
E’ previsto per domani mattina il processo per direttissima ed è stato indetto un presidio alle ore 9.00 P.le Clodio ( di fronte al Tribunale).

Gli studenti dei collettivi antifascisti nei giorni scorsi si sono mobilitati contro la concessione del preside di Lettere allo svolgimento di un’iniziativa organizzata da una sigla universitaria legata a Forza Nuova riuscendo, attraverso l’occupazione della presidenza, a farne ritirare il permesso.

Di fronte ai fatti di oggi gli studenti chiedono le dimissioni del preside di Lettere Guido Pescosolido colpevole di aver dato agibilità politica a chi fa del razzismo, della violenza e delle aggressioni ai danni del diverso, del migrante, degli omosessuali la propria pratica politica.

Ore 13.00
La prima corrispondenza con Alioscia
-  [ audio 01 ]

La conferenza stampa dal presidio in università
-  [ audio 02 ]
"Siamo qui per denunciare l’aggressione premeditata e di stampo squadristico compiuta da Forza Nuova nei confronti degli studenti di questa facoltà. Giovedì mattina è importante dare una risposta collettiva dell’università nei confronti di questa gente. Ribadiamo gli appuntamenti politici già lanciati e riteniamo gravissima la responsabilità del Preside di Lettere di cui chiediamo le dimissioni…"

Prossimi appuntamenti:
Assemblea pubblica – mercoledì 28, ore 11, presso la Facoltà di Lettere
Presidio – giovedì 29, dalle ore 8:30, Università La Sapienza

La cronaca dei giorni scorsi:
Roma – Occupata la Presidenza della Facoltà di Lettere (La Sapienza)
Sapienza libera dai nuovi fascismi!
Comunicato degli studenti di Lettere

Comunicati di solidarietà
Galleria d’immagini da “Repubblica.it”

 

Fonte: RaiNews24

Studenti aggrediti all’Universita’: tre feriti all’Umberto I

Sono tre i feriti dell’aggressione avvenuta questa mattina in via De Lollis a Roma, a pochi metri dall’Universita’ La Sapienza. In base a quanto si apprende i tre, che si trovano attualmente presso il Pronto Soccorso del Policlinico Umbero I, hanno riportato ferite e lesioni "non gravi" valutati dai medici del nosocomio romano come codici gialli. Uno ha una spalla rotta, mentre gli altri due presentano ferite alla testa.

Questa mattina una decina di studenti dei collettivi di sinistra dell’Universita’ La Sapienza di Roma sono stati aggrediti da una ventina di persone appartenenti, a quanto riferiscono gli stessi collettivi, a organizzazioni politiche di estrema destra: numerosi, a quanto riferito, i feriti, tutti tra i collettivi.

Esponenti del collettivi hanno detto nel corso di una conferenza stampa improvvisata nella facolta’ di Lettere che si e’ trattato di "un’aggressione premeditata da parte dei fascisti di Forza Nuova". I feriti dei collettivi ricoverati in ospedale "sono in tutto 3, Emiliano, Giuseppe e Giacomo, ma in tutto i feriti sono 7".

E’ Carlo F., coinvolto nell’aggressione a raccontare: "Stavamo facendo attacchinaggio per coprire i manifesti sul convegno sulle foibe affissi da Forza Nuova questa notte intorno all’università, quando sono arrivate 3 o 4 macchine: hanno aperto gli sportelli e preso cinghie uncinate, spranghe e bastoni per aggredirci. Abbiamo cercato di respingerli ma eravamo a mani nude". Uno degli aggressori è stato prelevato dalla Polizia "ma gli altri sono scappati" dice ancora Carlo.

