Ritratto di un fascista di successo dei nostri giorni

Inviato da autonomix | 26 Lug, 2008

Riceviamo e pubblichiamo:

Oggi pomeriggio alle 16,30 l'Associazione Giovine Italia ha organizzato, come ripiego, un'assemblea aperta alla cittadinanza, presso i locali della Parrocchia di Santa Zita.
All'incontro parteciperanno il parlamentare europeo e segretario nazionale Forza Nuova Roberto Fiore, di cui molti hanno avuto modo di farsi un'opinione.
Interessante è invece approfondire la conoscenza dell'altro promotore dell'iniziativa, il presidente nazionale della Giovine Italia, Luciano Silighini, la cui biografia offre uno spaccato interessante di cosa vuol dire essere fascisti oggi, sapendo coniugare tradizione reazionaria e modernità spettacolare.

Nato nel quartiere operaio di Cornigliano da una famiglia di immigrati dal sud il 23 febbraio 1976, a quattro anni, per sua stessa dichiarazione, sa già scrivere e leggere come un piccolo intellettuale.
"Fin da bambino dell'asilo" scrive sul suo sito "giravo con disegnata sui quaderni la 'fiamma tricolore' del M.S.I.".
Studia al liceo privato "Calasanzio" di Cornigliano.
Nel 1993 è tra i fondatori di Forza Italia Liguria. A 17 anni è il più giovane dirigente di FI nazionale. A 19 è presidente del "Club Forza Italia Modigliani" e nel 1997 vince il congresso nazionale del partito diventando coordinatore regionale.
Si laurea in filosofia delle Religioni. La teologia, applicata alla (propria) vita è la sua passione. Dopo un intenso contatto epistolare con il cardinale Luigi Tettamanzi fonda la "Confraternita della Croce Nera".
Intanto Silighini continua la sua attività all'interno di Forza Italia con passione e successo, collaborando anche all'organizzazione e sviluppo delle risorse umane della Provincia di Genova.
Nel 2001 ha la bella idea di istituire "IL TROFEO DELLA LIBERTA'" e nel 2005 inventa il concorso nazionale "MISS AZZURRA: la più bella di Forza Italia".
Silighini, come tutti i giovani italiani sani, ama scherzare, divertirsi e viaggiare, come dimostrano le belle pagine personali sul suo sito , ed è anche uno sportivo, ma resta comunque una persona molto seria ed impegnata: nel 2006 entra nel "Comitato per l'Occidente" del sen. Marcello Pera.
Durante l'utlima campagna elettorale lamenta di aver subito diverse aggressioni in cui viene apostrofato come fascista. Una di queste avviene proprio nel suo quartiere d'origine, Cornigliano, da parte di un ex-partigiano ottantunenne, l'altra, stando alle dichiarazioni di dello stesso Silighini, da parte di un marocchino.
Nell'ottobre del 2007 è tra i promotori, insiema a Forza Nuova, della fiaccolata di protesta contro la proposta di costruzione di una moschea a Cornigliano. Silighini, che nell'azione politica come nella vita è coerente coi suoi radicati principi morali e religiosi, organizza anche un rosario davanti alla madonna posta proprio di fronte all’ingresso delle ex officine Passalacqua, l’edificio di proprietà del centro islamico ligure dove potrebbe sorgere la quarta moschea ligure.
"FAREMO come fecero i nostri antenati nel 1746." dichiara Silighini al SECOLO XIX di Genova "Dopo molto pregare davanti a una statua della Madonna videro levarsi le acque del Polcevera e trascinare via mille soldati austriaci" e aggiunge «Per una preghiera che illumini le menti dei politici affinché scaccino i romeni accampati sul fiume, non trasformino l'Italsider in una centrale elettrica e, soprattutto, rinuncino alla possibilità di realizzare qui una moschea».
Sempre nel 2007 interviene nel dibattito politico su sicurezza-criminalità-immigrazione proponendo, come presidente dell'associazione culturale Giovine Italia, la castrazione chimica.
Intervistato da Giovanni Buzzatti per ilgiornale, Silighini parla a nome dell'associazione e, a chi gli fa notare che i suoi membri si dichiarano «legati da un’ispirazione dichiaratamente di destra», precisa che «su temi del genere, e in questi tempi, destra e sinistra contano sempre meno - riprende Silighini Garagnani-. Io vivo a Cornigliano, dove vediamo ogni giorni che effetti deleteri provocano i campi nomadi, siano autorizzati o meno. Le ultime vicende di cronaca (la donna massacrata a Roma, i fidanzatini aggrediti mentre erano in auto) ci dicono che l’Italia è il fulcro del degrado dell’Occidente. Bisogna reagire. Il pacchetto sicurezza del governo? Un contentino di fronte a un’emergenza continua - aggiunge -. Su questi temi, lo ripeto, siamo tutti d’accordo: una donna non può girare con l’incubo di essere aggredita. Chi lo fa deve sapere che gli spetta una punizione esemplare».
In occasione di quell'intervista, e precorrendo brillantemente i tempi, propone quella che, per sua stessa ammissione, è una sua vecchia idea: far intervenire l'esercito ni quartieri a rischio delle città italiane.
«Mandiamo l’esercito nei quartieri a rischio. Questo non significa militarizzare la città o creare un clima di paura. Al contrario: vedendo qualche divisa in strada tutti si sentiranno più difesi».
Venerdì 18 gennaio 2008 nella federazione genovese di Forza Nuova in Piazza Giusti 1, il segretario nazionale di FN Roberto Fiore, annuncia con gioia il passaggio tra le fila del suo movimento di un ex-dirigente di Forza Italia: Luciano Silighini.
"Slighini," si legge sul sito di FN "ex responsabile giovani di FI, fondatore del primo Circolo di Forza Italia di Genova, ha guidato la rivolta antimmigrazione di Cornigliano, quartiere nel quale ha preso 2000 preferenze."
Brillante intellettuale, cattolico fervente, carismatica personalità politica vicina ai bisogni della gente comune, Silighini è anche un self-made-man, che ha saputo conquistarsi una posizione di prestigio anche nel campo lavorativo.
Dal 1993 si dedica all'attività di ideazione, organizzazione e produzione di format televisivi, specializzandosi nell'organizzazione di meeting e congressi politici e nella consulenza a parlamentari.
Dopo aver lavorato per le più note ditte del panorama econimico nazionale, dal 2000 inizia ad occuparsi esclusivamente di televisione, collaborando anche come talent-scout, a importanti produzioni televisive e cinematografiche e dimostrando così come di questi tempi fascismo e il cattolicesimo più reazionari vadano più che d'accordo con il mondo della televisione e delle veline.
In pochi anni i successi sono molti, tanto che i principali rotocalchi italiani parleranno di lui.
Il 14 febbraio 2003, Novella 2000 scrive: "Pare che il noto manager televisivo Luciano Silighini Garagnani dopo aver flirtato prima con Alessia Fabiani, ex letterina e poi con Maddalena Corvaglia, ex velina di "Striscia la notizia" ora s intrattenga con una ex miss di "La sai l'ultima" e quasi velina bionda Francesca la Gala... ".
Instancabile, creativo e molto sensibile al mondo femminile, e forse in omaggio ai suoi trascorsi berlusconiani, ha diretto un film dal titolo "21 giugno" dedicato alla leggenda del fantasma Azzurrina.
Dal 2007 ha in lavorazione anche un film sul grande Genoa di Skhuravy e Agiuleira, un'altre delle passioni di questo giovane italiano a cui tutti dovremmo appassionarci...

