Chiaiano, corteo contro la discarica.Bombola del gas contro gli agenti

Inviato da autonomix | 12 Lug, 2008
L'esercito presidia le cave di Chiaiano. Ad Agnano l'inceneritore non si farà! In serata tornan le barricate! (intervista & materiali)

AGGIORNAMENTO_ORE22
Chiaiano si conferma terreno conflittuale per le autorità.. rappresentando anche un'anomalia tra i movimenti napoletani di questi ultimi anni, data la tenacia mostrata da oltre due mesi a questa parte, nonostante la mediazione delle amministrazioni comunali, la rimozione delle barricate ed i falsi sondaggi del governo, cosa non scontata se si pensa ad esperienze di lotta come quelle di Serre, che è stata si la più duratura ma anche la prima a soccombere. Da settimane continuano gli affollatissimi presidi e le assemblee popolari in piazza Titanic, molteplici iniziative sono state snocciolate nel tempo (dal blocco del traffico alle occupazioni delle circoscrizioni): stasera son tornate le barricate, in dissenso rispetto all'arrivo dell'esercito nelle cave, per giocarsi fino in fondo una partita non persa. A Marano i manifestanti hanno bloccato tre autobus di linea, disponendoli sulla carreggiata di traverso e bloccando quindi il traffico. A Chiaiano un'auto è stata ribaltata lateralmente, affiancata da tre cassonetti dell'immondizia e dal tronco di un albero, a mò di barricata. Nonostante nella giornata ci siano stati diversi momenti di tensione con l'esercito, soldati e poliziotti non sono finora intervenuti nonostante si avverta la loro intenzione di sgomberare le strade, dato che è stato riferito ai manifestanti che è intollerabile la presenza dei militari al fianco delle barricate.. L'assemblea di stasera ha intanto lanciato un nuovo appuntamento: sabato 12 luglio, corteo per le strade di Chiaiano per ribadire il no alla discarica.

>> leggi il comunicato diffuso dal Comitato in difesa delle cave di Chiaiano per indire il corteo del 12 luglio

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Chiaiano, corteo contro la discarica
Bombola del gas contro gli agenti

Chiaiano, corteo contro la discarica Bombola del gas contro gli agenti

Soldati davanti alla discarica di Chiaiano

NAPOLI - E' partito il corteo di circa mille persone che protestano contro l'apertura della discarica nel quartiere. In prima fila, donne, anziani, bambini e un grande striscione arancione su cui è scritto "Giù le mani della nostra terra". Sul posto i rappresentanti dei comitati, guardati a vista da un ingente schieramento di forze dell' ordine. In prima fila anche i politici locali. Il corteo si snoderà lungo via Santa Maria a Cubito, per poi raggiungere la piazza Rosa dei Venti e proseguire alla volta del comune di Marano.

Nella notte un rudimentale ordigno è stato lanciato contro il commissariato del quartiere. Ieri era toccato ad un gruppo di carabinieri di guardia davanti all'ingresso della discarica. Questa notte, da una Peugeot qualcuno ha lanciato contro gli agenti una bombola di gas del tipo usato dai campeggiatori. Non ci sono stati feriti né danni.

E' il quinto attentato contro la polizia a Chiaiano. Anche se l'area della discarica è sotto il controllo dai soldati della brigata Garibaldi che hanno chiuso i varchi con il filo spinato, le intimidazioni a Chiaiano continuano. Il sottosegretario all'Emergenza rifiuti Guido Bertolaso getta acqua sul fuoco: "Sono fatti che ci possono stare nel momento in cui si interviene con decisione e autorevolezza per dimostrare che lo Stato c'è". È ottimista il capo della Protezione civile. Prevede che la crisi potrà essere risolta entro la fine del 2009, com'è nei piani del governo: "Sono convinto che stavolta porremo la parola fine a questa vergognosa vicenda".

 

 

 

Bilancio di vertice inutile e ipocrita. L'anti G8 passeggia.. Il prossimo anno a La Maddalena! (intervista & materiali)

Inviato da autonomix | 12 Lug, 2008
No G8 Japan] Bilancio di vertice inutile e ipocrita. L'anti G8 passeggia.. Il prossimo anno a La Maddalena! (intervista & materiali)


|Sapporo, luglio 2008| Si è da poco concluso il vertice internazionale del G8, organo attivo dal 1975, e che racchiude le otto grandi potenze mondiali, Stati Uniti Giappone Germania Regno Unito Francia Italia Canada e Russia. Incontro annuale che si svolge ogni anno in un paese differente, mosso dall'incontenibile pulsione a decider dei destini del mondo per auto-proclamazione, ostentando il loro esser paesi maggiormente sviluppati e aventi le più ingenti economie mondiali. Anche se ciò è vero fino ad un certo punto: non solo i movimenti d'opposizione sociale da anni denunciano l'ipocrisia e l'inutilità del vertice dei grandi, anche insospettabili personaggi legati al mondo della politica e dell'economia si sono più volte interrogati sulla reale operatività del G8, dato quel che questo appuntamento è diventato con il trascorrere del tempo e con i mutamenti che l'economia globale ha portato in termini ridefinizione dei reali poteri forti, di chi ha il potere di decidere rispetto ai diversi ambiti che si van a trattare. Il che ha reso il G8 un organo ancor peggiore ed offensivo di quel che dovrebbe rappresentare: è un banchetto, una passerella per i capi di Stato degli otto paesi più sviluppati al mondo, un ridicolo teatrino rituale su chi si scatenato taccuini e flash di tutte le testate internazionali, che riprendono il cattivo gusto di chi parla della crisi alimentare con la bocca piena, dell'Africa come se fosse un paese di marionette, giunto al tracollo per "sfortunate circostanze".

