NEWS SULL'ASILO E SUL PANICO SGOMBERATI! PORTIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA'!

Inviato da autonomix | 29 Nov, 2007

Pesante e repressa mattina a Firenze.
Sgomberato l'Asilo Occupato, a due settimane dal secondo compleanno, mentre il Panico, occupato a marzo, è stato attaccato nella mattinata dalle forze dell'infame Domenici, ma continua a resistere, con alcuni occupanti sul tetto a impedirne l'effettivo sgombero.

Sempre nella mattinata abbiamo notizie di almeno due perquisizioni in abitazioni di compagni e amici, una a Firenze l'altra a Pisa.
Dal verbale di perquisizione sembrano siano legate all'arresto di Daniele e Francesco di questa estate.

Portate Solidarietà! In particolare al Panico che ancora resiste!

Per arrivare bus 3-6-20; il posto è il palazzone a due piani in fondo al parco di S.Salvi

AGGIORNAMENTO
ore 13.00
Gli occupanti di Villa Panico continuano a rimanere sul tetto, resistendo allo sgombero ad opera delle forze del (dis)ordine e dei pompieri.
L'abitazione di uno dei compagni perquisiti questa mattina è stata perquisita una nuova volta a metà mattinata.


fonte toscana.indymedia.org

Sgomberi a Firenze: Asilo occupato e Panico!
Sono partiti stamattina in contemporanea gli sgomberi dell'Asilo Occupato (zona: Lastra) e degli anarchici ex-via del Panico, che avevano rioccupato uno stabile a San Salvi.

Presidio contro lo sgombero davanti all'Asilo Occupato.
Un altro esempio di speculazione: per lo stabile occupato era infatti da poco cambiata la destinazione d'uso, diventata abitativa.
Per arrivare in Via bolognese 275 autobus n. 25.

In contemporanea, sempre stamattina, è arrivato lo sgombero di un altro posto occupato all'interno di San Salvi, occupazione fatta a seguito dello sgombero di Via del Panico.

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Aggiornamento Panico e Asilo
...purtroppo la situazione ancora non è chiarissima ma sembra si tratti di qualcosa di più di "semplici" sgomberi...

In questo momento i compagni e le compagne del Panico stanno resistendo sul tetto e l'area di S.Salvi e dei giardini di via del Mezzetta è completamente circondata da polizia e Carabinieri. Sulle teste di tutti vola un elicottero. Ai giardini è presente un piccolo gruppo di compagni.

All'Asilo sembra che le forze dell'ordine, dopo la perquisizione, abbiano già iniziato a far murare porte e finestre. Sembra che i compagni siano in questo momento in questura.

Nel frattempo sono state perquisite alcune abitazioni a Torino e Pisa... si sente parlare di 270 bis!
Sono solo indiscrezioni e non notizie certe...

Maggiori informazioni in seguito.

Firenze - Sgomberato l'Asilo

Gio, 29/11/2007 – 13:38

fonte vaginevolanti.noblogs.org

Dopo due anni di occupazione stamattina la polizia ha sgomberato l'asilo occupato di via bolognese, stabile occupato due anni fa, il 13 novembre. In contemporanea lo sgombero di villa panico, un altra casa occupata nel parco di san salvi a firenze. Loro sono ancora sul tetto.

E' allucinante, due sgomberi congiunti, nel medesimo giorno, causa indagine per reati associativi.

Ecco qui che spunta sempre il "mostro", il presunto reato associativo per giustificare sgomberi di case e realta' la cui unica azione svolta in questi anni e' di far rivivere luoghi abbandonati dall'amministrazione pubblica. Costruire progetti che sperimentano esperienze significative sul lato della convivenza e della socialita'.

Le immagini scorrono, brividi sul corpo. Ancora una volta sono riusciti a sgomberare e chiudere un luogo, L'asilo che per tante sue caratteristiche e' stato un habitat di relazioni, persone che tanto hanno saputo dare a tutti coloro che l'hanno attraversato.

La bruca con le sue cene vegane, la bella fica (motto che invita all'autogestione, autocreativita' e condivisione di ogni evento e gesto), le chiaccherate e serate by vaginevolanti su prostituzione, il piacere, le relazioni, il gender. "il privato diventa pubblico". Concerti musicali, dall'improvvisazione jazz alle performances queer. Tanta gente diversa per background, storie e propensioni personali, tutte sotto lo stesso tempo. Gli anziani della Lastra, piccolo borgo sulla bolognese, che in molti ci hanno accompagnato fin dal nascere nella costruzione di questo spazio.nel bene e nel male.ma senza indifferenza.

L'asilo vive.