"Si tratta di un episodio da condannare senza nessuna attenuante. Ci sono in giro degli imbecilli pericolosi che vanno isolati. La Sapienza non puo’ essere luogo di scontro: I responsabili di questa aggressione devono essere assicurati alla giustizia e messi in condizione di non nuocere". Cosi’ il sindaco di Roma Gianni Alemanno, oggi a Palermo, ha commentato l’episodio di violenza. "L’universita’ -ha aggiunto- deve essere esclusivo luogo di cultura, di confronto pacifico tra le idee e di crescita educativa. A Roma -secondo Alemanno- non c’e’ un clima che indica una spinta verso la violenza: bisogna rifiutare ogni forma di intolleranza e xenofobia".


 

fonte ansa

Raid Sapienza: Fiore, due i fermati
‘Uno e’ Martin Avaro, responsabile Fn sezione Vescovio’

(ANSA) – ROMA, 27 MAG – ‘Abbiamo due feriti, due fermati e un’auto distrutta’. Lo sostiene il segretario di Forza Nuova, nonche’ deputato europeo, Roberto Fiore. ‘Dei due fermati – ha spiegato Fiore – so che uno e’ Martin Avaro, responsabile della sezione Vescovio di Forza Nuova. Dei tre feriti, due sono nostri ed uno e’ di sinistra’.

 

 

Aggressione fascista a La Sapienza: l’università reagisce all’ennesima violenza Roma, 27 maggio 2008|

Ennesima aggressione fascista nella città di Roma, a nemmeno una settimana dal raid nel quartiere Pigneto. Questa volta il luogo dove si è consumata la violenza è stata l’università de La Sapienza. In mattinata una decina di compagni de La Rete per l’Autoformazione stava attacchinando per l’università, coprendo i manifesti fascisti attaccati nella notte, i quali indicevano l’incontro sulle foibe organizzato (e poi annullato dal rettore) da Forza Nuova per giovedì mattina. Sono stati aggrediti da una ventina di fascisti, scesi di corsa da quattro automobili, con cinghie uncinate, spranghe e bastoni. I compagni hanno tentato di respingerli, nonostante le mani nude: ne è nato uno scontro durato dieci minuti. L’aggressione è avvenuta, ancora una volta, confermando la tendenza, in pieno giorno e davanti centinaia di persone: "a testimonianza del clima di impunità assoluta di cui i neofascisti godono in questa città" dice la Rete per l’Autoformazione. Il bilancio dei feriti e degli arrestati Diversi compagni sono stati colpiti, tre di loro sono stati costretti ad andare al Policlinico Umberto I: uno ha una spalla rotta, gli altri due presentano ferite alla testa, contusioni alle braccia. Ci sono feriti e contusi anche fra i forzanuovisti. Quattro persone sono state portate in questura, di cui due compagni attualmente ancora in stato di fermo, il che fa assumere alla vicenda toni grotteschi.. Annullato il convegno sulle foibe L’origine di tutto è stato dato dalle proteste che la Rete per l’Autoformazione ha palesato alla dirigenza universitaria per la concessione di un’aula della facoltà di Lettere e Filosofia in occasione del convegno, organizzato camuffatamente da Forza Nuova sotto il nome di Lotta Universitaria, sulle foibe: ieri, occupando la presidenza, hanno ottenuto la revoca dell’iniziativa, alla quale avrebbe dovuto intervenire anche il segretario nazionale del movimento, Roberto Fiore. Ex membro di Terza Posizione che ha anche avuto il "coraggio" di lamentarsi, tentando di far apparire una realtà all’inverso: "abbiamo subito un’aggessione, abbiamo due feriti, due fermati e un’auto distrutta". Media, professori di mistificazione La pressocchè totalità dei media mainstream ha parlato di rissa, di botte tra opposti estremismi, anticipando il lavoro (sporco) che di solito viene lasciato a questura e politica. Viene omessa la realtà, con l’intento di mascherare la chiara matrice fascista dell’aggressione. Pratica non nuova, basti pensare, per rimanere in tempi recenti ed a Roma, al raid di Pigneto o all’uccisione di Renato Biagetti. La Sapienza risponde L’università de La Sapienza ha risposto a quest’ennesima violenza nella città di Roma: in centinaia hanno assistito all’aggressione ed in centinaia hanno partecipato al corteo interno organizzato nel pomeriggio da la Rete per l’Autoformazione. Domani mattina è prevista un’assemblea a Lettere, a cui parteciperanno i tanti docenti e studenti che hanno firmato l’appello contro Forza Nuova. Dopodichè vi sarà a Scienze Politiche un’incontro seminariale sulla crisi della sinistra, in programma da tempo e che viene mantenuto, che si concluderà poi con una serata musicale ed informativa all’università. E’ inoltre confermato il presidio antifascista di giovedì mattina davanti La Sapienza: "nessuna cittadinanza agli squadristi!".
da senzasoste
<B>Roma, scontri all'Università<br>Il ministro Gelmini scrive al rettore</B>