Evento, quello del G8, che ogni anno, sicuramente da Seattle in poi, ha incontrato la resistenza e l'opposizione dei movimenti per le piazze e le strade delle città scelte come luogo in cui svolgere il vertice. Un conflitto che ha visto come protagonisti tutti quei soggetti e soggettività che l'hanno alimentato ed esteso, in una produzione d'opposizione che ha avuto anche il nostro paese come terreno in cui esprime la rabbia e il dissenso verso le politiche liberiste di cui gli otto grandi si son sempre fatti portatori. Per i movimenti italiani Genova 2001 resta un'esperienza indelebile, non tanto per la barbarie che lo Stato confezionò per le strade alla scuola Diaz o alla caserma Bolzaneto, ma per il grado di scontro che furono in grado di costruire, forgiando anche negli anni successivi migliaia di giovani che su quell'immaginario hanno iniziato il loro impegno politico e militante.
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L'anti-G8 si ferma alle passeggiate
Non è stato un G8 conflittuale dal punto di vista delle proteste, tutto si è svolto nei canoni concordati con la polizia se non in toni ancora più minori. I fattori che hanno influito sono stati diversi: le caratteristiche dei movimenti giapponesi, l'ossessione e la durezza delle leggi penali. Sentori del clima possono essere il fatto che in Giappone le piazze non si occupano o concedono, ma si affittano; il blocco del traffico è un reato gravissimo per il quale si va in carcere, ed infatti i cortei vengono fatti sfilare in un solo senso di marcia della strada e a semaforo rosso la manifestazione deve bloccarsi! La manifestazione più importante e grande è stata quella del 5 luglio, fatta ancor prima che il G8 iniziasse, dove si è registrato un incidente con la polizia che ha portato quattro arresti. La prima grande giornata dei blocchi sarebbe dovuta essere quella del 7 luglio, ma il numero esiguo dei partecipanti e i contrasti tra le componenti giapponesi e straniere ha fatto optare gli organizzatori per il corteo autorizzato verso il lago Toya, il quale si è tenuto solo per la sua metà dato che la pioggia ha costretto alla ritirata. Il resto delle giornate sono proseguite di questo passo, tra assemblee e rinunce. Il movimento giapponese paga sicuramente una legislazione opprimente, ma anche la sua fisionomia anziana, come la sua inesperienza. Un contro-G8 che non è riuscito a far parlare di sè, andando in contro-tendenza rispetto a quelle che sono state le manifestazioni e le dinamiche di scontro degli ultimi vertici internazionali.

Il G8 si conferma la casa delle promesse
Data la povertà espressa dai movimenti di contestazione, giornali e tv hanno riservato molto spazio a quel che era l'agenda e il livello di discussione del G8, cosa molto più complicata negli anni passati, dato che i media avevano l'obiettivo puntato innanzitutto verso i riot scatenati in città. Il vertice è cominciato con i contrasti rispetto al suo allargamento, dato che allo stato attuale non fanno parte del club rampanti paesi emergenti come la Cina e l'India, ciò da anche un pò la cifra del livello di legittimità che un organo del genere può avere, tramutandosi in politico e non economico.. Il programma ha visto avvicendarsi una serie di tematiche di scottante attualità come la crisi alimentare, il caro petrolio, il cambiamento climatico, infine lo sviluppo. Dell'Africa ci si è dimenticati strada facendo, dato che sta ancora aspettando i fondi promessi lo scorso anno al G8 tedesco. Scontate, ipocrite e blande le risposte date rispetto a ciò, il che è palesato in un documento finale che non decide nulla, non prende nemmeno un impegno credibile, oltre gli slogan. La crisi alimentare che ha fatto scatenare rivolte in giro per il mondo e che ha prodotto già le sue prime vittime è stata liquidata con un inno al libero mercato e con l'assurda e criminale conferma degli agrocombustibili come buona risorsa energetica. Il caro petrolio ha obbligato i grandi a rivolgere un appello ai produttori dell'oro nero, perchè ne estraggano una quantità maggiore. Lo sviluppo, per come lo hanno voluto intendere loro, passa per la costruzione di 1000 nuove centrali nucleari lungo il pianeta, anche se ciò ha sollevato dubbi, dato che è stato prospettato da Berlusconi, sicuramente più impegnato nel premere propagandisticamente per il "ritorno al nucleare in Italia" che altro, visto che nel documento conclusivo delle centrali nucleari non vi era traccia.. Infine il cambiamento climatico, protagonista anche di un cambiamento di rotta dell'ultim'ora: prima è stato annunciato il surrealistico 2050 come anno entro cui ridurre le emissioni, poi vista l'indisponibilità degli ospiti Cina e India (arrivati l'ultimo giorno insieme ad altri sette paesi considerati emergenti) a firmare qualunque impegno che possa minare il loro sviluppo (come tra l'altro fa da sempre l'America di Bush, che pretende la firma degli altri ma la sua non la mette! il che viene fatto passare in Occidente per insensibilità dei paesi asiatici ma che invece ha alla base la logica contestazione rispetto ai dati assoluti dei consumi energetici e al trend storico, passato in cui  Usa & company si sono sviluppati mentre Cina e India ancora erano ben lontane da quei parametri!) il tutto si è risolto in un passo indietro nel documento finale, scomparsa la data ricomparso "l'impegno".. G8, un carrozzone di promesse non mantenute e impossibilità e illegittimità a prendere decisioni, buono per il rifacimento del trucco dei leader politici, per la voracità dei media e per l'interesse delle catene culinarie nel preparargli le opulente cene..