La sirena e' la nostra memoria...


fonte ansa.it

Terrorismo: sgomberi e perquisizioni
Procura, si cercano armi. Occupanti salgono sul tetto

(ANSA) - FIRENZE, 29 NOV - Sgomberato all'alba un immobile del complesso di San Salvi occupato da esponenti del movimento anarchico fiorentino. Perquisizioni a Firenze e nelle province di Prato, Pisa, La Spezia, Lucca e Livorno. I provvedimenti sono stati delegati dalla procura di Firenze 'alla ricerca di armi o altri strumenti utilizzati per azioni terroristiche e di eversione'. Nell'immobile di San Salvi, alcuni occupanti si sono rifugiati sul tetto della struttura.


fonte adnkronos.it

TERRORISMO: PERQUISIZIONI IN TOSCANA E LIGURIA, SI CERCANO ARMI
A FIRENZE SGOMBERATI DUE EDIFICI OCCUPATI DA ANARCHICI

Firenze, 29 nov. (Adnkronos) - Due edifici occupati da anarchici sono stati sgomberati stamani a Firenze dalla polizia e dai carabinieri. Contestualmente, informa una nota della Questura, sono state eseguite perquisizioni, delegate dalla Procura di Firenze, a Prato, Lucca, Pisa, Livorno e La Spezia, per cercare "armi comuni da sparo e quanto altro utilizzato per porre in essere azioni violente con finalita' di terrorismo", spiega la nota.

 

Firenze - Sugli sgomberi e sul 270 bis

Gio, 29/11/2007 – 14:56

da un collegamento audio su radio blackout

I due sgomberi delle 7.15 di questa mattina (per quanto scritto sui verbali di notifica) sono a causa di una denuncia per 270 bis.
Gli inquirenti sembra siano in cerca della pistola utilizzata durante una rapina alle poste. I primi colpiti dall'accusa sono stati Daniele e Francesco e, a distanza di quasi sei mesi, si cerca di "ingrossare le fila" inserendo gli occupanti dell'Asilo e del Panico.
I ragazzi dell'Asilo dopo lo sgombero sono stati prima condotti alla scientifica e poi in questura (entrambe presidiate dai restanti occupanti e solidali) e successivamente liberati dove hanno raggiunto il presidio, che tutt'ora prosegue e si ingrossa, sotto al Panico in solidarietà agli occupanti sul tetto dello stabile.
Quattro compagni del Panico sono ancora in questura.

L'invito è a portare la propria solidarietà e a rinquorare con la presenza i pirati sui tetti.

C.s.o.a. A.Cartella da Reggio Calabria

Inviato da autonomix | 28 Nov, 2007

 http://www.comunistisiciliani.it/immagini_articoli/CSOA_CARTELLA.gif

 

RIPUBBLICIZZARE L'ACQUA DIFENDERE I BENI COMUNI

1 DICEMBRE 2007 - ROMA

con ritrovo ore 14.30 Piazza della Repubblica

MANIFESTAZIONE NAZIONALE*

Pullman da Reggio Calabria e provincia per partecipare alla manifestazione Partenza dal c.s.o.a. Cartella alle ore 24 del 30 novembre (sosta a Gioia Tauro, presso la rotatoria dello svincolo autostradale, prevista intorno alle ore 1.00 - sarà possibile effettuare altre fermate in prossimità degli svincoli autostradali) Ritorno da Roma alle 20.30 del 1° dicembre

Quota € 20,00

Rete dei Beni Comuni

Patto di Mutuo Soccorso Calabria

Movimento per Difesa del Territorio - Calabria

Comitato Reggino per il diritto all'acqua

Comitato della Locride per la Difesa dell'Acqua come Bene Comune

Forum del Reventino

Raccolta adesioni e quote: info@mdtcalabria.org csoacartella@ecn.org 

 

c.s.o.a. "A.Cartella" via Quarnaro I, Gallico 89135 Reggio Calabria http://www.csoacartella.org

LA SOLIDARIETA' NON SI ARRESTA: SUGLI ARRESTI DEL 26 NOVEMBRE A PADOVA

Inviato da autonomix | 27 Nov, 2007

 

Martedì 27 novembre, alle 5 del mattino, uomini mascherati e armati della polizia, ucigos e digos di Milano, Padova e Venezia, coordinati dalla procura milanese e dalla già nota PM socialfascista Ilda Boccassini, irrompono nelle case di 3 compagni di Padova. Vengono perquisiti e arrestati Michele, compagno attivo nella lotta del C.P.O. Gramigna, Andrea, già arrestato il 12 febbraio scorso a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari a fine luglio, e infine viene sequestrata l’automobile intestata ad un compagno militante del centro popolare occupato. Per Andrea si riaprono le porte del carcere con le “solite” accuse relative ad alcuni presunti trasporti di armi mentre per Michele, al quale è stata negata ogni possibilità di contatto esterno per cinque giorni, le accuse sarebbero di concorso esterno ad associazione sovversiva.
Questi arresti, a soli pochi giorni dalla data dell’udienza preliminare fissata per il 12 dicembre, dimostrano ancora una volta la totale mancanza di prove concrete che vadano a sostenere l’impianto accusatorio. Quest’ultimo già ridimensionato con la concessione di sei arresti domiciliari ai quali la stampa ha dato un rilievo marginale. È chiara, invece, la volontà di voler continuare a colpire la solidarietà militante che da 10 mesi si stringe attorno a questi compagni, concretizzatasi anche sabato 24 novembre durante la manifestazione indetta dal C.P.O. Gramigna a Padova che ancora una volta viene attaccato con l’arresto dei suoi militanti.
Questi nuovi arresti, insieme ad altre recenti e analoghe inchieste come quelle di Perugia, Bologna e nei confronti dello Slai Cobas,  mirano a far tacere chi lotta per una concreta alternativa a questa società basata sulla precarietà e sullo sfruttamento. Inoltre, tentano anche di ridare prestigio alla magistratura e alla polizia, in un momento di forte crisi dovuto alla violenza sbirresca e all’inchiesta per la mattanza cilena del G8 del 2001 a Genova che vede coinvolti nomi di grosso calibro dell’apparato poliziesco italiano come Gianni De Gennaro. Quest’ultimo, accusato di istigazione di falsa testimonianza, già capo della polizia all’epoca del G8 è ora arruolato nel Ministero degli Interni del governo Prodi.