Crema - Attaccata sede della Croce Rossa Italiana

Inviato da autonomix | 24 Lug, 2008

Muri imbrattati con la vernice e scritte con accuse di genocidio alla sede di via del Macello. Indaga la Digos. Il presidente Vannoni: “Inspiegabile”

Crema - Attacco alla sede della Croce Rossa di via Macello. I muri della facciata, in corrispondenza della finestra con la bandiera italiana ed europea, sono stati imbrattati di vernice rossa. I responsabili si sono firmati con la A cerchiata di Anarchia. Hanno usato uova riempite di vernice rossa.
Davanti alla sede, sotto il muretto del parcheggio adiacente allo stabile, sono stati appesi dei lenzuoli. Sopra c'era scritto: «Complice nelle torture nei Cpt». E ancora: «Fuori dai Cpt».
Tutto materiale che è stato sequestrato stamattina dalla Digos di Crema.
I poliziotti della squadra che si occupa dei reati politici erano alla sede già questa mattina presto. Sono stati alcuni volontari che stavano montando nel turno a chiamare il 113.
Alcuni giorni fa, sempre davanti alla sede, era comparso un volantino (visto anche in altri punti della città, compreso il monumento ai caduti delle foibe; quasi un presagio di quanto sarebbe accaduto alla Croce Rossa), che accusava di «genocidio» la Croce Rossa, proprio per il ruolo di assistenza svolto nei Centri di permanenza temporanea dove sono ospitati gli stranieri in attesa di essere espulsi.
«Un gesto inspiegabile» dichiara il presidente della Cri cremasca, «queste persone non hanno compreso il vero spirito della nostra azione, che è sempre e solo finalizzata a fare del bene e a dare solidarietà».
Anche il sindaco Bruno Bruttomesso ha espresso la sua vicinanza alla Croce Rossa e ha promesso la linea dura contro i responsabili. Negli ultimi giorni la Croce Rossa è finita nella bufera anche per il ruolo avuto nel censimento dei campi nomadi.

Il volantino apparso sui muri della città nei giorni scorsi.

Ostinata disobbedienza! COSA SUCCEDE A TORINO?