..prossimo G8: La Maddalena, see you on the barricades..
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DIRETTA CON IL GIAPPONE

Chiaiano, petardi sui carabinieri e nuove barricate

Inviato da autonomix | 12 Lug, 2008
Chiaiano, petardi sui carabinieri e nuove barricate anti-discarica

I militari di guardia alla cava di Chiaiano destinata a diventare discarica

NAPOLI - Ancora ordigni esplosivi rudimentali contro le forze dell'ordine che presidiano la cava di Chiaiano, destinata ad essere trasformata in discarica. Poco prima delle due di stanotte alcune bombolette a gas da campeggio, collegate ad un petardo, sono esplose in via Cupa dei Cani, dal lato d'accesso alla cava, dove si trova un presidio dei carabinieri.

Gli ordigni sono esplosi ad alcune decine di metri di distanza dai militari, provocando solo fragore ma nessun danno. Gli stessi ordigni artigianali lanciati stanotte, erano stati usati con gli stessi obiettivi nella notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio da giovani a bordo di un ciclomotore, anche allora senza provocare danni.

Questa mattina non si segnalano per ora altri incidenti, dopo le tensioni e le proteste di ieri, nel giorno in cui l'esercito è entrato nella cava del Parco delle colline. Fra breve, infatti, inizieranno i lavori e tra circa 90 giorni, il sito diverrà una discarica operativa in grado di poter accogliere 700mila tonnellate di spazzatura. La mattinata di ieri era stata caratterizzata dal 'soft walking' di una cinquantina di pedoni che, con tanto di cartelli contro il governo e slogan, hanno attraversato le strade lentamente paralizzando il traffico tra il Beverello e piazza Municipio.

Poi in serata le barricate hanno di nuovo fatto la loro comparsa a Chiaiano: intorno alle 20, duecento abitanti hanno bloccato con un'automobile e alcuni cassonetti la strada che da Poggio Vallesana conduce verso Marano. Il blocco stradale è stato accompagnato dai raid di alcune decine di giovani che a volto coperto e a bordo di motorini hanno bloccato gli autobus in transito, sono saliti a bordo e hanno preso le chiavi di accensione costringendo gli autisti a fermarsi e i passeggeri a scendere.

E la gente è anche tornata a riunirsi in assemblea. In piazza Rosa dei Venti, detta anche piazza Titanic, centinaia di persone si sono radunate per dire ancora una volta no ai militari e alla discarica destinata a contenere settecentomila tonnellate di immondizia nei prossimi due anni. I manifestanti hanno ricevuto la solidarietà dell'assessore regionale Corrado Gabriele, che ha partecipato all'assemblea.

[Tn] Pannone punkhardcore

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008
Venerdì 25 luglio 2008

Dal Pomeriggio

Presentazione della due giorni 2008
Mostra 80's fanzine scritti dal punk italiano

Spazio libero per le autoproduzioni: distribuzioni, banchetti, laboratori...
Porta ciò che vorresti fare
Discussione sull'autogestione

Dalle 20.00

Diluvio - Milano
XCharlieX - Provincia de Roma
Afasia - Messina
Spleen Flipper - Crema
Oss - Roma
Verme - Dal Nulla
The Smashrooms - Brescia
Il Male - Bologna

Sabato 26 luglio

Dal pomeriggio:

Assemblea su: pogrom contro i rom, razzismo di stato, aggressioni fasciste, come fermare l'irreparabile...

Dalle 20.00

Neid - Viterbo
Havoc - Torino
Post Fata Resurgo - Roma
Atestabassa - Bari
La Congiura - Rovereto
Inquietudine - Torino
Two Line in Hell - Dappertutto
Impact - Ferrara

Special Guest: No Chappi Bourgerous - Genova

-BENEFIT DETENUTI-
-CUCINA COL VASCELLO VEGANO-
-CAMPEGGIO LIBERO-

IN LOCALITA' DOSSALT PANNONE - MORI (TRENTO) -"VICINO A ROVERETO"

PER ARRIVARCI:

AUTOSTRADA A-22: Uscita Roverto Sud, SP-90 direzione Mori-Riva del Garda, a Loppio girare a destra direzione Val di Gresta/Ronzo (SP-88), procedere fino a Pannone. Prendere la stradina a sinistra del primo tornate e segure le indicazioni.
Cartina su: www.accidiahc.org/

Info line email: scabbya@hotmail.com

Scarica il banner della due giorni
Scarica il flyer ad alta risoluzione

**ATTENZIONE: I CONCERTI INIZIERANNO PUNTUALI!!!!!!!!**

Edizione 2007

Indymedia italia torna online. Tocchiamo ferro.

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008

Premessa:
indymedia nasce il 12 giugno 2000 alle 12:00 con questa definizione: "Indymedia e' un network di media gestiti collettivamente per una narrazione radicale, obiettiva e appassionata della verita'. Ci impegniamo con amore e ispirazione per tutte quelle persone che lavorano per un mondo migliore, a dispetto delle distorsioni dei media che con riluttanza si impegnano a raccontare gli sforzi dell'umanita' libera"

Da allora ha rivoluzionato il far notizia introducendo l'open publish, ossia la pubblicazione aperta, non esclusiva di redattori in cerca di notizie, ma dando direttamente agli utenti la possiblità di inserire le informazioni, con un collettivo di volontari (mediattivisti) pronti a controllare e nascondere/editare (modificare direttamente) in caso di notizie fuori dalla policy (le linee guida che regolano il portale).
Per partecipare e diventare admin ci si iscrive a delle mailinglist e collettivamente si elaborano i contenuti, incontrandosi ogni tanto di persona negli "indymeeting".