Come compagni e compagne di Padova non possiamo che stringerci attorno ai nostri compagni dietro le sbarre rilanciando la partecipazione al presidio di solidarietà sotto il carcere di San Vittore a Milano per mercoledì 12 dicembre. I nuovi arresti e la repressione che ci sta investendo non fermerà la lotta di chi si batte per l’occupazione degli spazi abbandonati, per le rivendicazioni operaie, contro le guerre imperialiste e per una società senza classi.


Terrorista è il responsabile delle quattro morti quotidiane sul lavoro!
Terrorista è chi bombarda e reprime!
Andrea e Michele liberi!
Libertà per tutti i compagni e per tutti i rivoluzionari!

Per scrivere ai compagni:
Michele Magon e Andrea Scantanburlo
Casa Circondariale di San Vittore
Piazza Filangeri 2
20123 - Milano

CENTRO POPOLARE OCCUPATO GRAMIGNA
www.cpogramigna.org
info@cpogramigna.org Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Padova, 27-11-2007

Cari compagni e compagne, parenti e amici, aggiorniamo gli indirizzi dei compagni arrestati.
Ricordiamo che per i compagni e la compagna che si trovano agli arresti domiciliari (TOSCHI ALESSANDRO,FEDERICO SALOTTO,GIAMPIETRO SIMONETTO, ALFREDO MAZZAMAURO, AMARILLI CAPRIO) vige ancora il divieto di ricevere e scrivere posta, questa vessazione non impedisce certamente loro di essere forti e presenti nell'unità della lotta di classe!

Uniti si vince!!!

Continuiamo a sostenere i compagni facendo sentire loro la nostra vicinanza ed
affetto!

Casa Circondariale  - Via delle Macchie 9 - cap. 57124 Livorno (LI):
LATINO CLAUDIO


Casa di Reclusione - Via Nuova Poggioreale 177 - cap. 80143 Napoli Poggioreale (NA):
GAETA MASSIMILIANO


Casa Circondariale - Via Enrico Albanese, 3 - cap. 90139 Palermo Ucciardone (PA):
TONELLO ANDREA


Casa Circondariale di Piacenza - Via delle Novate  65 - cap. 29100 Piacenza:
BORTOLATO DAVIDE

Casa Circondariale di Cremona - Via Palosca 2 - cap. 26100 Cremona:
DAVANZO ALFREDO

Casa Circondariale di Cuneo - Via Roncata 75 - cap. 12100 Cuneo:
SISI VINCENZO

Casa Circondariale di Vercelli - Via Del Rollone 19 - cap. 13100 Vercelli:
GHIRARDI BRUNO

Casa Circondariale - Strada Statale, 31 - cap. 15040 San Michele, Alessandria:
TOSCHI MASSIMILIANO

Casa Circondariale  - Via Regioni Bronda 19/B - cap. 12037 Saluzzo, (CN):
ROTONDI DAVIDE

Casa Circondariale di Ivrea - Corso Vercelli, 165 - cap. 10015 Ivrea (TO):
SCIVOLI SALVATORE

Casa Circondariale di San Vittore- Piazza Filangeri, 2 - cap. 20123 Milano:
MAGON MICHELE
ANDREA SCANTANBURLO

Per inviare telegrammi da un numero telefonico fisso: 186.

 

 

SUL PROCESSO ALL''OCCUPAZIONE DEI BINARI A TRENTO

Inviato da autonomix | 27 Nov, 2007

 

Il 17 gennaio scorso ho occupato, assieme a più di cento persone, i binari della stazione di Trento. È stata una risposta di solidarietà con la lotta di Vicenza contro la costruzione della nuova base militare USA. Qualche giorno prima, infatti, in seguito al “Sì” dichiarato da Prodi alla base Dal Molin, centinaia di vicentini avevano bloccato la stazione ferroviaria della città palladiana.
Per la nostra azione solidale, il 30 novembre saremo processati in una decina dal tribunale di Trento.