Gli scontri davanti alla
Casa dello Studente
di via de’ Lollis

ROMA – Nuove tensioni politiche a Roma. Botte, spranghe e catene in pieno giorno. Paura in strada, una macchina distrutta. Sei persone prima fermate e poi arrestate. E alla fine l”intervento, con una lettera al rettore dell’Università la Sapienza, del ministro della Pubblica Istruzione.

Dopo i fatti del Pigneto, la capitale vive un’altra giornata tesa. Gli scontri sono scoppiati in via Cesare De Lollis, davanti all’università La Sapienza. "Stavamo attaccando i nostri manifesti dopo che per tutta la notte Forza Nuova ha attaccato i suoi davanti all’università, e all’improvviso sono arrivati i fascisti. Un nostro compagno è stato accoltellato e altri si sono ritrovati con la testa spaccata", hanno raccontato gli appartenenti ai Collettivi di sinistra.

Ma secondo le ricostruzioni degli investigatori le cose sarebbero andate diversamente: il gruppo dei giovani di sinistra stava strappando i manifesti di protesta appesi all’università da Fn contro l’annullamento del convegno sulle foibe. I militanti di destra non avrebbero risposto subito alla provocazione. La rissa è scoppiata all’arrivo di una macchina carica di altri militanti di Fn armati di spranghe e coltelli. Il tutto si è consumato in una decina di minuti, coinvolgendo una ventina di militanti antifascisti e un gruppo di cinque ragazzi di estrema destra.

GUARDA LE IMMAGINI DEGLI INCIDENTI

Gli studenti dei Collettivi, che nel pomeriggio hanno organizzato una conferenza stampa, insistono: "E’ stata un’aggressione a freddo, non erano studenti perché avevano sicuramente più di trent’anni". Intanto chiedono le dimissioni immediate del preside Guido Pescosolido, che aveva autorizzato il convegno sulle foibe, e danno appuntamento a domani per un’assemblea sulla sicurezza, mentre per giovedì hanno indetto un presidio davanti alla facoltà di Lettere. "Sono fatti di una enorme inciviltà. Uno la può pensare come vuole politicamente, ma non si può aggredire qualcuno solo perché attacca dei manifesti". E’ il primo commento del prorettore dell’ateneo Luigi Frati che aggiunge: "A questo punto, ritengo di aver fatto bene a revocare la manifestazione".I feriti. Sarebbero almeno i 7 feriti, di cui quattro sono stati portati al Policlinico Umberto I. "Si tratta di codici gialli – fanno sapere dall’ufficio stampa dell’ospedale – Uno ha una spalla lussata, altri hanno ferite alla testa, non profonde. Sembra che abbiano subito delle sprangate". Tra i ragazzi soccorsi due appartengono alla fazione di destra e due ai Collettivi di sinistra. Sono stati dimessi alle 16.00 con prognosi da 5 a 20 giorni.