Il progetto entra in crisi nel 2006. Per molte nuove notizie inserite fioccano commenti anonimi, atti a infamare, a dare elementi alle forze del (dis)ordine o fuorviare il discorso, senza che gli admin riescano a starci dietro. Il "process" (iter di pubblicazione delle notizie in colonna centrale ad opera degli admins - denominate features) inizia sempre più ad essere un modo per fermare lo sviluppo di notizie eleborate collettivamente, fino al momento in cui Jeff, un magnate che ospitava i server, decide di interrompere il servizio. Su questo dirà: "Sono sorpreso da quanto gli anarchici si lascino ingabbiare da cosi’ tante regole….".
In realtà di anarchici su indymedia non ne sono rimasti molti, anarcotico, progetto oramai chiuso da due anni (al 2008), piace di più come strumento per ricercare/inviare informazioni a chi cerca notizie di stampo radicale.
Un ulteriore problema che il portale si trova ad affrontare è il divenire strumento involontario di aiuto per le forze dell'ordine. Le lotte tra i vari gruppi politici si spostano sulla rete tra le pagine del sito. Una "pecca" tecnica fa si che ogni notizia editata (ad esempio sostituendo i nomi e cognomi con delle XXXX) lasci una copia (non-editata) sulla rete in un archivio tutt'ora consultabile.

A dicembre 2006, il collettivo di persone che gestisce indymedia decide quindi di chiudere al fine di rimettersi in discussione.

Nei primi mesi del 2007 iniziano a rinascere i nodi locali, non più un'indymedia per tutta la penisola, ma una per ogni regione, o meglio per quelli che riescono a completare tutto il burocratico "process di iscrizione" (insieme di documenti e dichiarazioni a certificazione delle buone intenzioni nella creazione del nodo indymediatico).

Arriviamo ai giorni d'oggi, 8 nodi sono stati aperti (Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Roma, Liguria, Calabria) e uno è in via di apertura (Abruzzo)...

Qualche spunto di riflessione

Scrivo queste righe sperando generino critica, riflessione e possano contribuire a far sì che uno strumento non diventi più, come lo era un tempo, un'arma a doppio taglio.

Oggi (venerdì 4 luglio 2008) rinasce indymedia italia, molte persone sono le stesse di allora, altre sono cambiate.
Alcuni problemi rimangono però quelli di un tempo.
Anonimi e infami affollano il newswire, spesso fuori dal controllo degli admin che, sotto loro stessa ammissione, non possono rimanere vigili 24 h su 24.

Alcune volte il sito viene usato per generare zizzania (Emilia Romagna), per rancori personali (Piemonte), pubblicando o no notizie a propria discrezione (Lombardia).

Qualcosa però si può fare per limitare questi problemi.

  • Partecipare direttamente a indymedia (munitevi di molto bicarbonato per reggere l'acidità di stomaco che questa decisione genererà)
  • In caso di commenti/notizie infamanti e delatorie avvertire la lista del nodo interessato (scrivere una email alla lista di gestione, si possono usare i seguenti link: Piemonte, Calabria, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Roma e Napoli).
  • Entrare nella chat dedicata e spiegare il problema, il canale è #indymedia (è il metodo più veloce)
  • Nel caso si conoscano personalmente gli admin contattarli direttamente

don't hate the media, resist the media

uno, nessuno e centomila

APPROFONDIMENTI
Il triste declino di Indymedia da infoshop.org

Erba, la dose non è uguale per tutti:un rasta assolto dalla Cassazione

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008
L'uomo, sorpreso con un etto di marjuana, era stato condannato a 16 mesi di carcere
La Corte ha riconosciuto che per la sua religione fumare spinelli ha un valore sacro

Erba, la dose non è uguale per tutti
rasta assolto dalla Cassazione


Erba, la dose non è uguale per tutti rasta assolto dalla Cassazione
ROMA - "La fumano i dottori, la fumano le infermiere, la fumano i giudici e persino gli avvocati". Così nel 1976 cantava Peter Tosh in Legalize it, uno dei più celebri inni alla liberalizzazione della marijuana. La star del reggae non immaginava che 32 anni dopo a dargli ragione sarebbe stata niente meno che la suprema corte di giustizia italiana. Non è esattamente la legalizzazione dell'erba ciò che ha stabilito la sentenza numero 28720 della Sesta Sezione penale della Cassazione, ma il diritto per chi - come Peter Tosh - professa la fede rasta a fumarla a volontà senza incorrere in sanzioni.

Secondo quanto stabilito dai giudici, chi crede in Jah e nella sua reincarnazione nel negus d'Etiopia Haile Selassie I, può liberamente circolare con qualche dose di "ganja" in più del lecito perché "secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa".

La Cassazione è stata chiamata al pronunciamento in seguito al ricorso di un 44enne di Perugia condannato perché sorpreso dalle forze dell'ordine con un etto scarso di marijuana nella macchina. L'uomo si era difeso sostenendo di essere un adepto alla religione rastafariana e che quindi "l'erba sacra doveva essere consumata fino a 10 grammi al giorno". Una giustificazione "spirituale" che il tribunale di Terni non aveva ritenuto di prendere in considerazione, dichiarando l'imputato colpevole per illecita detenzione a fine di spaccio, condannandolo quindi a un anno e quattro mesi di carcere. Verdetto confermato dalla Corte d'appello di Perugia nel dicembre del 2004 con una sentenza nella quale si specificava che la quantità sequestrata non poteva essere considerata per esclusivo uso personale.

Contro questa decisione l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione, ottenendo soddisfazione dalla Corte Suprema che ha rinviato la condanna alla Corte d'Appello di Firenze affinché riconsideri il caso tenendo presente che la tradizione religiosa rasta prevede l'uso della marijuana come "erba meditativa, come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato il re saggio, e da esso ne tragga la forza, come si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione".