Ho occupato i binari, e sono pronto a rifarlo.
Di fronte alla costruzione di basi militari – strumenti logistici necessari ai massacri democratici che continuano ad insanguinare il pianeta – non possiamo rimanere indifferenti. Essere contro la guerra, per me, significa battersi concretamente contro ciò che la rende possibile.
La scelta di occupare i binari non deriva solo dal fatto che sulla linea del Brennero sono transitati e transitano mezzi e armi per la guerra. Da sempre, e in particolare negli ultimi anni, il blocco della circolazione di merci e persone è una forma di lotta assai diffusa. Il senso dei blocchi per me è anche questo: spezzare quella normalità della catastrofe che ci rende disumani. Quando si bombarda in nostro nome, quando si acquistano caccaiabombardieri progettati per trasportare bombe atomiche (come gli F-35), quando si costruiscono nuove basi della morte, bisogna fermarsi, riflettere, amare, lottare. Perché la catastrofe è proprio che tutto continui così.
Quel giorno in stazione eravamo in diversi con le bandiere NO TAV/KEIN BBT perché la battaglia contro le nocività ambientali è tutt’uno con quella contro la guerra permanente. Non a caso il giorno prima ottocento valsusini avevano bloccato la stazione di Bussoleno. È ormai l’intero sistema a correre ad alta velocità verso il collasso ecologico e sociale.
Realizzare la rottura, abitare il blocco: ecco la condizione paradossale in cui è sempre più necessario che impari a vivere chi non vuol continuare a farlo a spese di milioni di suoi simili.
Due parole sul processo, infine.
Mi sono sempre chiesto se un’azione fosse giusta o sbagliata, mai se fosse legale o illegale. La guerra è legale. Lo sfruttamento dei lavoratori è legale. La devastazione ambientale è legale. La discriminazione razzista è legale. In questi tempi di coscienze disintegrate, sarà il caso di ricordare che l’etica non ha niente a che fare con il codice penale. Così, se mi decido ad occupare dei binari, la mia preoccupazione è eventualmente il disagio che provoco ai pendolari, non certo l’infrazione di una legge.
“E se tutti facessero così?” – dirà qualcuno. Spero che altri ribelli sconosciuti blocchino il treno su cui io stesso salirò domani. Risponderò con un sorriso, e mi unirò a loro.

Rovereto, 23 novembre 2007
Massimo Passamani

PER UNA RETE ANTAGONISTA IN CALABRIA

Inviato da autonomix | 27 Nov, 2007

 

Nuovi spazi occupati, comitati di lotta nei quartieri e territoriali, antirazzismo, cortei sociali, nuove socialità, controculture... è questa la rinascita di Cosenza e non solo. Chi credeva che tutto ciò fosse finito, si è sbagliato di grosso. Non basta la scure della repressione a soggiogare uno spirito ribelle che è proprio di questa città. A nulla è valso il becero tentativo di apparati politico-istituzionali ad eliminare una Cosenza scomoda, che ragiona, riflette e denuncia, perché forte è la voglia di verità, giustizia e libertà. Su questo non si cedera', mai! Non è successo prima, non accadrà dopo. Ed è con questo spirito che vogliamo lanciare un forte appello a tutti ad incontrarci per provare a costruire un forte e grande momento collettivo che trasmetta alla città il “grande imbroglio” di cui è vittima. Facciamolo tutti insieme lasciando da parte divisioni e rancori, ognuno si organizzi e provi a portare in piazza i propri contenuti, i propri saperi, le proprie speranze. Discutere di ciò è, oggi, più che mai indispensabile, senza esclusioni, senza paure e soprattutto con la voglia di ritornare tra la gente. Dopo la grande manifestazione di Genova del 17 novembre anche a Cosenza costruiamo una grande mobilitazione di massa, plurale, condivisa e colorata.

 

VENERDI' 30 NOVEBRE ORE 17.30 SALA GULLO CASA DELLE CULTURE, COSENZA

 

ASSEMBLEA/INCONTRO DI TUTTE LE REALTA’ DELLA CALABRIA.

Militanti dell'MDT CALABRIA interrompono convegno di Bersani a Lamezia

Inviato da autonomix | 27 Nov, 2007

Oggi 26 Novembre 50 attivisti del Movimento per la Difesa del Territorio hanno compiuto un blitz di protesta al Centro Agro Alimentare di Lamezia Terme, dove si riunivano per un convegno sullo sviluppo della Calabria, Loiero Bersani e Fioroni. I 50 attivisti si sono disposti a macchia di leopardo e distanti l'uno dagli altri sulla platea dell'auditorium, e appena ha preso la parola il Ministro Bersani,hanno interrotto il convegno con Bandiere, cartelloni e fischi accusando il Ministro e l'attuale governo di prepotenza e strafottenza nei confronti della situazione della piana di Gioia Tauro( dove oltre a un inceneritore, un mega depuratore e una mega discarica, sono in fase di realizzazione il raddoppio dell'inceneritore,una centrale Turbogas e un mega eletrrodotto).L'azione è stata disposta in più momenti: i militanti a turno, in piccoli gruppetti, non hanno permesso al Ministro di prendere parola, creando sconpiglio e disordine nella sala. Ogni qual volta un singolo gruppo contestava il Ministro e veniva allontanato immediatamente, c'era un altro gruppo che lo contestava. Il parapiglia è durato una decina di minuti, fino a che non sono stati cacciati dalle forze del Dis(ordine) tutti i militanti dell'Mdt. Senza parlare dell'intervento del presidente della regione Loiero, inerente il livello d'istruzione in Calabria, completamnte sgrammaticato e palesamente privo di significato ed enfasi(CHISSA'CHI GLIEL'HA SCRITTO) Davanti l'auditorium,i militanti si sono riuniti per sensibilizzare e volantinare a tutti i partecipanti al convegno e ai numerosi giornalisti che si sono subito informati della situazione della Piana, e sono stati invitati ad aderire allo sciopero generale e alla manifestazione nazionale del 22 Dicembre a Gioia Tauro contro l'incenerimento dei rifiuti. All'uscita di Loiero altri fischi roboanrti, hanno accompagnato il Presidente lungo la strada del ritorno.