Inviato da autonomix | 23 Lug, 2008

 

 Da una mail di un antirazzista torinese

 22 luglio. In mattinata, un gruppo di ragazzi della sinistra cittadina si piazzano alla fermata degli autobus di fronte a Porta Nuova e illustrano ai passanti il proprio dissenso nei confronti «dell'ondata di razzismo e xenofobia che sta abbruttendo di giorno in giorno la coscienza civile di questo paese». Appendono in giro grosse impronte digitali e poi bloccano per qualche minuto un autobus di passaggio, con uno strisione che recita: «Ieri leggi razziali, oggi impronte digitali». Per finire occupano simbolicamente il 67 - teatro quasi due mesi fa di una retata dal sapore più nazista del solito - e distribuiscono volantini ai passeggeri, promettendo ostinata disobbedienza ai provvedimenti razzisti del governo. Qualche ora dopo uno stagionato antirazzista se ne sta pedalando fischiettando verso casa, ripensando agli accadimenti della mattina - che lui ha avvistato solo di lontano. In piena via Garibaldi si imbatte in due camionette della polizia e, appostate dietro l'angolo con via XX Settembre, in due pattuglie di poliziotti: gli agenti se ne stanno lì a chiacchierare tra loro e con altri funzionari in borghese, quasi tutti indossano guanti di pelle nera. Incuriosito, l'antirazzista si ferma ad osservare la scena. Dopo poco arriva il 4, i poliziotti si irrigidiscono, poi si piazzano sui binari, fermano il tram e ordinano all'autista di spalancare le porte. Fanno irruzione sul mezzo e ne riescono dopo qualche minuto, questa volta a mani vuote. Poi si appostano di nuovo. Dopo un attimo di incertezza il nostro antirazzista pedala fino alla fermata precedente, sale sul primo autobus di passaggio, dice al conducente di aspettare e spiega ai passeggeri cosa li aspetta dietro l'angolo se sono stranieri e senza documenti. L'autista si imbestialisce, ma vari passeggeri scendono dal mezzo per perdersi tra la folla che passeggia in centro. Da quel momento, su e giù tra la fermata ad avvertire e il posto di blocco a controllare, fino a che la polizia non leva le tende e cambia zona. Un po' sudato, il nostro nemico dei rastrellamenti si rimette in sella e si avvia verso casa. Ripensa ai fatti del mattino, a quelli del pomeriggio, e ripete tra sé e sé: «si può fare, si può fare davvero». Rottweiler 21 luglio. Nel pomeriggio una quarantina di antirazzisti si radunano nella centralissima via Garibaldi, determinati a far conoscere alla città la storia degli occupanti di via Pisa. Striscioni, megafono, amplificazione e un migliaio di volantini da distribuire ai passanti. In molti si informano, altri chiedono, altri ancora si fermano soltanto ad ascoltare. Peccato che ad osservare la scena ci sia quasi tutta la Digos di Torino, insieme agli equipaggi di tre camionette dei Carabinieri e due della Polizia. Altre tre camionette sono pronte nella piazza del Municipio, pochi passi più in là. Perché tante divise a vigilare su di un presidio tutto sommato così ordinario? A detta degli ispettori della Digos per dividere i manifestanti dagli esponenti del Comitato Spontaneo di Lucento - «almeno in duecento e accompagnati da alcuni ferocissimi rottweiler» - che sarebbero dovuti arrivare di lì a poco per una loro iniziativa di protesta. Ma, durante tutto il pomeriggio, in piazza non compariranno né lucentesi razzisti né cani feroci di nessuna specie: evidentemente, l'esibizione di tanti muscoli serve a dividere i manifestanti antirazzisti dal sindaco Chiamparino e dall'assessore Curti, ancora in preda alle convulsioni dal giorno dell'occupazione dello stabile di via Pisa 5. http://www.inventati.org/fenix/links.php

Roma, aggredita giovane lesbica nella Gay Street di San Giovanni

Inviato da autonomix | 23 Lug, 2008
La ragazza rientrava a casa dal lavoro quando è stata colpita alle spalle
Arcigay: "Colpito luogo simbolo della comunità omosessuale romana

Roma, aggredita giovane lesbica
nella Gay Street di San Giovanni


Roma, aggredita giovane lesbica nella Gay Street di San Giovanni

ROMA - Le hanno gridato "lesbica di m..." e poi l'hanno inseguita e colpita con dei calci. E' successo domenica notte a una ragazza di 20 anni, aggredita a Roma perchè lesbica. Lo denuncia Arcigay Roma. La giovane, collaboratrice di Coming Out, storico bar omosessuale romano e cuore della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano, stava tornando a casa dal lavoro quando è stata afferrata alle spalle, insultata e colpita, riportando contusioni su varie parti del corpo.

La Gay street di Roma è una via che da San Giovanni in laterano arriva fino al Colosseo. Lungo questa strada ci sono alcuni ristoranti, un albergo e un pub, il Coming Out appunto. Locale piccolo, ma dal grande valore simbolico. Non senza plemiche. Come quella che nei giorni scorsi è scoppiata tra l'Arcigay e il presidente del Primo Municipio Orlando Corsetti. L'associazione degli omosessuali aveva chiesto nei mesi scorsi che quel tratto di strada fosse pedonalizzato per quaranta giorni, perchè considerato un luogo con forte potere simbolico e identitario per migliaia di lesbiche, gay e trans. Inoltre la chiusura al traffico avrebbe, sempre secondo l'Arcigay, consentito la realizzazione di varie iniziative culturali. La questione si era però momentaneamente chiusa con un rifiuto da parte di Corsetti.

