Nicola è ognuno di noi! Spezzone antagonista

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 La mano che ha ucciso Nicola è una mano fascista. Una palese verità che nè distorsioni mediatiche, nè mistificazioni giudiziarie possono cancellare. Una verità che da il segno, con il dramma dell’assassinio di un altro ragazzo a Verona, ma come anche a Roma, Milano ed in altre parti del territorio nazionale, della presenza e del radicamento di formazioni squadriste neofasciste, di un’allarmante estensione delle aree di influenza di una cultura e di una società che attorno agli assiomi di odio ed intolleranza costruiscono e legittimano sè stesse. In una crisi altrettanto duratura della guerra permanente, laddove il movimento antagonista e quello dei centri sociali restano indietro sulla capacità di costruire attorno a sè una conflittualità sociale di parte, la destra radicale affina strumenti d’azione, sperimenta nella società il suo agire e riversa nelle istituzioni la sua presenza territoriale. La composizione dell’attuale governo, così come la vittoria di Alemanno a Roma, ne sono chiaro simbolo e sintomo. Una destra che si fa blocco sociale attorno all’allarme securitario non può essere considerata meno "fascista" in virtù di approdi e presenze istituzionali. A nessuno sfuggono, nei vuoti lasciati dal movimento antagonista e dai centri sociali, le capacità che nell’ultimo decennio la destra radicale ha espresso nella costruzione attorno a sè di comunità. La "protezione" del territorio dal diverso, l’affermazione su base differenziale di un sistema di garanzie sociali per gli "italiani", sono paradigmi attorno ai quali la destra radicale ha saputo agire tatticamente nella fase di crisi inaugurata dalla guerra permanente. Ergendosi di nuovo a spalla del capitalismo la destra fascista ha potuto, laddove è mancata una conflittualità di parte antagonista, articolarsi come strutturazione territoriale di istanze immediatamente raccolte su un piano istituzionale e di stato. Il proliferare delle "ronde per la sicurezza", la caccia all’immigrato e le deportazioni di massa, la criminalizzazione del migrante clandestino, un patriottico senso di "onore e fedeltà" sono tutti piani nei quali l’azione delle realtà neofasciste diventa immediatamente oggetto di normazione e nuova "legalità", appiglio e pretesto per l’azione di governo su livelli locali e nazionali. Come del resto subito stanno a ricordarci le parole del presidente del consiglio Fini all’indomani dell’assassinio di Nicola… Con un immediato recupero istituzionale, la morte per mano fascista di un ragazzo veronese diventa subito pretesto per colpire ed attaccare il conflitto che si muove su altri piani, in altri orizzonti. La campagna di boicottaggio della Fiera del Libro torinese dedicata ad Israele diviene oggetto di una improbabile equiparazione, di un’inesistente dicotomia. Ma come d’altronde è facile andare a leggere così nell’azione del precedente governo Prodi, come nelle amministrazioni locali del centrosinistra: il pacchetto Amato per la sicurezza, scagliato contro le componenti migranti e precarie della società, ha fatto da naturale seguito ad un lavoro di puntiglioso revisionismo storico e culturale, specificatamente mirato ad ostracizzare l’antifascismo; difficile leggere diversità tra le ronde di un sinistro Cofferati e di un verde Tosi. L’urgenza di aprire a tutto campo, di dare nuovo spazio, ad una pratica antifascista resta priorità del movimento antagonista, ben al di sopra di quanto si cerchino di dare per "superate" la contrapposizione al fascismo, la necessità di un continuo rinnovamento delle pratiche antifasciste. La risposta deve essere chiara ed unitaria, determinata, altrettanto capillare quanto la presenza di queste squadracce nelle varie città. La segmentazione che colpisce e fiacca il movimento va, di fronte ad atti di tale gravità, invertita: inutile trincerarsi dietro particolari appartenenze, dannoso delegittimare percorsi di liberazione collettiva e di ricerca della massima visibilità.

 Per questo Sabato 17 Maggio saremo a Verona, per essere parte di un CORTEO ANTIFASCISTA, che in questa appartenenza legga la necessità assoluta di negare al neofascismo ogni ambito di legittimità e presenza, di rilanciare un conflitto culturale e politico partigiano, di porre le basi per una de-fascistizzazione della società.

Da Bologna, appuntamento alle ore 11:00 in stazione FS per muoversi assieme verso Verona.