Alcuni compagni dell'Mdt

ASPETTANDO IL COMUNICATO UFFICIALE..
SAREMO IL 28 NOVEMBRE A LAUREANA DI BORRELLO A SEGUIRE IL PROF PAUL CONNET

22 DICEMBRE
SCIOPERO GENERALE DELLA PIANA CON CORTEO E MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO GLI INCENERITORI A GIOA TAURO

www.csoacartella.org
www.mdtcalabria.org
informazioneindipendente.noblogs.org

 

lunedì 26 novembre 2007 Un gruppo di persone aderenti al movimento per la difesa del territorio ha interrotto il ministro Pierluigi Bersani nel corso del suo intervento all'incontro sul tema dell'istruzione come motore dello sviluppo del Sud in corso a Lamezia Terme. Alla base della protesta, l'opposizione alla costruzione del nuovo inceneritore nella Piana di Gioia Tauro. Un dimostrante, mentre il Ministro stava intervenendo, ha esposto una bandiera con su scritto ''no inceneritore'' davanti al palco chiedendo l'interruzione della costruzione del nuovo inceneritore. Il ministro Bersani, invitando a stare calmi, ha fatto notare ai manifestanti che in Svezia il 40% dello smaltimento dei rifiuti viene effettuato con gli inceneritori. Quindi ha ascoltato le ragioni dei manifestanti che, nel frattempo, sono stati allontanati dalla sala del convegno dalle forze dell'ordine. Attualmente un gruppo di persone aderenti al movimento sta presidiando in maniera pacifica l'ingresso del centro agroalimentare di Lamezia. (ANSA)

 

LABORATORIO ANTIFASCISTA, SICURAMENTE ANTIFASCISTI

Inviato da autonomix | 25 Nov, 2007

 

 

Milano, 12 dicembre 1969: una bomba esplode nell'atrio della Banca dell'Agricoltura, in piazza Fontana. Sono le ore 16.37. I morti sono 16, i feriti 87. Dal 1969 al 1980 in Italia ci sono state una lunga serie di stragi - bombe assassine contro inermi innocenti - troppo spesso rimaste impunite. È stata chiamata "la strategia della tensione". Ciò che è confermato dalla Storia, prima ancora che dalle inchieste giudiziarie e da sentenze di tribunali e indagini parlamentari, sono le responsabilità di personaggi provenienti da un ambiente dove si incontrano generali golpisti, la crema del padronato italiano, eminenti rappresentanti delle alte sfere vaticane, esponenti dei servizi segreti e - in sordina, ma pronti come sempre a vendersi al miglior offerente - i protagonisti dell'estrema destra italiana, gli organizzatori della variegata area neo-fascista che sarà utilizzata come manovalanza nelle stragi e che in cambio dei propri servizi riceverà da parte di questo intreccio eversivo, coperture, finanziamenti e protezione. In un contesto storico di grave crisi sociale, le bombe servirono alle classi al potere per far montare il terrore nella società e applicare poi, sull'onda emotiva del risentimento popolare, politiche di reazione e intransigenza. All'epoca, vollero ricondurre al silenzio e al giogo il movimento operaio, le classi popolari, la sinistra extraparlamentare, i movimenti di emancipazione e gli studenti in lotta, continuando a garantire in tal modo profitti sempre più remunerativi al padronato, e consolidando infine i poteri più repressivi dello stato (Polizia e Carabinieri in testa).

 