L'esercito presidia le cave di Chiaiano. Ad Agnano l'inceneritore non si farà! Intanto il decreto rifiuti è legge

Inviato da autonomix | 10 Lug, 2008
 L'esercito presidia le cave di Chiaiano. Ad Agnano l'inceneritore non si farà! Intanto il decreto rifiuti è legge



|Napoli, 10 luglio 2008|
Il titolo più adatto a quel che sta avvenendo da questa mattina in Campania sarebbe: "L'esportazione della democrazia inizia a tornare a casa". I militari che siamo soliti vedere in azione nei diversi territori di guerra dove il nostro paese infaustamente opera, da oggi, sono di stanza a Chiaiano..

Questa mattina uomini e mezzi dell’esercito sono entrati nella cava di Chiaiano, supportati da un ingente numero di forze dell'ordine (tornate da settimane nel sito), per presidiare l’area dove dovrebbero essere avviati i lavori per la realizzazione della discarica. Quindi dopo Acerra, Sant'Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino, ecco un'altra "zona di guerra", circondata dal filo spinato e irrobustita dai fucili spianati dei soldati. L'esercito arriva giusto il giorno dopo l'approvazione al Senato del decreto rifiuti, diventato legge attraverso il voto compatto del governo Berlusconi e l'astensione del Partito Democratico.

Subito dopo l'arrivo dei mezzi militari sono tornati in strada anche i cittadini di Chiaiano e Marano, che stanno continuando da settimane i presidi e le manifestazioni contro la discarica. Attraverso l'oramai testato strumento dello "slow walking" hanno bloccato e paralizzato il centro partenopeo camminando di continuo sulle striscie pedonali, prima in via Marina, poi in via De Petris. Hanno annunciato di voler andare a depositare la raccolta differenziata autogestita sotto Palazzo Salerno, sede della struttura di supporto al sottosegretario alla monnezza Bertolaso.

Niente più inceneritore ad Agnano
Il sindaco Iervolino, con la sua prepotenza e saccenza, aveva annunciato che l'ex base della Nato sarebbe stato il sito che avrebbe accolto l'inceneritore di Napoli. Aveva (stra)parlato dell'assoluta idoneità del luogo e delle condizioni di sicurezza dell'impianto.. Oggi arriva il passo indietro, lo stesso Bertolaso, in seguito alle sollecitazioni e alle proteste dei comitati e dei cittadini, ha dovuto ammettere l'impraticabilità della cosa.. Il sottosegretario ha annunciato che entro la fine di luglio verranno trovati altri spazi disponibili insieme al sindaco, per poter dare il via ai lavori a settembre. Da brividi i primi due nomi fatti: Scampia, luogo simbolo delle schifezze combinate nelle periferie napoletane, lasciate nell'oblio, nelle mani della camorra e dell'eroina; Gianturco, al fianco del centro sociale Officina 99, sito già preso in considerazione in passato e poi abbandonato per le proteste dei cittadini.

>> guarda il video del Corriere del Mezzogiorno

>> guarda la fotogallery de La Repubblica di Napoli

BR>Fillon firma: estradizione vicina per Marina Petrella, che si sta lasciando morire in carcere

Inviato da autonomix | 8 Lug, 2008
Fillon firma: estradizione vicina per Marina Petrella, che si sta lasciando morire in carcere


|Parigi, luglio 2008| Il 9 giugno scorso, il primo ministro francese Francois Fillon ha firmato il decreto di estradizione dell'ex brigatista Marina Petrella, la partenza per le carceri italiani è ora possibile in ogni momento. Nonostante ciò gli avvocati han fatto ricorso al Consiglio di Stato per la revoca, il comitato di sostegno continua a trovarsi ogni giovedi pomeriggio all'uscita del metrò Sevres-Babylone. A render ancor più drammatica la situazione è lo stato di salute di Marina, rinchiusa da un anno in carcere, prima a Fresnes, ora nel reparto psichiatrico di Fleury-Merogois, dove si sta lasciando morire di stenti, senza mangiare, senza veder più nessuno. I medici che l'han visitata l'hanno trovata in uno stato assolutamente preoccupante, lo stato depressivo in cui è caduta le sta facendo perdere due chili a settimana.

La storia di Marina
Marina Petrella, 54 anni, vive da 17 anni in Francia, a Parigi, dove fino all'arresto nel 2007 ha svolto il lavoro di assistente sociale. Venuta nel paese transalpino in seguito a quella che è sempre stata etichettata come "dottrina Mitterrand", prendendo il nome dal presidente socialista che nel 1985 promise riparo dalle persecuzioni della giustizia italiana per i militanti che si fossero decisi a concludere l'esperienza armata. Marina, guerrigliera della colonna romana delle Brigate Rosse, come altri, fece questa scelta, trasferendosi in Francia da latitante, dopo otto anni di carcere preventivo in Italia, acquisendo tutti i documenti regolari a Parigi.

Nuova caccia alle streghe

Il clima è radicalmente cambiato dall'estate del 2002: Paolo Persichetti, professore all'università di Paris-VIII, viene estradato come recitava l'accordo raggiunto tra i ministri della giustizia italiana e francese, Roberto Castelli e Dominique Perben. Stessa sorte sembra intravedersi per Cesare Battisti, scrittore di romanzi noir, che nel 2004 è costretto a fuggire dalla Francia per rifugiarsi in Brasile, dove viene poi arrestato nel 2007, per esser oggi in attesa di estradizione. Nel 2002 erano 11 i "terroristi" presenti nella lista delle persone da riportare in Italia, per incarcerarle. Tra di essi vi è Marina Petrella, che nell'agosto del 2007 viene convocata dalla polizia per un (falso) problema con il libretto dell'auto, per poi essere ammanettata e condotta in carcere, dove ora rischia di morire.