"E' l'ennesimo violento attacco alle persone lesbiche e gay - ha commentato il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo - Un episodio preoccupante perchè le modalità sono analoghe a quelle dell'aggressione di Cristian Floris, avvenuta qualche mese fa: la vittima è stata colpita alle spalle e poi insultata. Con questo attacco - ha aggiunto Marrazzo - si è scelto in maniera esplicita di colpire uno dei luoghi simbolo per la comunità lesbica e gay della nostra città: la Gay Street. Adesso più che mai diventa essenziale una presa di posizione da parte del Comune di Roma e del I Municipio, che chiarisca se le persone lesbiche, gay e trans hanno diritto di cittadinanza nella nostra città e in via di San Giovanni in Laterano così da rispondere con fermezza a questi attacchi omofobi e respingere ogni atto intimidatorio".

 

 

 

QUALCOSA BISOGNA PUR F.A.R.E : ORA E SEMPRE NO TAV!

Inviato da autonomix | 23 Lug, 2008
Per la prima volta in tutti questi anni ci troviamo in una situazione diversa rispetto alle precedenti. Ci siamo abituati agli annunci di Capi di governo, Presidenti della Repubblica, Governatori e quant’altri che dicevano che i lavori sarebbero partiti entro breve; abbiamo fatto il callo anche ai giornali e alle televisioni con i loro servizi già conditi con immagini di tunnel e treni che sfrecciano ad alta velocità, abbiamo persino visto da vicino i tecnici della Cmc recintare i cantieri, abbiamo assistito alla militarizzazione della valle e quant’altro ben conosciamo, ma non abbiamo mai creduto a nessuno e grazie alla nostra tenace resistenza, abbiamo sempre rimandato a casa tutti. Dopo il 2005 la situazione è cambiata, è nato l’osservatorio e il tavolo politico e il movimento ha iniziato a porre domande sempre più pressanti ai sindaci e agli amministratori, vedendoli troppo entusiasti di sedere a troppi tavoli. Sono passati tre governi dal 2005 e l’atteggiamento dei politici e dei sindaci non è mai mutato. Grazie al lavoro dell’architetto Virano, che abilmente ha condotto la vita dell’Osservatorio, ci siamo trovati a non sentire più le smentite dei sindaci di fronte ai titoloni dei giornali, abbiamo persino fatto un’assemblea (nel giugno dello scorso anno, dopo che avevano incontrato Prodi) dove non rispondevano nemmeno più alle nostre domande, sedevano in silenzio anche quando dicevamo loro che sebben ruoli distinti, li avremmo voluti “barricadieri” anche ai tavoli di confronto, come è sempre stato del resto. E via di questo passo, fino a giungere a Pra Catinat e al F.A.R.E.

Eravamo una cosa sola un tempo, le assemblee discutevano e decidevano, stavamo tutti sullo stesso piano, solo in ruoli diversi, ma dopo l’inverno che avevamo passato, la fiducia reciproca era scontata. Oggi non è più così è chiaro, Pra Catinat segna una differenza dal passato che non è recuperabile se non dalla volontà di chi, anche se materialmente non ha firmato quell’accordo, ne è fautore.
E’ una mediazione quella a cui le amministrazioni della valle stanno partecipando, una mediazione per trovare il modo migliore per costruire la Torino Lione, e condurre il movimento no tav alla resa, il resto sono balle!

Il documento di Pra Catinat segna la volontà “da parte delle parti” di costruire l’opera, magari nel miglior modo possibile, forse usando le migliori tecnologie e i migliori saperi in circolazione, ma di costruirla sia chiaro. Non esiste un tracciato ufficiale, non esistono piani, esiste solo un’enunciazione che vale però a livello d’immagine, quasi come una prima pietra posata. L’abilità nel vendere fumo di Virano è decisamente alta, ma senza l’appoggio dei sindaci, parlerebbe e scriverebbe al vento. Tutti devono ammettere che se ad oggi devono ancora una volta inventarsi un tracciato continuando a cambiare idee su dove precisamente vorrebbero far passare la linea è solo merito del movimento. Virano ha studiato ad arte tutte le nostre criticità presentate negli anni tentando di aggirarle, presentando così “scenari” migliori, compatibili con il territorio, che ci arricchiranno tutti. Sappiamo tutti (lui compreso) che non è così e che così non potrà essere, anche se condito da soldi e belle parole, il destino della Valle con il Tav è segnato: essere un corridoio di transito è l’unico scenario che questi signori hanno in mente, della vita e dell’ambiente della Valle di Susa non importa niente a nessuno, quindi si mettano il cuore in pace quelli che di nuovo pensano di trarre qualche vantaggio dal treno veloce, non potranno nemmeno salutare con la manina i container o le persone che sfrecceranno ai trecento allora di fianco alla propria casa, se ci sarà ancora…


Qualcosa bisogna pur F.A.R.E.