Laboratorio Crash!

Collettivo Universitario Autonomo

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ORARI TRENI PER CORTEO ANTIFASCISTA A VERONA

Nella notte del primo maggio a Verona, un ragazzo di 29 anni Nicola Tomassoli, è stato ucciso a calci e pugni da un gruppo di 5 nazi-fascisti, di cui uno già candidato in forza nuova.
Il sindaco Tosi parla di sbandati, di "bravate" in cui la politica non c’entra nulla. Niente di più falso, l’omicidio ha una forte matrice politica, data dalla prepotenza, dall’intolleranza, che lo stesso sindaco Tosi ha contribuito a incoraggiare verso il diverso, verso l’omosessuale, verso l’immigrato o verso il militante di sinistra.
Ormai a Bolzano abbiamo quasi dimenticato l’omicidio di Luca Tomaselli; ucciso circa 4 anni fa in un modo simile: preso a calci e pugni anche a terra da 4 naziskin, poi morto in un incidente stradale dovuto ad un emorragia internadovuta al pestaggio subito. Dobbiamo essere a Verona anche per ricordare lui.

LA MANIFESTAZIONE DEL 17 A VERONA E’ IMPORTANTE PER CREARE SOLIDARIETA’, PER CREARE UNITA’ FRA LE VARIE REALTA’ ANTIFASCISTE.
DA BOLZANO SI SCENDERA’ CON IL TRENO CHE PARTE DA BOLZANO ALLE 12.31 QUINDI CI TROVIAMO ALLE 12.15 DAVANTI ALLA STAZIONE DEI TRENI….E’ IMPORTANTE VENIRE NUMEROSI PER FARE UN AZIONE FORTE, DETERMINATA E SENZA COMPROMESSI CONTRO OGNI FASCISMO.

Orari treni:
Merano 10.46 arrivo Bolzano h. 11.25 R
Merano 11.46 arrivo Bolzano h. 12.25 R

Bressanone 10.59 arrivo Bolzano 11.29 EC

Bolzano 12.31 arrivo Verona h. 14.15 R

Trento 13.11 arrivo Verona h. 14.15 R

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NON TUTTO PASSA COME IL TEMPO….

Non tutto passa come il tempo… 5 marzo 1998.