Oggi come ieri, tra differenze e analogie L'Italia di oggi è più che mai un paese allo sbando sotto il profilo politico e morale. Il Vaticano impone allo stato italiano la sua posizione reazionaria su aborto, eutanasia, ruolo della donna, omosessualità e unioni civili, e contemporaneamente beatifica 500 tra preti e laici fascisti che sostennero il dittatore Francisco Franco ai tempi della guerra civile spagnola. La magistratura, che da un lato porta avanti richieste pesantissime nei confronti dei manifestanti che nel 2001 contestarono il vertice del G8, è incapace di portare alla luce le responsabilità delle cosiddette forze dell'ordine durante quelle assurde giornate che culminarono con l'assassinio di Carlo Giuliano da parte dei Carabinieri. E su tutto questo grava anche l'incapacità dell'attuale maggioranza di governo di votare all'unanimità l'apertura di un'inchiesta parlamentare sui fatti di Genova. La disoccupazione, il precariato diffuso, lo sfruttamento sempre più intenso, la mancanza di minime garanzie a tutela della salute, la totale di opportunità, la negazione di diritti primari come la casa, le disuguaglianze estreme, il malfunzionamento delle politiche sociali troppo spesso agite da clientelismo e da necessità elettorali, aggravano le contraddizioni sociali creando disagio, paura, egoismo. Contraddizioni acuite ancor più dal passaggio storico che l'Italia sta affrontando, il passaggio ad una società multiculturale. In migliaia arrivano portando con sé la propria cultura e i propri costumi, spesso la propria disperazione, in alcuni casi comportamenti sociali inaccettabili. Fuggono da guerre, fame, povertà. Aspirano all'emancipazione, ad una vita migliore. Arrivano senza la mediazione di politiche d'accoglienza che questo governo, così come quello di destra in passato, si è guardato bene dall'approntare, e si scontrano con il disagio già presente tra gli abitanti delle periferie e nel ceto medio precarizzato delle metropoli. Spesso soli, senza conoscere la lingua, isolati individualmente o all'interno delle proprie comunità di appartenenza, sfruttati dagli stessi che li hanno trasportati, sfruttati da quelli che li prenderanno per un lavoro, sfruttati dalla stampa alla quale forniscono gli _scoop_ più lucrosi, a volte sfruttati dai grandi imprenditori dei servizi sociali che si aggiudicano sulle loro spalle e quelle degli operatori, appalti milionari; sfruttati dalla politica che li usa come capro espiatorio. Milioni di persone si spostano nel mondo attraversando le asperità della natura e quelle della legge. Il terrore a suon di bombe" messo agli italiani ai tempi delle "stragi di Stato" si incute oggi attraverso l'urlo dei media sui reati degli immigrati. Anche se, a dir la verità, i dati contenuti nell'ultimo rapporto sulla criminalità redatto dal Ministero degli Interni, affermano chiaramente la riduzione sensibile dei reati minori (scippi, furti e rapine) negli ultimi anni e la percentuale esigua di immigrati in questi coinvolti. "Rumeni uguale assassini": questo il motivo dominante degli ultimi giorni di prime pagine e telegiornali. Le dichiarazioni del leader del PD Veltroni, le posizioni prese dai sindaci-sceriffo alla Cofferati contro baraccati e lavavetri, il pacchetto sicurezza votato all'unanimità dal Consiglio dei Ministri e il Decreto Legge del governo che concede il potere di espulsione immediata ai prefetti, producono già le prime conseguenze pratiche. Sgomberi di campi rom indiscriminati e di massa e le prime "spedizioni punitive" delle squadracce più o meno fomentate dalle innumerevoli formazioni di destra che agiscono ormai sul nostro territorio. Insomma, la "caccia alle streghe" è cominciata ancora una volta e subito c'è chi, come le formazioni neofasciste, la cavalca. Verso il 12 dicembre È per questo motivo che, in occasione della ricorrenza della strage di piazza Fontana, proponiamo a tutte le realtà sociali, così come lo scorso 14 luglio, di promuovere iniziative di controinformazione declinabili secondo modalità e forme autonome e a partire dai propri percorsi politici, che da una parte ricordino un frammento nascosto della storia d'Italia - quella delle vittime innocenti del terrorismo di Stato, delle responsabilità politiche e dei sicari - e che dall'altra riportino il ragionamento alla realtà odierna, rileggendo il presente alla luce della Storia. Sentiamo cioè la necessità di continuare a indagare quel "filo nero" che lega i protagonisti del neo-fascismo italiano di oggi alle stragi di ieri, contemplando al tempo stesso un'analisi attenta di quel contesto politico, economico e sociale che permette loro di muoversi indisturbati. Obiettivo ultimo di tali mobilitazioni continua voler e poter essere quell'arricchimento collettivo che genera ogni riflessione locale e generalizzata sul legame tra lotte sociali, territori e antifascismo. La proposta emersa dal Laboratorio Antifascista, quindi, è quella di partire dalle iniziative intorno al 12 dicembre per costruire una campagna politica e comunicativa che coinvolga tutte le realtà sociali in ogni parte d'Italia - e che contrasti e infine liquidi la politica dei "pacchetti sicurezza" che fascistizza i rapporti sociali, militarizza i territori e innesca derive razziste. È necessario più che mai affermare un'altra idea di "sicurezza":

quella di una vita dignitosa, di un lavoro senza sfruttamento e precarietà, di servizi pubblici efficienti e aperti a tutti. Principi e diritti materiali che contraddistinguono una società ospitale, inclusiva e giusta, e che garantiscano il funzionamento di vere politiche d'accoglienza, la sicurezza del diritto allo studio e alla casa. Al posto della Polizia in ogni quartiere e del controllo ad ogni costo, chiediamo la certezza di poter sviluppare liberamente le proprie capacità e personalità, di essere rispettati e rispettate in quanto individui, sicuri di poter attraversare liberamente ogni frontiera.

Sicuri di non voler più fare o subire le guerre.

Sicuramente insieme a tutti quelli e quelle che si ribellano!

Sicuramente Antifascisti! Con Carlo, Dax, Federico e Renato, nostri fratelli, nel cuore! 

Laboratorio Antifascista

 

ASSEMBLEA CITTADINA GIOVEDI’ 29 NOVEMBRE 2007 ore 20 C.S.O.A. Ex-Snia Viscosa, Via Prenestina 173

Rete Antifascista Metropolitana

AL CSA VITTORIA VA IN SCENA L'AMERICA LATINA

Inviato da autonomix | 24 Nov, 2007

 

AMERICA LATINA_ MARTEDI CINEMA:

Martedi 27 novembre ore 22

DIARIO DEL SACCHEGGIO Fernando E. Solanas, 2004

Nel nome della globalizzazione e del piano selvaggio del liberismo, le ricette economiche degli organismi finanziari internazionali hanno portato al genocidio sociale e all’impoverimento della nazione. Un documentario per denunciare il governo neo liberale di Menem che negli anni 90 ha condotto l'Argentina al collasso economico.