Sembra da questa frase che sia nato il progetto presentato dalla Comunità Montana, perché quel documento dice esclusivamente questo, visto che dobbiamo fargli F.A.R.E. qualcosa, presentiamo noi una proposta, la migliore possibile, che ragiona a tappe di dieci anni in dieci anni, e che per realizzarla serve che tutta l’idea del traffico in generale in Italia venga modificata grazie a noi. Un po’ velleitaria come idea…indistintamente da ciò che dice il F.A.R.E a livello tecnico, è quello che rappresenta che contestiamo ulteriormente. E’ un’ accettazione di fatto dell’idea che la Torino Lione serva, che sia utile, si tratta solo di capire come costruirla. E’ questo il vero punto, tralasciando che quel meccanismo decisionale che tanto veniva sbandierato in giro per l’Italia dagli amministratori basato sulla partecipazione del popolo è stato da loro sepolto.
Ma se abbiamo sempre avuto ragione delle nostre idee nel tempo (e lo ammette anche la lobby del Tav visto che aggira con cura tutti i problemi che abbiamo posto, compreso l’ordine pubblico) perché oggi scendere a patti con chi da sempre ha solo sostenuto l’importanza del Tav in Valle di Susa, giudicandolo prioritario, necessario ecc…?
Questo non si capisce e dispiace vedere i sindaci chiusi nelle stanze della comunità montana a parlare e parlare…dispiace anche che in questo modo da più di un anno hanno servito su piatti d’argento favori al partito trasversale degli affari, facendogli incassare soldi europei e aiutandoli nell’opera di cancellazione del movimento no tav (operazione mai riuscita!), fomentando divisioni e partecipando a un gioco che è utile solo a chi vuole cementare la Valle. Fa un po’ specie vedere quei sindaci che consideravamo di “movimento” oggi ridursi a politicanti come quelli che abbiamo sempre avversato. Del resto però se dalla Bresso a Chiamparino, passando per il centro destra, tutti plaudono all’operato dei sindaci e promettono di sostenere persino il F.A.R.E, ci sarà qualcosa che non va o no?

Ci siamo sempre opposti al tav per mille ragioni che abbiamo sempre ben argomentato, ma una di queste è fondamentale, ed è quella relativa ai soldi che costerà un’opera del genere, soldi che saranno sottratti a servizi pubblici e che verranno pagati dalle nostre tasche. Abbiamo smascherato più volte a suon di dati ed esperti, l’operazione Alta Velocità dimostrando chi si ingrassa da questi lavori pubblici, chi mangia per bene dalle grandi opere, senza poi contare come i partiti che mai ci hanno sostenuto ormai, usino le grandi opere come forma di finanziamento pubblico per le loro caste. Pensare che oltre al resto, i sindaci accettino anche questo ci fa veramente specie, e ci fa convincere di come si’, effettivamente, abbiano cambiato idea. Ma sarà così anche quando i tracciati ci saranno e bisognerà giustificare ai propri concittadini la devastazione del proprio paese? Vedremo, comunque per ora l’unica garanzia siamo noi, è il movimento, ed è chi ha capito che persino il Piano di sviluppo della valle ad opera della  Provincia, è solo una mega-mazzetta per fare il Tav.


IN MOVIMENTO ANCORA

Quando dicevamo “Fermarlo è possibile, fermalo tocca a noi” avevamo capito tutto e i fatti ci hanno dato ragione. Da qui dobbiamo ripartire o meglio continuare, sapendo che tenteranno di cancellarci, perché l’unica vera realtà e che, finché il movimento resiste il tav da qui non passerà mai. Oggi come oggi non è il tracciato che stanno studiando ma il modo di battere un movimento popolare come il nostro, che in momenti speciali è riuscito a fare cose straordinarie. Siamo un piccolo punto su una cartina, ma un punto veramente fastidioso per chi vuole devastare i territori arricchendosi ulteriormente. Un tempo i Romani scrivevano sulle cartine H.S.L., che stava a significare Hic Sunt Leones, indicando così i luoghi “abitati dai leoni”indicando i territori abitati da nemici difficilmente battibili. Noi questo siamo sulle loro cartine, e per vincere questa battaglia, garantendoci il futuro nostro e della nostra Valle, dobbiamo continuare ad essere quello che siamo, facendo valere le nostre ragioni, continuando a resistere, fino alla fine, anche solo un minuto più di loro.

COMITATO DI LOTTA POPOLARE NO TAV BUSSOLENO
CENTRO SOCIALE ASKATASUNA

'Ndrangheta, decapitata cosca

Inviato da autonomix | 23 Lug, 2008
'Ndrangheta, decapitata cosca
Fermati anche alcuni imprenditori

Irreperitibile il faccendiere Aldo Miccichè, residente in Venezuela
E' al centro dell'inchiesta sui presunti brogli elettorali


'Ndrangheta, decapitata cosca Fermati anche alcuni imprenditori

REGGIO CALABRIA - Durissimo lpo alla 'ndrangheta. La squadra mobile di Reggio Calabria ha smantellato a Gioia Tauro il nucleo di comando della cosca Molè-Piromalli. Coinvolti anche imprenditori e professionisti.