Sito Internet: www.paroledonnee.info

Pistoia - Vergognoso accordo tra provincia ed esercito

Inviato da autonomix | 8 Lug, 2008

I militari che abbandoneranno l'esercito per ragioni personali e senza demeriti saranno reinseriti nel mondo del lavoro grazie a particolari facilitazioni, venendo segnalati ai centri per l'impiego dalle istituzioni stesse visto l'importante ruolo svolto dai suddetti nel corso del periodo di leva: questo è quanto emerge dal vergognoso accordo siglato nella giornata di ieri tra la provincia di Pistoia, il comando militare dell'esercito e l'ente per l'inserimento nel mondo del lavoro dei militari congedati, il tutto senza che nessuna forza politica, sinistra radical-chic compresa, lanciasse un grido di sdegno nei confronti della vicenda.

La manovra organizzata dal presidente della provincia, il piddì Gianfranco Venturi, sembra essere solo la punta dell'iceberg di un piano criminoso che potrebbe estendersi in breve tempo a tutte le altre città italiane, in segno di una "rinnovata collaborazione tra Esercito ed Istituzioni". Ma la realtà è ben diversa e questo falso spirito collaborativo nasconde il prezzo da pagare da parte di migliaia di giovani disoccupati e precari: entro pochi mesi, forse settimane, il governo manderà infatti nelle piazze oltre 2500 soldati per "pattugliare" le strade e combattere la criminalità, militarizzando di fatto il territorio. Si annuncia dunque uno "scambio di cortesie" tra gli organi di potere: da una parte l'impegno dello stato maggiore dell'esercito (in un primo momento demagogicamente critico nei confronti della risoluzione) in un efficace azione di ordine pubblico, dall'altra favori di stampo clientelare verso i “difensori della patria”. E chi sarà a farne le spese? I soliti noti, naturalmente.

Che se ne dica, sono centinaia i giovani pistoiesi che ogni giorno cercano disperatamente un lavoro con cui costruirsi un futuro, spesso costretti ad estenuanti (ed inutili) file di attesa negli uffici di collocamento per poi sentirsi dire "riprova tra qualche mese, sarai più fortunato" ed ogni volta è sempre la stessa storia, e molti sono anche quelli che vengono ricusati per le loro idee e i loro impegni politici (sindacalisti, anarchici). A questo possiamo aggiungere l’oramai formalizzato diritto degli ex militari ad avere per primi un lavoro, magari sicuro, ben remunerato, magari che non richieda grossi impegni o sacrifici, mentre chi da mesi o addirittura anni attende la possibilità di avere una misera busta paga per poter semplicemente vivere e nulla più può mettersi l’anima in pace: il lavoro ai meritevoli, prima di tutto.

La situazione in cui versano le frange emarginate della popolazione si fa quindi sempre più grave, acuitasi anche a causa della politica securitaria del nuovo governo e del beneplacit dell' "opposizione", ed assistiamo all’ennesimo imbroglio col quale il potere vuol far pesare sulle spalle dei più l’interesse di pochi: a Pistoia come in tutta la penisola, gli anarchici sono pronti a lottare e a mobilitarsi, ancora una volta, contro l’ipocrisia del potere e dei suoi servi! Non basteranno bestie in divisa a fermarci!

Anarchici Pistoiesi

http://anarchicipistoiesi.noblogs.org

La val Susa non è d'accordo! Un migliaio in assemblea contro l'accordo di Pra-Catinat e il Progetto Fare

Inviato da autonomix | 5 Lug, 2008
La val Susa non è d'accordo! Un migliaio in assemblea contro l'accordo di Pra-Catinat e il Progetto Fare

Bussoleno, 4 luglio 2008
Tutti d'accordo? Non proprio...
Il popolo-movimento No Tav si è ritrovato ieri in una delle sue assemblee storiche, di quelle che segnano i momenti di passaggio o rottura... una chiamata a raccolta lanciata nei giorni scorsi dai comitati popolari per costruire collettivamente la risposta all'Accordo firmato dai sindaci e dal presidente dell'Osservatorio Tecnico Mario Virano la scorsa domenica  a Pra Catinat, ma anche per scofessare in Progetto Fare proposto dai tecnici della Comunità Montana (con l'avvallo della Conferenza dei Sindaci).

Che fosse il clima delle grandi occasioni lo si percepiva nell'aria lungo tutta questa settimana vissuta con rabbia e volontà di riscatto da una valle che si è sentita "tradita" e non più "rappresentata" dai propri amministratori; lo si intuiva dai commenti nei bar e dalle imprecazioni nei mercati contro chi ha sevenduto il vantaggio e il punto di forza del movimento alla lobby del Tav ("Treno Antonio Virano" come l'ha ribattezzato Alberto Perino) e al partito trasversale degli affari.