Gli arrestati. Sono in tutto sei le persone arrestate dopo i fermi della Digos. Di questi, due fanno parte dei collettivi universitari di sinistra e sono Emiliano Marini e Giuseppe Mercuri. Gli altri quattro appartengono a movimenti di estrema destra: tra loro c’è anche Martin Avaro, responsabile della sezione piazza Vescovio e coordinatore provinciale di Forza Nuova. Avaro, tra i protagonisti del film di Claudio Lazzaro "Nazirock", era già stato coinvolto nell’inchiesta sul raid avvenuto nel parco di Villa Ada l’estate scorsa. Sono tutti già noti alle forze dell’ordine. Saranno processati domani.

La tensione dei giorni scorsi. A scaldare gli animi era stata ieri un’iniziativa del prorettore vicario Luigi Frati, che aveva revocato l’autorizzazione concessa dal preside della facoltà di Lettere e Filosofia a una conferenza sulle Foibe, alla quale avrebbe partecipato Roberto Fiore, segretario nazionale del movimento di destra Forza Nuova.

Il ministro. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini ha chiesto al rettore de La Sapienza di Roma una "relazione" sui fatti accaduti oggi nell’ateneo.

Il sindaco di Roma.
Da Palermo interviene Alemanno: "Le violenze a Roma sono da condannare senza alcun attenuante. L’università La Sapienza non può essere luogo di scontro e di violenza politica". Secondo Alemanno sono false le voci di un clima di violenza e intolleranza diffuso nella capitale. "Ci sono in giro degli imbecilli pericolosi che vanno isolati – dice il sindaco – i responsabili di questa aggressione devono essere assicurati alla giustizia e messi in condizione di non nuocere".

IL SERVIZIO DI REPUBBLICA TV

Le reazioni. "Il governo riferisca al Parlamento sull’aggressione avvenuta questa mattina in via De Lollis". Lo chiede nell’Aula della Camera Roberto Giachetti del Pd. "C’è una crescente tensione in un clima di violenza e intimidazioni che richiede una risposta decisa", aggiunge Marco Minniti del Pd. Preoccupato il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti. "Abbiamo assistito a un’escalation di violenza che la città non può sopportare – fa sapere – non possiamo permettere passi indietro per recuperare odiose ideologie". Arriva la condanna del presidente della Regione, Marrazzo: "C’è un grave clima di intolleranza".

Paolo Ferrero, esponente del Prc, rincara la dose: "Siamo in piena emergenza sicurezza – ha commentato – i fascisti e le loro squadracce devono essere subito isolati". Si scaglia contro il sindaco il Pdci, che sostiene: "Dopo la vittoria di Alemanno, fatti del genere si susseguono e hanno come obiettivo immigrati, gay e giovani di sinistra".
Toni più cauti arrivano dal centrodestra. "Alcune frange isolate di estremisti, di destra e sinistra, vivono fuori dal tempo e pensano di contendersi il consenso studentesco attraverso la violenza", commenta Azione universitaria. "Esistono tensioni", ammette Marco Pomarici, presidente del Consiglio comunale di Roma, che ammonisce: "La politica ne deve prendere atto contribuendo ad abbassare i toni e a stemperare le polemiche".

 

 

 

 

da repubblica.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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“COSI’ HO VISTO I POLIZIOTTI SCATENATI PICCHIARE DONNE E ANZIANI”

"Così ho visto i poliziotti scatenati picchiare donne e persone anziane"

Ecco il racconto di una docente di Storia testimone oculare degli scontri dell’altra sera davanti alla discarica di Chiaiano

Sabato 24 maggio 2008
"Ho avuto la netta sensazaione che tutto fosse preordinato. Una carica non motivata La gente aveva le braccia alte, quelli strappavano gli orologi per farle abbassare"

NAPOLI – Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza suglia scontri di ieri sera a Chiaiano: "Io sono nata in quella zona – ci ha raccontato per telefono – ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto".

Ecco il racconto della professoeressa Di Guida

"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra".

"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili – davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate – che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull’asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva – invece – contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare".

"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l’atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".