Il blitz, effettuato in collaborazione con i Ros dei carabinieri ha praticamente decapitato il vertice del clan, uno dei più potenti di tutta la Calabria. Alcune persone sono state fermate anche a Roma e Milano. Imprenditori e professionisti, secondo l'accusa, erano legati alla cosca nella gestione di alcuni affari. Tra loro, un avvocato con studio a Roma e un commercialista. Per tutti l'accusa è di associazione mafiosa.

La squadra mobile ha emesso 21 provvedimenti di fermo ma ne sono stati eseguiti 18. Tre persone sono al momento irreperibili: Girolamo Molè, Vincenzo Priolo e Aldo Miccichè. Proprio quest'ultimo è uno dei nomi eccellenti dell'operazione. Si tratta di un faccendiere, ex dirigente della Democrazia Cristiana negli anni Ottanta, che da anni è rifugiato in Venezuela. Aldo Miccichè è infatti al centro dell'inchiesta, che nasce da quella legata al blitz, sui presunti brogli nel voto degli italiani all'estero alle ultime elezioni. Secondo gli inquirenti i brogli avrebbero portato a un'attenuazione della norma che regola il cosiddetto "carcere duro per i mafiosi", il 41bis. Per questo motivo Miccichè avrebbe contattato il senatore Marcello Dell'Utri. Alcune telefonate fra i due sono state riportate nel provvedimento di fermo dei magistrati di Reggio Calabria.

Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha spiegato che i magistrati della Dda di Reggio Calabria hanno operato i fermi per evitare il compimento di omicidi in risposta al delitto del boss Rocco Molè, ucciso il primo febbraio scorso. "Si è dovuti intervenire con immediatezza e celerità con i fermi - ha detto Grasso - per evitare pericoli di fuga e possibile guerra in atto con ulteriori spargimenti di sangue".

 

 L'operazione rientra nell'inchiesta che indaga sugli interessi dei Molè-Piromalli sul porto di Gioia Tauro, dove sono previsti per i prossimi anni investimenti per centinaia di milioni di euro. Secondo le indagini, in corso da oltre un anno, i professionisti e gli imprenditori avrebbero dovuto inserirsi nelle attività del porto per conto dei Molè-Piromalli che sarebbero così entrati in possesso di parte dei finanziamenti. Un'azienda operante nel porto, la All Service, è stata sequestrata a causa di accertate infiltrazioni mafiose. Gli inquirenti hanno inoltre disposto perquisizioni in alcune carceri per verificare eventuali contatti fra detenuti e mondo esterno. Perché come ha sottolineato Grasso "Giuseppe Piromalli, dal carcere, pur essendo in regime di 41 bis, riesce a trattare i propri affari e dà le direttive all'esterno".

 

LA VOCE DI CARLO RISUONA IN PIAZZA ALIMONDA: PER NON DIMENTICARE!

Inviato da autonomix | 20 Lug, 2008

"Cara mamma, ti chiedo perdono"
la voce di Carlo risuona in piazza Alimonda

«Cara mamma ti chiedo perdono del male che ti ho recato qualche volta, il mio destino è stato sempre un po' tragico così fino alla fine...». E' un'emozione davvero forte, un tuffo al cuore non solo per i suoi genitori ma anche per gli amici e tutte le persone scese in piazza per ricordarlo. Sono passate da poco le 17 e mancano alcuni minuti alle 17.27, l'ora dell'uccisione, quando la voce di Carlo Giuliani, risuona in piazza Alimonda. Sette anni dopo la sua uccisione da parte di un carabiniere che sparò mentre era in corso l'assalto dei manifestanti alla jeep in cui si trovava.

E' stato questo il momento più toccante delle celebrazioni che ogni anno a luglio vengono organizzate per ricordare i fatti tragici del G8 genovese.

Questa volta Giuliano e Heidi Giuliani hanno recuperato alcune registrazioni del 1995. L'occasione era una celebrazione organizzata dall'Anpi ligure per rievocare l'eccidio della Benedicta, località dell'entroterra di Genova in cui i nazifascisti uccisero 147 persone. Carlo Giuliani lesse alcune delle lettere scritte alle famiglie e in particolare alle madri, da giovani partigiani condannati a morte. Parole toccanti. E in un caso addirittura profetiche per il destino di Carlo.

In piazza Alimonda le registrazioni sono state salutate con un lungo e commosso applauso dalla folla. Subito dopo hanno parlato don Andrea Gallo che ha invitato a «osare la speranza», e dopo un amico di Carlo e ancora musica e satira con un'orchestra rom e il comico romano Andrea Rivera.

 per sentire la voce di Carlo:

http://genova.repubblica.it/multimedia/home/2568707

CARLO VIVE. I MORTI SIETE VOI!