Questa è la data nota a tutti noi come l’inizio di una storia, montata chissà quanto tempo prima. La storia inizia con l’arresto di tre anarchici, tre squatter, occupanti della Casa Occupata di Collegno: Maria Soledad Rosas, Edoardo Massari e Silvano Pelissero, i primi arresti no tav!!! i tre vennero accusati di essere eco-terroristi, più precisamente di essere i cosiddetti Lupi Grigi e si parlò di bombe ed armi, le prove contro di loro vennero definite granitiche dal pm infame ed assassino Maurizio Laudi, che assieme al degno compare Marcello Tatangelo montò tutta la storia contro i tre anarchici. In realtà non c’era nessuna prova, ma grazie al portentoso aiuto della carta stampata quotidianamente per la comune disinformazione, sembrò che nella casa fosse stato trovato un arsenale in armi, sembrò che fossero state registrate conversazioni tra i tre anarchici che non lasciavano ombra di dubbio. In realtà le armi non ci sono mai state, solo attrezzi da lavoro e le registrazioni sono ritagli di pezzi di frasi tolte dai loro contesti ed incollate pure malamente. Infatti la fine della storia la conosciamo bene, tutto crolla, menzogne, tutto falso, non esistono prove. Gìà, peccato che il 28 marzo 1998 Baleno (Edoardo Massari) viene trovato impiccato in carcere e l’11 luglio dello stesso anno morirà nello stesso modo anche Sole (Maria Soledad Rosas), lei addirittura era accusata di aver commesso dei fatti avvenuti prima del suo arrivo in Italia!!! Silvano è l’unico sopravvissuto alla montatura di Laudi e Tatangelo, ovviamente, dopo la morte di Sole e Baleno, lui diventò la mente, il cattivo, si inventarono le peggio cose sul suo conto, si fece 4 anni tra galera e domiciliari, ma alla fine nessuna prova di eco-terrorismo. Questa, molto striminzita, è la storia dei primi tre arresti no tav… E la storia continua… Quarto arresto no tav, io, Marco Martorana, chiamato anche Marco Pino (perché durante l’occupazione, in collina torinese, del Vespaio squat park resistevo allo sgombero invece che sul tetto su un… PINO). Il 22 dicembre 2005 vengo arrestato durante un presidio al palaingiustizia di Torino, presidio in solidarietà con gli arrestati del corteo del 18 giugno 2005, corteo che sfilò contro il duplice accoltellamento fascista al Barocchio, aggressione che per un soffio non finì in tragedia, questione di centimetri!!! Assurdo fu che dopo tutto ciò venne fatto un corteo antifascista, in una città storicamente antifascista e il corteo venne caricato dalla polizia… la spiegazione c’è, la polizia si sentiva toccata, essendo fascista nel profondo. Come avviene sempre, la polizia carica ed ovviamente arresta, l’accusa stavolta è grave però… DEVASTAZIONE e SACCHEGGIO. Tornando a noi, vengo preso in un chiosco mentre compro due birre per il presidio, le due birre vengono ritenute, dal pm Caputo, prove della colpevolezza, verrà infatti detto che avevo ancora le armi in tasca!!! L’accusa è di aver aggredito un agente della digos, spaccandogli sulla testa una bottiglia; ciò sarebbe avvenuto il 6 dicembre 2005, durante il corteo serale perchè la giornata del 6 dicembre vede a Torino tre cortei, uno la mattina, uno il pomeriggio ed uno la sera, cortei spontanei che nascono contro l’infame azione poliziesca avvenuta nella notte precedente, dove a suon di manganellate era stato sgomberato il presidio permanente di Venaus, senza risparmiare donne o vecchi; tutti i presenti al presidio, la maggior parte dormiva nelle tende, vengono svegliati dai manganelli. Dopo l’arresto verrò chiuso, in isolamento perché pericoloso e violento per gli altri, per 20 giorni nel carcere delle Vallette, poi seguiranno gli arresti domiciliari, l’obbligo di dimora e di firma… L’accusa si basava sulla parola di tre digos, sul fatto che sono un anarchico conosciuto, che quel giorno ero particolarmente arrabbiato, ero stato visto mentre urlavo (certo che ero arrabbiato, cosa che ho ribadito in tribunale – la mia dichiarazione spontanea e leggibile così come l’ho letta in tribunale sul sito www.notav-norepressione.it) e su fotografie; in realtà le fotografie, che non provano un bel niente, si riferivano ai cortei della mattina e del pomeriggio. Gli scribacchini si danno da fare e così già dal giorno dopo il mio arresto ecco in prima pagina di Torino Cronaca (?) una foto gentilmente concessa dalla questura di Torino ai giornalisti, il mio nome e cognome con tanto di indirizzo (non si sa mai, magari qualche fascio che non sa che fare…) e con una bella storiella su di me, inventata di sana pianta; anche il tg3 regionale non è da meno. Tutto viene impastato insieme, la mia appartenenza ideologica (come a dire: è anarchico quindi l’ha sicuramente fatto), il fatto che occupo case, con dei presunti precedenti come l’articolo 4, cioè porto d’armi, cosa falsa, primo perché il procedimento è ancora in corso, secondo perché le presunte armi sono il collare di ferro di un cane (il cane era lì con me!!!) e i collari borchiati della mia ragazza!!! Non sono cose che possono succedere a tutti, possono avvenire però il giorno dopo la morte dei carabinieri a Nassirya, ovviamente è normale che venga effettuato un controllo con 5 volanti e che un carabiniere tenti di sequestrarmi un libro, avete capito bene, voleva sequestrarmi “Le scarpe dei suicidi”, perché secondo lui era illegale!!! La parola fine arriva, per quanto riguarda la mia storiella, l’8 maggio del 2008, assolto, articolo 530 comma 2, insufficienza di prove, arriva dopo quasi due anni di processo, non che questa sentenza mi renda felice, non credo nella legge, lo stato è il mio nemico e tutte le sue istituzioni e rappresentanti… mi assolvono senza aver avuto mai nessun diritto di accusarmi! 8 maggio 2008. Sono passati 10 anni dall’inizio di questa storia, all’epoca avevo 16 anni, mi ero da pochissimo avvicinato al mondo delle case occupate… 10 anni, una storia che ne racchiude due, la storia principale è la storia del tav, ben spiegata nel libro “Le scarpe dei suicidi” di Tobia Imperato, una storia mafiosa, una storia di soldi, di repressione, di nocività e le due storie, una quella gigantesca montatura che portò alla morte di Baleno e Sole, sempre raccontata nelle scarpe dei suicidi e l’altra, invece, la mia, una piccola montatura… entrambe le storie vedono anarchici accusati ingiustamente, vedono menzogne dei pm, menzogne dei giornalisti (primo fra tutti l’immancabile Numa della Stampa), vedono digos e sbirri che giocano a fare gli eroi, che mentono e lo fanno pure male e come sfondo c’è sempre lei, la TAV. 10 anni di lotte, 10 anni di passione e di libertà, il tav non passa.