Elisa Di Guida
(docente di Storia e Filosofia – Napoli

 

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Roma, pestaggio neonazista. Aggredito immigrato al Pigneto ·

ROMA – Pestaggio neonazista a Roma. Aggredito un extracomunitario del Bangladesh nel quartiere del Pigneto. L’uomo, che gestisce un bar, è stato pestato da una banda di una decina di giovani, con il volto coperto da foulard con il segno della svastica.

I picchiatori sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l’extracomunitario colpendolo con violenza e urlando. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

La cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.
da Repubblica


 

Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica
ha distrutto le vetrine di due alimentari e un call center
Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario
Alemanno: “Atto di gravità inaudita, puniremo i colpevoli”

Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario

Il quartiere Pigneto
ROMA – Una vera e propria spedizione punitiva. Nel mirino gli extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma. Oggi pomeriggio un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, con i volti coperti da foulard con il segno della svastica, ha fatto irruzione in un alcuni negozi di una delle zone più multietniche di Roma. In via Ascoli Piceno i teppisti hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari ed le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro locale di alimentari e la vetrata di un portone di un’abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda.

I picchiatori sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l’extracomunitario. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

La cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.

Il Pigneto è un quartiere popolare della Capitale dove si trovano il centro sociale Snia Viscosa, uno dei più grandi e attivi della capitale, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini, e una storica sede dell’Associazione Partigiani Italiani.

Il quartiere, a metà anni ‘90, ha conosciuto una rinascita che lo ha portato ad essere luogo di ritrovo di artisti e musicisti. E’ stato proprio in virtù del suo passato di quartiere degradato che molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh, hanno scelto di aprire al Pigneto attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali.

“Il raid e l’aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell’ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare” è la prima reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno.

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:Chiaiano:La resistenza continua..ULTIMI AGGIORNAMENTI

.[Chiaiano] La resistenza continua.. le cariche della polizia anche! 5000 persone sfilano in corteo contro la discarica!

h 19:40 Si è concluso il corteo contro la discarica di Chiaiano, il quale ha visto una partecipazione numerosissima: i primi numeri che si danno si aggirano oltre le 5000 presenze. Una grande risposta del quartiere napoletano dopo gli scontri e gli arresti delle ultime ore, la gente non si è fatta impaurire da forze dell’ordine e repressione, scendendo in strade per difendere la propria terra.

..seguiranno aggiornamenti in serata..




Chiaiano, 24 maggio 2008

h 16 La polizia si è ora ritirata di qualche decina di metri mentre è stata sospesa qualunque comunicazioni con i presidianti che non abbandonano le strade di entrata al territorio predestinato a futura discarica.
Pietro compagno della Rete campana per la salute e l’ambiente, arrestato ieri sera, sarà agli arresti domiciliari fino al processo fissato del 15 giugno prossimo. Gli altri due arrestati sono ancora in attesa del rito direttissimo.


h 12 E’ di nuovo tensione al presidio di Chiaiano. In mattinata nuovo attacco della polizia. Dopo una notte di relativa tranquillità a scatenare la rabbia dei manifestanti è stato il tentativo da parte di alcuni tecnici dell’Anm di rimuovere l’autobus che da ieri è stato messo di traverso lungo la carreggiata della strada che da Marano conduce alla discarica di Chiaiano. Sul posto sono tornate le forze dell’ordine che in assetto antisommossa hanno chiuso le principali arterie di collegamento e hanno poi caricato i manifestanti, almeno 5000 persone, uomini, donne e bambini con le braccia alzate.

> Ascolta/scarica l’intervista con Francesco (Rete campana salute e ambiente)

> Le foto di questa mattina su La Repubblica.it

Video degli scontri :
[RaiNews24] [Repubblica]

Durante il fuggi fuggi seguito agli scontri di poco fa tra manifestanti e polizia a Chiaiano, un ragazzo è caduto da un parapetto, precipitando da un’altezza di circa cinque-sei metri. Ancora incerte le sue condizioni. Dalle testimonianze che ci giungono pare che una donna incinta all’ottavo mese abbia patito un aborto spontaneo in seguito alle percosse subite ieri dagli agenti.