L'assemblea si è aperta con una breve introduzione di Alberto Perino (> ascolta) che ricordava l'urgenza e delicatezza del momento. La parola è quindi passata agli ingegneri Marina Clerico e Claudio Cancelli del Politecnico di Torino (nonché residenti valsusini e militanti NoTav) che hanno de-costruito l'impianto dell'accordo e del progetto tanto sul piano tecnico quanto su quello più schiettamente politico.
> L'intervento di Marina Clerico

> L'intervento di Claudio Cancelli

Rifondazione Comunista e Indipendenti di Sinistra escono dalla Comunità Montana
Tra i dati salienti della serata la pubblica rottura di Rifondazione Comunista di valle e del raggruppamento degli indipendenti di centro-sinistra che sono fuoriusciti dalla maggioranza della Comunità Montana, ritirandovi i relativi assessori.
Due comunicati che, nelle differenti sfumature di tono ribadivano concetti comuni:
[non] "ci presteremo a svendere le lotte che, anche altrove, grazie all’esempio della nostra lotta, sono nate ed hanno messo in discussione poteri che sembravano invincibili. Altri continuino sulla strada di “progettare la progettazione”; noi proseguiremo nella resistenza aperta".  (Rifondazione Comunista)

"Il tempo, la storia, ripartirà noi tutti nelle caselle della coerenza, della ragione, della dignità, dell'ambiguità, della doppiezza, dell'opportunismo. "A ciascuno il suo", affermava Sciascia.
Pertanto in un contesto economico ed ambientale del Paese, che non è certo migliorato nell’ultimo periodo, si possono solo confermare le ragioni del NO all’Alta Velocità ferroviaria". (Indipendenti di centro-sinistra)

> Il comunicato di Rifondazione comunista (val Susa)


> Il comunicato degli Indipendenti di centro-sinistra

> L'intervento di Nicoletta Dosio in assemblea

Gli amici che continuano a marciare con noi
Presente anche alla serata, in rappresentanza dei sindaci dissidenti, anche Loradana Bellone e Rino Marceca per gli amministratori contrari al percorso dell'Osservatorio Tecnico. Loredana ha anche comunicato ai presenti la solidarietà dell'europarlamentare Giulietto Chiesa.
Interviene anche Vittorio Agnoletto, ricordando la funzione-trappola giocata dall'osservatorio per spaccare l'unità movimento-sindaci spiegando come, "vista dall'Europa", tutta la manovra Virano appariva in tuttla sua evidenza di truffa e raggiro a danno delle ragioni del No Tav.
> L'intervento di Loredana Bellone (sindaco di san Didero)

> L'intervento di Vittorio agnoletto (europarlamentare)

Né Accordo, né F.a.r.e. né tunnel di base
L'assemblea si è infine chiusa con la lettura pubblica (discusssa e corretta a più riprese dai* presenti) del comunicato pubblico dell'assemblea popolare.
Un buon esempio della distanza che corre tra la democrazia dal basso del movimento e quella secretata nel chiuso delle stanze della Conferenza dei Sindaci.

Il movimento No Tav in assemblea ribadisce dunque la sua ferma opposizione: all'Accordo di Pra-Catinat, al progetto Fare, alla realizzazione di qualunque tunnel di base o nuova infrastruttura in valle. E rilancia con la proposta di una mobilitazione di carattere nazionale No Tav da costruirsi per il prossimo autunno e la preparazione di una fiaccolata serala in contemporanea del prossimo tavolo politico (prevista per fine luglio).
> L'intervento in assemblea di Lele Rizzo (com.lotta popolare/askatasuna)

IX CAMPEGGIO NO TAV (21-27 luglio 2008)
(programma completo - clicca sotto)

G8 Japan] 5.000 in manifestazione. Arresti all'apertura del vertice. Impedito l'ingreso ai sindacalisti sud-coreani

Inviato da autonomix | 5 Lug, 2008
5.000 in manifestazione. Arresti all'apertura del vertice. Impedito l'ingreso ai sindacalisti sud-coreani


Giappone, 5 luglio 2008 - Migliaia di manifestanti, almeno 5.000 secondo gli organizzatori, si sono dati appuntamento a Sapporo, nell'isola settentrionale di Hokkaido, per protestare contro il vertice degli Otto Grandi, in programma dal 7 al 9 luglio, a poche decine di chilometri di distanza, a Toyako.

 Tra misure di sicurezza eccezionali, con centinaia di agenti di polizia in tenuta anti-sommossa, sindacalisti, pacifisti, agricoltori, studenti e attivisti no global hanno concentrato  l'obiettivo della manifestazione odierna sulla crisi alimentare che sta colpendo i Paesi e le aree più povere del mondo. Riuniti in un parco di Sapporo, il centro più grande dell' isola, la manifestazione è stata tranquilla ma gli organizzatori del corteo hanno denunciato l'arresto di due manifestanti.

A Sapporo erano arrivati anche una trentina di sindacalisti sud-coreani del sindacato Kctu, ma gli organizzatori del G8 hanno interdetto loro l'ingresso in Giappone e sono stati trattenuti in aeroporto. I militanti hanno però dichiarato che non si tireranno indietro «davanti alla repressione».

Il vertice dura tre giorni e si svolge a poche decine di chilometri dalla città di Toyako. Parteciperà anche Silvio Berlusconi già arrivato a Tokyo per la sua prima visita pubblica nel Paese del Sol Levante.


I video della protesta
:   clip1          clip2      

Video-spot, proteste delle scorse settimane: 
clip3     clip4

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Cesena - In merito all’esperienza dell’Ex-Consorzio occupato

Inviato da autonomix | 5 Lug, 2008

Distribuito alla cittadinanza

Cesena, 01/07/2008

Mentre la Cesena/vetrina si prepara ad un caldissimo luglio all’insegna del consumismo più sfrenato, tentando attraverso fastosi venerdì sera di shopping fuori orario di trattenere gli ultimi cittadini che ancora non imboccano le strade della riviera, l’Ex-Consorzio squat, recentemente occupato, viene spontaneamente lasciato dalle persone che nei giorni passati l’hanno fatto rivivere.