E la storia continua… alla memoria di Baleno e Sole.

Brillano nella mia memoria e nella storia degli uomini liberi e ribelli, nella storia dell’anarchia…

…viva l’anarchia

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Maggio 2008: Fascisti uccidono!

Il 1 maggio a Verona 5 neofascisti uccidono un ragazzo a calci e pugni: un OMICIDIO POLITICO in piena regola. La questura veronese e la stampa locale e nazionale nel frattempo si affrettano a diffondere una ricostruzione dei fatti che vuole accreditare la versione di una rissa per futili motivi, la cui motivazione è da cercare nelle logiche del ‘branco’ e nel vuoto di valori dell’odierna società. Tutto questo è FALSO! Gli squallidi personaggi in questione sono appartenenti ad organizzazioni dell’estrema destra locale (uno addirittura si candidò nelle liste di Forza Nuova), già protagonisti di numerose aggressioni negli ultimi due anni.

La morte di Nicola Tommaselli è un OMICIDIO POLITICO, maturato nel clima di intolleranza che si vive nelle strade di Verona e tante altre città: un clima di intolleranza fomentato dalle campagne della stampa e dei politicanti di destra e sinistra che agitano la questione della sicurezza, chiedendo ORDINE e REPRESSIONE, diffondendo ed alimentando ad arte i sentimenti di paura e discriminazione del diverso, che si tratti di un immigrato, un mendicante o un omosessuale. Un clima che ha LEGITTIMATO silenziosamente le azioni infami di questi assassini, come legittima i roghi notturni ai campi Rom o le ronde di solerti cittadini alla ricerca della loro legalità.

Un OMICIDIO POLITICO per natura e matrice, non certo un episodio casuale.
Un’aggressione che ricalca tristemente quanto accaduto in questi ultimi anni a Milano e a Focene (Roma), con gli omicidi di Dax e Renato Biagetti: omicidi frutto del diffondersi di una mentalità xenofoba e intollerante in cui l’IDEOLOGIA FASCISTA trova spazio per proliferare e creare aggregazione. E’ nostro preciso compito tornare a combattere con determinazione rigurgiti di FASCISMO e RAZZISMO: nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle strade e ovunque questi si ripresentino, nel silenzio connivente dell’opinione pubblica, costruiamo e organizziamo l’azione antifascista!

IL TEMPO DELLE PAROLE E’ FINITO!

CORTEO ANTIFASCISTA
SABATO 17 MAGGIO
ore 15.00 – Stazione Porta Nuova / Verona

treno antifascista da Milano: 10.30 stazione centrale

assemblea antifascista

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IMPORTANTE: ASSEMBLEA PER PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE DI VERONA DEL 17

Vi ricordo che mercoledi 14 alle ore 20 ci riuniamo al Forte Prenestino nell’assemblea che metterà a punto i dettagli della partecipazione romana alla manifestazione di Sabato 17 a Verona. partecipiamo tutte e tutti!

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Denuncia di una vittima di TSO