La carica di questa mattina fa seguito alle due di ieri sera. Migliaia di cittadini erano scesi in strada e avevano attuato due blocchi stradali, fermando un autobus dell’azienda napoletana mobilità e piazzandolo di traverso lungo la carreggiata. Le forze dell’ordine, in un clima di crescente tensione, hanno provato a far indietreggiare il muro umano della protesta, composto anche da donne e ragazzi.

Il primo bilancio è di sette manifestanti finiti in questura e 9 persone contuse tra cui un manifestante ricoverato in ospedale. Tra i fermati tre sono stati arrestati devono rispondere di resistenza e lesioni. Altre tre persone, invece, sono state denunciate in stato di libertà: in nottata sono state rilasciate. Per loro l’accusa è di resistenza. All’esterno della Questura si è svolto nella notte un presidio di solidarietà per chiedere il rilascio dei fermati. Anche qui momenti di tensione con due fermi. Gli arrestati saranno processati per direttissima.

L’inviato del Tg3 Romolo Sticchi denuncia di essere stato colpito con una bastonata da un agente, che gli ha sottratto la telecamera. Nel pomeriggio è previsto un corteo che partendo dalle strade di Marano arriverà alla discarica di Chiaiano.

 

COMUNICATI DI SOLIDARIETA’

> "Cariche a Chiaiano: la nostra solidarietà" (Presidio Permanente No Dal Molin)

> comunicato del comitato di lotta popolare no tav – "Solidarietà a quanti resistono"


vedi anche la feature sulla mobilitazione dei giorni scorsi:

>> [Emergenza Rifiuti] Napolitano emana il decreto: 10 le discariche. Primi scontri tra manifestanti e polizia a Chiaiano!

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CRASH NON SI TOCCA

[Bologna] Crash! non si tocca! [comunicato]
[23-5-08] Il fiume di falsità e imprecisioni che hanno accomunato gli articoli di stampa usciti nella giornata di oggi, venerdì 23 maggio, in merito alla nostra esperienza di autogestione dello stabile sito in via Zanardi 106 ha dell’incredibile… decisamente complesso e forse prolisso sarebbe soffermarsi punto per punto su quanto travisato, falsamente riportato, comodamente e funzionalmente mistificato nel corso di quella famigerata commissione o quantomeno nelle relazioni che ne sono state date.

Ma qualche punto va necessariamente rimesso al suo posto: primo, la proprietà mai ad oggi ha richiesto uno sgombero e quella della magistratura è un’iniziativa per il sequestro autonoma, mossa su assurde pretese di parallelismi tra l’occupazione di un edificio per finalità sociali ed i beni in possesso di organizzazioni mafiose o gli abusi edilizi; secondo, le reti sociali che il Laboratorio Crash! ha saputo costruire nel quartiere Navile, che conta migliaia di abitanti, non possono in alcun modo essere messe in discussione da una raccolta di firme che conta una trentina di persone, che attorno all’assunzione di una posizione tutta politica il signor Bignami ha portato ieri in una commissione in Comune. Con i nostri vicini abbiamo sempre parlato, i problemi di convivenza che ci sono stati abbiamo cercato di risolverli, sappiamo bene quanto è ricca la socialità che per un quartiere come il Navile il Laboratorio Crash! rappresenta in un altrimenti desolato scenario.

Se al signor Bignami non abbiamo null’altro da ricordare che le sue dichiarazioni rilasciate nella giornata del 6 ottobre (si noti bene,quella che ci portò a riaprire proprio quello spazio abbondanato di via Zanardi 106), un bagliore in un fiume di tenebre che gli fece intuire la necessità di riconoscere all’interno della città di Bologna un’esperienza come quella del Laboratorio Crash!, decisamente diverso è quanto ci sentiamo di rispondere ai signori Mancuso e Mazzanti.