Teniamo in questa circostanza a ribadire, qualora non fosse già chiaro ai più, che la motivazione del gesto non è riconducibile in alcun modo ad un segno di resa nei confronti di amministrazione comunale e forze dell’ordine, per altro visibilmente in apprensione riguardo la situazione creatasi in città nei 10 giorni trascorsi. Trattasi piuttosto di una ragione scaturita da un equivoco burocratico/catastale in quanto, nonostante le ricerche preventivamente intraprese potessero far pensare il contrario, l’immobile è risultato appartenere ad un privato.

E’ importante sottolineare alla cittadinanza che, nonostante lo stabile in questione fosse da anni abbandonato ed inutilizzato, e nonostante sia cruciale rivendicare il diritto ad uno spazio di aggregazione e confronto orizzontale, le nostre intenzioni esulassero da un obiettivo di questo tipo; a livello pratico, per la totale mancanza di prospettive in merito alla strada accidentalmente intrapresa. A livello ideologico, perché quella che quotidianamente portiamo avanti è una lotta nei confronti delle istituzioni, non delle persone.

La nostra totale rottura è da indirizzarsi alle politiche locali, che gettano cemento ed antenne, deturpano l’ambiente, vomitano ipermercati, sgomberano spazi sociali, psichiatrizzano, fomentano l’intolleranza razziale, spersonalizzano gli individui riducendoli a merce nelle fabbriche e consumatori nei grandi magazzini. E in particolare al Comune di Cesena, che preferisce lasciar marcire stabili da anni abbandonati piuttosto che vederli frequentati, utilizzati, abitati, quando non è una postilla di sacrosanta legalità a legittimarlo. La stessa legalità che però non incontra problema alcuno nel tollerare nel territorio una base militare ed i suoi aerei che dispensano morte su terre lontane; che ovviamente ritiene accettabile espropriare di un tetto e rispedire tra le braccia dell’inverno chi non ha in tasca un permesso disoggiorno; e di fronte all’ossessione del progresso più sfrenato non ha scrupoli nel traslocare anziani lontano dai ricordi di una vita per poterne inghiottire le case sotto ad una modernissima superstrada o secante.

Non era e non sarà mai nostro interesse occupare la casa di un privato. Se non avessimo avuto fino all’ultimo giorno un minimo dubbio sul fatto che l’edificio potesse essere pubblico, non l’avremmo sicuramente fatto. Il vespaio di false informazioni sollevato e diffuso con grande ignoranza da digos e quotidiani locali non ha di certo aiutato nell’acquisizione di tale certezza. Nei 10 giorni intercorsi, abbiamo ad ogni modo sperimentato la gioia di riaprire uno spazio ormai inutile (ed inutilizzato) a chiunque sentisse la necessità di intrecciare rapporti umani estranei a logiche associative istituzionali, ci siamo confrontati per quanto possibile in maniera costruttiva con il vicinato, abbiamo organizzato iniziative di vario tipo, tutte ampiamente partecipate, meravigliandoci di quanto la collocazione geografica dell’Ex-Consorzio potesse favorire una grande affluenza, soprattutto di giovani (in buona parte giunti spesso a piedi o in bicicletta).

Abbiamo dato una forma concreta al nostro desiderio di autogestire ed autocostruire il quotidiano. Un periodo breve, ma di forte intensità. Giorni che hanno saputo lasciare il segno. Ragion per cui non usciamo affatto “sconfitti” dall’esperienza dell’Ex-Consorzio, né riteniamo essa abbia rappresentato uno spreco di tempo ed energie; al contrario, con nuovo vigore ed entusiasmo rinnovato ci ritroviamo a testa alta a reinvestire le nostre potenzialità, ognuno nella maniera che riterrà più opportuna e consona, in ulteriori progetti, individuali e di gruppo, per una critica radicale di questo esistente…

...LE IDEE NON SI SGOMBERANO - EX-CONSORZIO SQUAT...

Torino - Minacce di sgombero del Mezcal

Inviato da autonomix | 5 Lug, 2008

Dal viscidume di CronacaQui

«Via gli squatters dalla Certosa Reale»
Anarchici, il sindaco chiede lo sgombero

COLLEGNO 04/07/2008 - «Via gli squatters dalla Certosa Reale». Il sindaco Silvana Accossato è stata molto chiara ieri mattina, quando ha incontrato il prefetto Paolo Padoin. Tra gli argomenti più discussi la situazione riguardante il padiglione 21, di proprietà dell’Asl To3, che da due anni è occupato da un collettivo di anarchici che, a quanto pare, mal si conciliano con la cittadinanza. «Abbiamo ricevuto le giuste lamentele di alcuni cittadini residenti nel nostro centro storico e nell’area centrale per il rumore dovuto a musica troppo alta nelle notti di sabato e domenica scorsi - racconta la prima cittadina -. I cittadini pensavano fosse dovuto agli spettacoli di Colonia Sonora, la nostra rassegna musicale che si tiene nel cortile della Lavanderia a vapore. Abbiamo presto chiarito che il disagio, invece, era causato da una sorta di concerto non autorizzato organizzato dagli occupanti del padiglione 21».

Insomma, dopo che l’estate scorsa si erano scatenate le polemiche per i volumi troppo alti del festival regolare, ora che queste sembrano rientrate subentrano quelle sui rave-party, rigorosamente non autorizzati, degli squatters. «Ho chiesto al prefetto di intervenire in modo risolutivo per una situazione che da troppo tempo si trascina e periodicamente presenta elementi di grave turbativa dell’ordine pubblico - dice Accossato -. E lui mi ha assicurato che si occuperà con sollecitudine di tutta la vicenda». Dunque, la permanenza degli occupanti del padiglione potrebbe avere i giorni contati.

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