Vi contatto per informare che un nostro amico, un caro amico, R.L. è stato sottoposto a ricovero coatto in regime di TSO nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Lavagna dopo una permanenza di due giorni volontariemente. La notifica è arrivata stamattina dopo che il primario gli aveva detto che lunedì (oggi) sarebbe uscito. Cio’ che ha fatto scattare la notifica del TSO è stata la risposta che questo nostro amico ha dato al tale medico, ovvero, in tutta tranquillità e educazione come suo solito: -io qui sto peggio, voglio uscire-. Dopo tale risposta il medico, ormai non più considearabile come persona dotata di sentimenti, ha deciso di ritenere necessario il TSO.
In questo momento stiamo vicino al nostro caro recluso in quel lager che si maschera da posto di recupero, dove la soluzione ai problemi consiste nella somministrazione di farmaci, i cui risultati sono solo controproducenti. Con immenso rammarico e rabbia ci stiamo attivando per tirarlo fuori da questo abuso che per l’ennesima volta viene inflitto nei confronti dell’individuo, da questo sistema che ci considera macchine e non uomini.
Purtroppo, come ben sappiamo tutti, i tempi burocratici e legali per constrastare questa situazione non sono dalla nostra parte, e rischiano di portare a situazione non volute. Vedere persone così insensibili, sterili, freddi e insofferenti davanti al malessere di un ragazzo ci fa capire veramente in che tipo di società viviamo e da chi ha il potere di decidere sulle nostre sorti.
Tanto per essere chiari, il capo reparto ha oggi negato alla madre di fargli visita.
Davanti a questo schifo, la nostra reazione nei confronti di certe persone e di certe situazione non puo’ che crescere. Speriamo che la nostra mentalità e la nostra idea di fronte a certe situazione ci faccia andare avanti questi maledetti giorni, a noi amici e genitori, e a lui, ragazzo estremamente sensibile a molti argomenti rinschiuso in questi lager.
E’ necessario che certi abusi vengano alla luce, è stato lui in prima persona a dirmi di scrivere cio’ una volta tornato a casa.

Con affetto

amici e genitori

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ANCORA NEONAZISTI IN AZIONE A VITERBO

In casa del 14enne arrestato, simboli e scritte che inneggiano alla destra estrema
Nel rituale di iniziazione, una svastica sul volto della vittima e bruciature di sigaretta

Viterbo, bruciò capelli al compagno
"Trovati nel pc filmati neonazisti"

Nella banda anche una ragazzina che frequenta la stessa scuola della vittima

<B>Viterbo, bruciò capelli al compagno<br>"Trovati nel pc filmati neonazisti"</B>

VITERBO – Scene che inneggiano al neofascismo; marce militari; simboli nazisti. Nei computer del quattordicenne di Viterbo arrestato per aver bruciato i capelli ad un compagno di scuola, c’era tutto questo e altro ancora: "Una gran quantità di materiale neonazista", dice la Polizia.

IL VIDEOLE FOTO

Tra i simboli e le scritte neonaziste scaricate dall’adolescente da internet, ce ne sarebbero alcune "direttamente collegate alle sevizie inferte al ragazzo". In particolare gli specialisti della polizia hanno scoperto una versione integrale del filmato che era sui telefonini. In quelle immagini, il bullo e i suoi due amici poco più che 13enni, prima di bruciare i capelli al coetaneo, disegnano con un pennarello una svastica sulla fronte della vittima. Nel computer sono stati trovati anche filmati scaricati da internet che riprendono cariche dalla polizia, scene inneggianti al neonazismo e al neofascismo con sottofondo di musiche sullo stesso tema.

Forse nel gruppetto di aguzzini c’era anche una ragazzina, una compagna di scuola che avrebbe più o meno la stessa età del quattordicenne "capobanda" rinchiuso in una comunità alloggio. Gli investigatori l’hanno già individuata.

La svastica disegnata, le cicche spente sul braccio, il fuoco ai capelli, era un rituale per entrare nel gruppo di destra QdS, Questione di Stile. "Gente che mena", spiega un tredicenne che conosce il gruppetto di estremisti. "Gente che provoca, che va allo stadio ma cerca la rissa a tutti i costi".

La vittima frequenta la stessa scuola media Pietro Vanni dei suoi aguzzini, un istituto al centro di Viterbo. E’ un ragazzo mite e schivo, allevato soprattutto dal nonno, di famiglia molto modesta. La sua caratteristica fisica più evidente è proprio la capigliatura, riccia e folta, contro cui i tre si sono accaniti. Nel breve filmato che registra le sevizie al quindicenne, le voci fuori campo annunciano tra le risate: "Adesso te li tagliamo", e per tre volte il "gioco" si ripete. Il ragazzino spegne freneticamente a manate le fiamme alte anche 30 centimetri, ma gli aguzzini continuano tra un coro di risa e insulti. L’odissea si conclude con un paio di sigarette spente sulle braccia che lasciano ustioni profonde, ancora visibili a distanza di oltre quaranta giorni.