Pilato Mancuso, nel suo scrollare responsabilità di dosso all’amministrazione, fa vero e proprio esercizio di rimozione. Una trattativa da noi cercata per l’individuazione di una sede idonea ad ospitarci per mesi e chiusa dall’amministrazione Cofferati. Il nostro passaggio, sempre seguito da sgomberi tutti politici, da 4, e ribadiamo 4, spazi di proprietà comunale danno bene il segno di quali infime dimensioni sia la scusa dietro la quale ci si cerca oggi di nascondere addossando le responsabilità altrove. Proprio il signor Mancuso firmò il 20 di agosto dell’anno scorso, l’ordine di sgombero dall’edificio comunale di via Zanardi 48, che interruppe un’altra volta i nostri progetti, che ci spinse a cercare una nuova sede, un nuovo spazio da restituire alla città, da rendere di nuovo vivo.

"Sgomberiamo il Laboratorio Crash! Restituiamo al giusto degrado urbano e sociale un altro pezzo di città! Lasciamo che la desolazione sociale cresca liberamente, frammentiamo, allontaniamo chi vive e rende viva la città… Consegnamo alla barbarie di qualche ronda fai da te l’insicurezza sociale! Priviamo per l’ennesima volta questa città della possibilità che si creino reti sociali incredibilmente e inaccettabilmente vive, che riproducano la società su basi altre…"

Ma a quello che tutto ciò produce siamo stati costretti purtroppo ad assistere di recente. Gli "occhi dei bambini da coprire", rimandano alla mente i bestiali istinti di informi folle impegnate a "farsi giustizia" durante i rastrellamenti nella città di Roma. L’intolleranza verso il diverso accende la miccia che incendia (molto poco metaforicamente purtroppo) e saccheggia campi rom a Napoli. L’assassinio di un ragazzo a Verona per mano di una ronda fascista diventa un punto che non fa storia, da rimuovere e dimenticare, un esempio di un, certo pur sempre brutto, "disagio sociale". Nella via Zanardi "roccaforte leghista", come è stata ultimamente definita, qualcuno è riuscito a raccogliere, in 7 mesi 30 firme… 4 firme al mese… Questo stesso è il segno inconfutabile di un territorio che non ci è ostile, con il quale non smettiamo di lavorare per impedire che queste barbarie sociali si producano, dell’attraversamento e dell’occasione di ricomposizione sociale che uno spazio come il Laboratorio Crash! in quel quartiere rappresenta. E di fronte a tutto questo la nostra controparte, l’amministrazione Cofferati, non sa nemmeno chiedersi a chi e a cosa sta consegnando la nostra città… Una cecità allarmate, indice di un preoccupante futuro anche per una città così potenzialmente vitale come Bologna.

Ma noi non vogliamo e non sappiamo assecondare queste derive securitarie. Ci troverete sempre là, a costruire barricate contro l’intolleranza e per la libertà di scegliere di sè, a difendere le conquiste di una società che vuole ancora immaginarsi viva e solidale, laddove ci sarà da difendere uno spazio, una famiglia sotto sgombero, un campo rom sotto attacco. E lo faremo presto nelle piazze, nelle strade, ovunque in questa città. Il Laboratorio Crash!, gli spazi sociali sociali bolognesi, non si toccano!

Laboratorio Crash!

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Chiaiano – Cariche della polizia e fermi generalizzati

Riceviamo e inoltriamo

Pesanti cariche dellla polizia a Chiaiano questa notte, 5 fermi, anziani e bambini coinvolti, le telecamere sono state sequestrate ai giornalisti.
Migliaia di persone in presidio ora resistono.