Inviato da autonomix | 19 Lug, 2008

FINALMENTE:Michele Fabiani ai domiciliari: news, intervista a Michele

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO 23 OTTOBRE

Oggi 18 luglio 2008, abbiamo appreso dai difensori di Michele Fabiani che il Tribunale del Riesame di Perugia, a distanza di 4 giorni dall'udienza del 14 luglio, ha emesso la sentenza con la quale Michele Fabiani esce dal carcere di Sulmona e viene messo agli arresti domiciliari nella città di Terni.
Non conosciamo a questo momento le motivazioni della sentenza.
Quello che possiamo dire è che i difensori di Michele hanno portato nell'udienza elementi importanti che possono essere alla base di una decisione attesa da mesi.
Le indagini sono infatti da tempo concluse, la Polizia Scientifica ha attestato che le impronte digitali sulla lettera di rivendicazione dell'episodio di vandalismo del 9 marzo non appartengono a nessuno dei cinque ragazzi spoletini indagati nell'ambito dell'operazione Brushwood ( ricordiamo che l'episodio è stato costantemente messo in relazione a quello successivo delle minacce alla Lorenzetti ) la disponibilità da parte di un sacerdote ternano, da anni legato ad alcuni famigliari di Michele ad ospitarlo, superandoo così la questione parenti messa in campo nella precedente sentenza di riesame.
Dopo quasi 9 mesi di carcere, 100 giorni di isolamento a Perugia e la detenzione in EIV a Sulmona, Michele è ora ai domiciliari.
Salutiamo oggi felici, quanti si stanno battendo per la sua libertà e quella di tutti i ragazzi che hanno subito e stanno ancora subendo il carcere e gli arresti domiciliari in questi lunghissimi mesi.
Nel momento in cui ci accingiamo a continuare questa battaglia di libertà e di verità vogliamo far giungere il nostro grazie ai difensori di Michele che in questi lunghi e difficili mesi si sono battuti per la sua libertà. Un grazie a Vittorio, Carmelo e Marco

 

 

Salutiamo la scarcerazione di Michele Fabiani rendendo pubblica l'intervista da lui rilasciata dal carcere di Sulmona.

Vista la lunghezza, per leggerla tutta andare su www.anarchaos.it

Michele libero
Liberi tutti!

Anarchaos - Innanzi tutto vorremmo che tu ci raccontassi la tua situazione. Partendo da quando ti hanno arrestato, passando ai tre lunghi mesi passati nel carcere di Perugia, fino al trasferimento e alla fine dell'isolamento.

Michele – Diciamo che è abbastanza stancante riepilogare tutta la mia situazione, anche perchè è una cosa che faccio continuamente: parlando con gli altri carcerati, studiando con gli avvocati, scrivendo per rispondere alle moltissime lettere che mi arrivano. Comunque è uno sforzo che faccio molto volentieri, credo che faccia bene in primo luogo proprio a me stesso.

Come sapete sono stato arrestato il 23 Ottobre nel corso di una operazione dei ROS dell'arma dei Carabinieri. Una di quelle operazioni spettacolari nelle quali i militari fanno sfilare i loro mezzi e mostrano al popolo tutta la loro potenza; per arrestare 5 giovani accusati di una scritta sui muri, un paio di danneggiamenti e l'invio di una lettera minatoria sono stati impegnati 108 uomini armati fino ai denti, alcuni nascosti da passamontagna e giubbotti antiproiettile, con l'appoggio di ben 8 elicotteri, per dirla in soldoni, visto che l'unica cosa che oggi fa notizia sono i soldi, sono stati sputtanati solo il giorno dell'arresto ben 65 mila euro (alla faccia della destra che in Italia chiede più investimenti per la “sicurezza”). io sono accusato, oltre che dell'articolo 270 bis, legge che prevede l'arresto di qualcuno per le sue idee in base al “pericolo presunto” di eversione (scritto dal Ministro Rocco quando Mussolini era capo del forno e il capo dello Stato portava la corona), anche di aver incendiato un quadro elettrico di un cantiere di Colle San Tommaso e di aver minacciato l'avvelenamento di un supermercato COOP a Spoleto, nonché di aver mandato una busta con 2 proiettili alla presidente della Regione Umbria Lorenzetti. Tutte azioni rivendicate da una fantomatica COOP – FAI, che starebbe per “contro ogni ordine politico . federazione anarchica informale”. Inoltre sono accusato di alcune azioni anonime come l'incendio del quadro elettrico di un palazzo in costruzione conosciuto come “ecomostro dalla stampa locale” e del danneggiamento di una ruspa che tagliava alberi per fare le scale mobili panoramiche, infine di aver sporcato con vernice una villa in costruzione a Colle Risana e di aver fatto delle scritte contro 2 carabinieri che come ricorderete mi pestarono nel marzo 2007.

In principio sono stato portato alla caserma dei Carabinieri di Spoleto e da lì a quella di Perugia, infine da quest'ultima al carcere le “Capanne” a Perugia.