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SIAMO TUTTI AL CONFINO!

Ieri pomeriggio una cinquantina di solidali verso le 18.30 e per una buona mezz’ora hanno bloccato il traffico sulla Cervese, nei pressi del Confino Squat, sgomberato martedì.
Molti gli striscioni presenti: "Conti Boia", "Siamo tutti Al Confino" e "Conti non ci fermi" alcuni.
Per l’occasione è stato distribuito un flyer con il comunicato di Al Confino dei giorni scorsi.

La polizia e le forze del (dis)ordine accorse in massa e in assetto antisommossa sono arrivate sul posto solo dopo che i manifestanti erano già andati via.

Prima a Pontecucco, ora in strada!

Non è che l’inizio…

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Torino 8.000 al corteo per la Palestina

[Free Palestine] . La Fiera registra una significativa flessione di presenze


10 maggio|
Una manifestazione ampia e vivace ha attraversato oggi le vie di Torino, a suggello della campagna Free Palestine di boicottaggio della Fiera del Libro 2008 e della sua infausta scelta di dedicare l’annuale edizione della kermesse allo stato di Israele come "ospite d’onore".

La manifestazione di oggi, composta da delegazioni nazionali (da tutta Italia) e internazionali (Svizzera, Francia, Israele) ha mostrato in maniera molto chiara di sapere "da che parte stare": contro gli inchini ai poteri forti, con le ragioni di chi resiste al (neo)colonialismo di marca imperiale, ricordando che "non c’è nulla da celebrare" per uno stato criminale fondato sulla rimozione di un altro popolo e una pratica continua di pulizia etnica e regime istituzionalizzato di apartheid


L’Assemblea Free Palestine ritiene di aver raggiunto i propri obiettivi nella misura in cui ha imposto un dibattito pubblico a livello nazionale sulle ragioni del boicottaggio contro quelle della resa. A conferma di un successo annunciato dall’intensità della polemica, l’inflessione pesante nel numero delle visite, già evidente nei giorni inaugurali, pesante in questo sabato-giorno clou della kermesse.

Un corteo comunicativo e partecipato
Il serpentone era aperto da una bandiera palestinese lunga dieci metri e larga quattro, sostenuta da una quindicina di persone. Tanti i partecipanti, un centinaio le organizzazioni che hanno aderito. Subito dopo il vessillo palestinese, uno striscione mostrava le immagini del conflitto israelo-palestinese, con scritto «Boicotta Israele, sostieni la Palestina». C’era anche una gigantografia con il rogo delle bandiere di Israele e degli Stati Uniti in piazza a Torino il 1° maggio e la frase «Israele non è un ospite d’onore».

Il corteo ha attraversato i quartieri popolari di San Salvario, Nizza Millefonti e Lingotto, riuscendo a comunicare le proprie ragioni con gli abitanti, nei giorni precedenti pesantemente spaventati da una campagna mediatica di isteria e terrorismo psicologico, mirante a descrivere una giornata di zone rosse, e scontri. Un’operazione non riuscita, grazie alla presenza degli abitanti del quartiere e di numerosi esercizi commerciali che hanno scelto di non aderire all’appello allarmista alla chiusura.
Alcuni di loro hanno addirittura voluto esprimere dal furgone del corteo il proprio dissenso alla cappa di paura imposta da media, politici e questura. Gli abitanti del quartiere invece di farsi intimorire dall’invito a rimanere barricati nelle proprie case, hanno accolto il corteo e l’hanno rimpolpato di persone, portando a 8000 le 5000 presenze iniziali.

Gli interventi di lungo tutto il corteo hanno ribadito le parole d’ordine della mobilitazione per un "2008 anno della palestina". Dai microfoni hanno parlato i vari soggetti che hanno promosso la campagna e organizzato la manifestazione.

Oltre alla foltissima presenza di centri sociali antagonisti, organizzzazioni di solidarietà internazionale, sindacati di base e la comunità palestinese, significativa e molto apprezzata la presenza di Ebrei contro l’occupazione, che hanno accompagnato il corteo con interventi e testimonianze durante e alla fine del percorso.

Imponente la presenza delle forze dell’ordine: polizia, carabinieri e guardia di finanza che hanno letteralmente blindato con più di 1000 uomini, il perimetro del Lingotto Fiere, bloccando con vari reparti antisommossa tutte le vie di accesso ad un ‘evento che continua a pretendersi "culturale" nonostante l’elmetto indossato.