Martedi 4 dicembre ore 22

LA DIGNITÀ DEGLI ULTIMI Fernando E. Solanas, 2005

La dignita'  degli ultimi è¨ la seconda parte di un progetto lanciato da Solanas nel 2004 con il documentario Diario del saccheggio. Il film racconta le conseguenze della rivolta popolare argentina, scoppiata alla fine del 2001, per arrivare agli esperimenti di autogestione di fabbriche e quartieri.

Ingresso gratuito e bar popolare  via Muratori 43 20135 Milano tel/fax : (+39)025453986 http://www.ecn.org/vittoria

SCIOPERO DELLA FAME PER L’ABOLIZIONE DELL’ERGASTOLO

Inviato da autonomix | 24 Nov, 2007

Il 1° dicembre inizierà uno sciopero della fame per l’abolizione dell’ergastolo. Aderiscono al momento 737 ergastolani e circa 8353 detenuti non ergastolani, familiari e simpatizzanti; alcuni porteranno avanti lo sciopero a tempo indeterminato, fino alla morte se dovesse occorrere, altri a rotazione settimanale.

Alcuni di questi detenuti hanno sollecitato un nostro intervento sull’argomento, per cui abbiamo organizzato l’incontro del 17 e 18 novembre a Napoli.

Teniamo a precisare che il sostegno alle lotte dei prigionieri a partire dal rifiuto totale dell’istituzione carceraria e dalla critica radicale alla società che la produce è da sempre parte del nostro percorso di lotta antiautoritario, nonché insito nella tensione verso una società libera da meccanismi di oppressione, sfruttamento e mercificazione che da sempre muove il nostro agire. Il nostro coinvolgimento sulle tematiche anticarcerarie e la nostra solidarietà ai prigionieri sono dunque consequenziali ad una progettualità libertaria e rivolu
zionaria, che prescinde dalle scadenze di questa mobilitazione, ma ne riconosce la potenziale conflittualità nei confronti del rituale di quotidiana sottomissione della vita carceraria.

I compagni e le compagne presenti all’assemblea hanno deciso di sostenere questa lotta innanzitutto per essere nata direttamente all’interno delle galere. Siamo consapevoli del fatto che, se questa battaglia non sarà capace di sviluppare dentro e fuori una propria autonomia, cadrà inevitabilmente preda del recupero strumentale da parte della politica istituzionale, che potrebbe approfittare di questa situazione per ripulire la propria facciata democratica. È di esempio la proposta infame di personaggi della sinistra al governo sulla sostituzione dell’ergastolo con la certezza di un fine pena, altrettanto inaccettabile, stimato in 28 anni.

Vogliamo qui sottolineare come la prospettiva dalla qua
le ci poniamo rispetto alla questione della reclusione e della pena sia comunque inconciliabile con qualsiasi riforma giuridica, perché rifiutiamo il principio stesso per cui ad ogni comportamento “deviante” corrisponde un castigo, lungo o breve che sia. Proprio per non concedere campo libero a chi vorrebbe speculare sulla vita stessa dei prigionieri ottenendo pubblicità a buon mercato, ci sembra importante fare emergere come la mobilitazione dei detenuti, per il carattere autorganizzato, per l’ampia partecipazione, anche di detenuti non ergastolani e familiari, rompa con la logica disgregante imposta nelle carceri italiane dalla legge Gozzini, che persegue il fine dell’individualizzazione del trattamento e della desolidarizzazione fra i prigionieri, in un ottica di controllo e pacificazione all’interno delle carceri. Allo stesso modo la scelta da parte di alcuni prigionieri di proseguire se necessario lo sciopero della fame fino alla morte, come esplicitamente dichiarato da alcuni di loro, mette chiaramente a nudo l’ipocrisia progressista di una classe politica che, mentre da una parte si autocelebra come paladina dei “diritti umani”, promuovendo una mistificante moratoria internazionale contro la pena di morte, dall’altra avalla l’ergastolo, che non è altro che la negazione della vita giorno dopo giorno, una pena di morte differita. È necessario pertanto ribadire come di carcere si muoia tutti i giorni, come le patrie galere siano luogo di torture fisiche e psicologiche quotidiane, al pari dei Centri di Permanenza Temporanea per immigrati e delle strutture psichiatriche: istituzioni totali che hanno la propria ragion d’essere nel terrorizzare e nell’annientare chiunque sia refrattario o incompatibile alle imposizioni del dominio. Del resto criticare il sistema carcerario significa criticare direttamente l’organizzazione sociale dominante che ha nella galera il proprio modello di riferimento.

Dall’assemblea è emersa la volontà di rincontrarsi una settimana dopo l’inizio dello sciopero della fame per valutare lo sviluppo della lotta e delle iniziative di solidarietà.