 

fonte repubblica

Il provvedimento, firmato da Napolitano, individua siti in tutte le province campane compresa Napoli. E la gente manifesta: scontri, 10 contusi e cinque fermati
Dieci discariche nel decreto rifiuti e a Chiaiano esplode la protesta
Appello di Maroni: "Capisco la reazione, ma dobbiamo risolvere questa tragedia"

ROMA – Dieci discariche, per tamponare e avviare verso una soluzione l’emergenza rifiuti in Campania: i nomi dei dieci siti – tra cui Chiaiano a Napoli – sono inseriti nel decreto firmato da Giorgio Napolitano. Ma in serata, proprio a Chiaiano, esplode, fortissima, la protesta: manifestanti contro forze dell’ordine, blocchi stradali, scontri, lanci di pietre. Il bilancio è di dieci dimostranti contusi, e cinque persone fermate.

Gli scontri. I cittadini hanno cominciato a manifestare a Chiaiano nel pomeriggio. Hanno bloccato le strade di accesso alla zona, hanno rovesciato anche due egli autobus. Di fronte a questo comportamento, le forze dell’ordine hanno compiuto due cariche: una decina di persone hanno riportato contusioni, una ha avuto un malore ed è stata traspostata in ospedale. L’inviato del tg3, Romolo Sticchi, ha riferito di essere stato bastonato dai poliziotti. In serata, la tregua. Ma intanto una trentina si persone si è recata davanti alla questura di Napoli, in via Medina, per sollecitare il rilascio dei cinque fermati dalla polizia. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha commentato così: "Era prevedibile una reazione di questo tipo, lo capisco, ma è interesse di tutti porre fine a questa vera e propria tragedia nazionale".

Le discariche. Nel decreto, che ora viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, sono indicati dieci siti dove dovranno essere realizzate le discariche: tra questi sicuramente tre già conosciuti – Savignano Irpino nell’avellinese, Sant’Arcangelo Trimonte nel beneventano e Terzigno nell’area vesuviana del napoletano – ai quali si aggiungono un’altra cava a Terzigno, e poi Andretta in provincia di Avellino, Ferrandelle a Santa Maria La Fossa, Cava Mastroianni in località Torrone in provincia di Caserta, Serre in provincia di Salerno e, appunto, Chiaiano, a Napoli, già prevista nell’ordinanza firmata dal commissario uscente Gianni De Gennaro lo scorso 30 aprile.

Il caso Serre. Quanto alla località del salernitano, nel decreto è indicato soltanto il nome del comune: in teoria si potrebbe ampliare l’attuale discarica di Macchia Soprana, e anche aprirne una nuova a Valle Della Masseria, dove si consumò lo scontro con l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

I termovalorizzatori. Saranno quattro, di cui uno a Napoli. "E’ giunto il momento – dice Bertolaso – di scrivere la parola fine ad una vicenda che il presidente Napolitano, in maniera ottimista e benevola, ha definito penosa". Ed è giunto il momento di chiuderla "con le favole: quella del fos, che è solo immondizia triturata, quella delle ecoballe, che sono come il tal quale, quella dei Cdr, che sono impianti che non producono nulla". Bisogna dunque "rimboccarsi le maniche, mettere da parte malumori, strumentalizzazioni e divisioni".

Bertolaso polemico. Parole, quelle appena citate, rivolte non solo a quei cittadini che non intendono ascoltare ragioni diverse dalle loro ma anche a "qualche collega burocrate" che, sono sempre parole di Bertolaso, ha fatto "resistenze" al decreto perchè non convinto dalla compatibilità del ruolo di capo della protezione civile accanto a quello di sottosegretario ai rifiuti.

L’utilizzo dei militari. Prima di lasciare Napoli Bertolaso è tornato sull’utilizzo dei militari, che non "avranno regole d’ingaggio" perchè il loro compito sarà di "sorveglianza, tutela e protezione dei siti". E però, ha precisato, poichè le discariche saranno siti di interesse strategico, "se qualcuno tenta di violarle paga le stesse conseguenze che se tenta di entrare in una caserma dell’esercito".

 

 

 

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