La manifestazione si è infine conclusa dove aveva preteso di arrivare, a un centinaio di metri dall’ingresso del Salone, con una serie di interventi che hanno ricordato le ragioni – molto politiche – di un evento "culturale" e del suo boicottaggio.

(Domani audio, video e photo-gallery della manifestazione)

> comunicato del centro sociale Askatasuna/network antagonista torinese

> leggi una prima rassegna stampa digitale

> La feature di presentazione della manifestazione

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Il tempo delle parole è finito! Verona 17 Maggio

Comunicato antifascisti/e veronesi

 

Manifestazione 17 maggio verona

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E’ ora di fermare il fascismo, sconfiggerlo si può e si deve! Lanciamo un appello a tutte le realtà antifasciste, per la costruzione di un corteo autorganizzato e autodifeso, alla manifestazione nazionale antifascista del 17 Maggio a Verona. Dopo la morte dell’ennesimo ragazzo assassinato dai fascisti, è il momento di dare una risposta fuori dal coro, degli “educatori pacifici pacificati” e dei “circhi” mediatici sciacalli di professione. In una città dove s’invoca una sicurezza razzista e poliziesca nei confronti d’immigrati, diversi, e non allineati a questo sistema di sfruttamento e repressione, si continua a morire di fascismo. In queste città si continua a morire nei posti di lavoro per ingrassare la ricca casta imprenditoriale genitrice degli stessi nazifascisti che poi di notte uccidono, accoltellano, e aggrediscono. Dove c’è profitto c’è sfruttamento, dove c’è sfruttamento ci sono schiavi da reprimere! Crediamo nella necessità di riportare nelle strade di Verona L’ANTIFASCISMO, che da decenni le istituzioni di destra e sinistra tentano di cancellare con revisionismi d’ogni tipo. In loro è troppo forte la paura che rinasca una coscienza libera e antiautoritaria, nella società veronese, ormai omologata e supina alle mentalità del profitto e del razzismo. Questo corteo non accetterà alcuna provocazione interna o esterna. Non accetteremo nessuna strumentalizzazione dalla stampa asservita, la quale da quando è stato assassinato Nicola, continua nel suo servile lavoro di disinformazione e costruzione di un alibi, per i “poveri” giovani fascisti, in fondo “vittime” anche loro di questa “dissennata” società. Questa è la tesi che stanno definendo assieme a questura, prefettura, politici, e chiesa. Non ci interessano i piagnistei ipocriti della cittadinanza silenziosa, che con la sua mentalità gretta e da “borghese di provincia”, ha creato le basi e la tolleranza per questi assassini, come pensiamo siano squallide e complici le figure dei politicanti sinistri veronesi e non. I vari Valpiana, professionisti della solidarietà parolaia a destra e a sinistra, per non scontentare nessuno, sono sempre pronti a dare solidarietà ai nazisti come Castorina e Mancini o ai carabinieri e alla polizia nelle loro “favolose” operazioni contro compagni/e e antifascisti/e, che quotidianamente lottano per una società libera . Non credano neppure di avere agibilità e parola gli sciacalli politici alla Welponer e loro sconfitti partiti politici, che per anni nei salotti della politica bene, hanno “filosofeggiato”, mentre il fascismo si organizzava apertamente aggredendo, accoltellando e assassinando per le strade compagni/e e chiunque non fosse allineato alla loro infame mentalità. Se pensano di cavalcare l’onda per accaparrarsi qualche voto utile alla loro misera esistenza, hanno sbagliato di grosso! Forza Nuova nelle ore seguenti all’omicidio, in un ignobile tentativo di camuffare la realtà ha diffidato chiunque ad associare al partito i cinque assassini.

Il camerata bastardo Federico Perini si è presentato alle ultime amministrative come candidato del partito neofascista di Forza Nuova!! Chi parla di antifascismo solo in termini di cultura contro la violenza è in malafede come chi considera questi infami atti solo fenomeni sociologici di disadattamento giovanile.

 L’antifascismo è culturale ma anche pratica quotidiana nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle strade.

 Il tempo delle parole è finito.

Antifascisti/e veronesi.

Concentramento ore 15:00 di sabato 17 Maggio Stazione Porta Nuova Verona

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