Le compagne e i compagni presenti all’assemblea Anticarceraria del 17 e 18 - novembre 07 a Napoli

L’appuntamento sarà per l’8 dicembre alle 13.00 a Torre Maura occupata, via delle averle n°10, Roma. Bus 312/105/556 – trenino Roma Pantano

agitazione@hotmail.com

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA DIFESA DEGLI SPAZI SOCIALI

Inviato da autonomix | 22 Nov, 2007

RENATO BIAGETTI:NEGATA L'AGGRESSIONE FASCISTA..FU SOLO UNA RISSA

Inviato da autonomix | 21 Nov, 2007

Non un omicidio con una chiara matrice politica, ma una banale rissa tra «balordi». Quattro mesi dopo la sentenza che ha condannato il 19enne Vittorio Emiliani a 15 anni di carcere per l'omicidio volontario di Renato Biagetti, il gup Giovanni Giorgianni ha reso note le motivazioni di quella decisione. E la lettura del provvedimento ha suscitato dubbi e rabbia nella famiglia e negli amici del giovane assassinato nell'agosto del 2006 lungo il litorale romano. «Le motivazioni insultano la memoria di Renato e non chiariscono la ricostruzione dei fatti», affermano all'unisono quanti in questo ultimo anno si sono battuti per ristabilire l'esatta versione di ciò che è avvenuto quella notte.

Biagetti, 26 anni, fu ucciso con 8 coltellate fuori da un locale di Focene per mano di due giovani ragazzi del posto, di cui uno maggiorenne (con celtica tatuata sul braccio) e uno minorenne. «Tornatevene a casa vostra» gridarono i due aggressori al giovane romano e ai suoi amici. Un avvertimento ben scandito che ha portato alla sua morte e al ferimento di un altro ragazzo, Paolo Berardi, accoltellato vicino ai polmoni.
Chiarezza su quella vicenda non è mai stata fatta e nelle aule dei tribunali la verità sembra addirittura allontanarsi. Per il gup si trattò di una rissa finita male perché qualcuno dei litiganti aveva con sé il coltello. Una ricostruzione contestata dai compagni di Biagetti: «Non ci fu nessuna colluttazione tra due gruppi - ribadiscono - la violenza è stata unilaterale». Anche il collegio difensivo, composto dagli avvocati di parte civile Arturo Salerni, Maria Luisa D'Addabbo e Luca Santini, si dice «insoddisfatto»: «Se da una parte emerge un chiaro e incontrovertibile dolo diretto di Emiliani, dall'altra non viene fatta luce sulla vicenda». Con questa sentenza il rischio di stravolgere la verità affossando definitivamente il processo è alto. «Ancora non si è fatta chiarezza su alcuni aspetti fondamentali», dice Arturo Salerni, riferendosi alla leggerezza sulle indagini rispetto alla ricerca delle armi del delitto («Non è mai stato trovato il secondo coltello che per noi è stato utilizzato dal minore») e alla mancata verbalizzazione dei carabinieri di Ponte Galeria delle ultime parole dette da Renato in ospedale. Cosa che un agente ha fatto con quasi un anno di ritardo. Eppure tale verbale assume un ruolo probatorio centrale nell'articolazione delle motivazioni del gup.

Al contrario non viene dato adito alla ricostruzione di Laura Lombardelli e Paolo Berardi, aggrediti insieme a Biagetti quella notte. In base alla loro testimonianza il minorenne G. A., in attesa di giudizio al tribunale minorile e che con queste motivazioni esce «pulito», «colluttò per la maggior parte del tempo con Renato scappando completamente sporco del suo sangue». Tesi pare confermata dalla prognosi dell'ospedale che ha evidenziato ferite sul corpo di Biagetti sia davanti che dietro, come fosse stato colpito su due fronti contemporaneamente. «Laura e Paolo hanno fornito versioni dei fatti coerenti e precise fin dall'inizio, eppure le loro testimonianze vengono screditate», denuncia con sdegno Cristiana del centro sociale Acrobax, che continua: «L'obiettivo dei due imputati era quello di aggredire e allontanare dal proprio territorio chiunque fosse di sinistra o di una cultura alternativa». Insomma il movente politico sembra palese per tutti. Ma non per il giudice che già durante l'istruttoria aveva cercato di escludere il connotato politico, rifiutando la richiesta di costituzione di parte civile di Anpi e Comune di Roma.

«Non è dalle aule di tribunale che uscirà mai la verità sull'omicidio», commenta Stefania, la mamma di Renato, che denuncia le omissioni e i depistaggi in cui è avvolto il processo, nonché il clima fascista e intollerante in cui è maturato l'omicidio. Intanto l'avvocato Santini annuncia di voler procedere contro il minore in sede civile, per un risarcimento e perché «quella sede servirà per fare piena chiarezza sui fatti». Le associazioni nate dopo l'uccisione di Biagetti, «I Sogni di Renato» e «Mamme contro il fascismo», si preparano a mantenere alta l'attenzione e a promuovere iniziative in suo ricordo. A partire dall'inaugurazione di una sala prove musicale e una partita di rugby «antifascista».crash

FIERA DELLE AUTOPRODUZIONI NATURALI AL CSOA CARTELLA

Inviato da autonomix | 21 Nov, 2007

CSOA A Cartella: Serata Benefit per Sport Sotto Assedio e video sul g8 di Rostock 2007

Inviato da autonomix | 8 Nov, 2007
serata al cartella
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