L'esperienza dell'isolamento è stata terribile, per ben 2 mesi io non ho mai visto nessuno eccetto i miei carcerieri, se non quando i miei vicini di cella per pochi secondi al giorno uscendo e rientrando dal passeggio venivano a bussare alla mia porta per esprimermi solidarietà. Un isolamento finalizzato all'estorsione di una confessione, quindi una vera e propria tortura. Il carattere torturatorio di questa pratica può non apparire in un primo momento, ma diventa evidente quando abbiamo scoperto, perché lo stesso PM ce lo ha detto, che tutti i colloqui con i parenti venivano intercettati. E in questa pratica di intercettazione l'isolamento è fondamentale; dopo una settimana che passi 24 ore su 24 da solo senza parlare con nessuno la sola ora di colloquio con i familiari diventa un fiume in piena di parole e sfoghi, un bisogno spasmodico di parlare che invece sarebbe attenuato se ti venisse concessa l'opportunità di passare anche solo un'ora al giorno con un'altra persona. Infatti non è un caso che io ne ho passato “solo” due di mesi in isolamento, mentre Andrea ne ha passati tre, lui che ha la sola colpa di essere mio amico doveva sentirsi ancora di più solo così' da crollare più facilmente. A me invece dopo due mesi di isolamento, è stato concesso un compagno di cella, anche se per il resto ero sempre in isolamento, ma in due. Dopo un altro mese in questo stato sono stato trasferito a Sulmona dove posso fare 4 ore al giorno di passeggio e sono sempre in compagnia di altri prigionieri, mentre a Perugia l'aria era sempre di 50/60 minuti al massimo in ambienti così stretti da non batterci mai il sole (infatti dopo 3 mesi ero bianco cadaverico).

Tutto questo ha una sua logica di natura inquisitoria, che ricorda i modelli investigativi del medioevo. Allora l'imputato veniva esposto alla “via Crucis” della tortura e se era innocente dio lo avrebbe protetto e avrebbe resistito, altrimenti avrebbe confermato la sua colpevolezza. Se lo spogliamo delle sue raffinatezze il metodo usato dal sodalizio ROS – Procura non cambia di molto: ti isolano e ti provocano fino a farti impazzire e dopo, se nei tuoi deliri davanti allo specchio o al colloquio con tua madre ti accusi, sei colpevole, se invece fra le frasi sconnesse non riescono a capire nulla la “via Crucis” ha dimostrato la tua innocenza.

Continua qui: www.anarchaos.it

GIULIANOVA RESISTANCE SOUND CONTRO OGNI CONTROLLO E REPRESSIONE

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

Contestata la Croce Rossa in solidarietà con i reclusi nel lager di Torino

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

News dall'Abruzzo

Contestata da alcuni compagni la festa della Croce Rossa a Teramo con lo striscione "FUOCO AI CPT - CROCE ROSSA ASSASSINA", in solidarietà ai reclusi nei CPT di Torino, e in tutte gli altri lager della penisola, dove il valore di una vita ridotta allo stremo e nutrita ad odio e psicofarmaci per un giro di speculazioni da parte di gente senza scrupoli. Non ci fermeremo mai, non smetteremo mai di contestare chi fa terra bruciata attorno ai diversi, perchè anche noi come loro siamo continuamente discriminati e messi alle strette da un sistema che non ci vuole, e, soprattutto, CHE NOI NON VOGLIAMO.
Senza cadere nel vittimismo di chi si sente perseguitato, continueremo a testa alta, al fianco di chi come noi trover la forza di reagire.

Intanto continuano ad arrivare fogli di via dopo l'esperienza dell'occupazione dell'EX FRANTOIO: tutti gli occupanti sono stati banditi dal comune dello stabile, pur essendo stata la prima volta in cui vi mettevano piede.

sempre fuoco alle carte, sempre merda a chi le firma.

ANARCHICI

Roma - Secondo attentato a concessionaria fiat

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

Secondo attentato a concessionaria Fiat
"Abbiamo colpito un simbolo capitalista"
L'azione rivendicata a nome delle "Cellule di resistenza proletaria"

Attentato, ieri mattina, contro la concessionaria Fiat di via Nomentana:un ordigno rudimentale confezionato con una bombola di gas da campeggio è esploso davanti all'ingresso dell'esercizio.
La porta è rimasta danneggiata.
Il 24 giugno scorso, con una tecnica identica, un commando aveva tentato di colpire la Fiat di Porta Maggiore ma la bomba, chiusa in un borsone, non esplose.
L'attentato è stato rivendicato, con alcune telefonate ai quotidiani, da un giovane che parlava a nome delle "Cellule di resistenza proletaria".
"Abbiamo colpito per la seconda volta il simbolo dello sfruttamento capitalista - ha detto il portavoce del gruppo - e questo dimostra che possiamo colpire dovunque". Il giovane ha concluso con gli slogan: "Viva le Brigate Rosse" e "Onore a Mario Galesi" (il brigatista ucciso nella sparatoria sul treno Roma-Firenze).

21-27 LUGLIO 2008: 9° CAMPEGGIO NO TAV(programma completo e news)

Inviato da autonomix | 18 Lug, 2008

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Programma Definitivo


Lunedì 21 luglio: apertura campeggio

Martedì 22 luglio: Assemblea popolare

Mercoledì 23 luglio : h.20 cena

h.21 proiezioni video, presentazione gioco no tav

Giovedì 24 luglio

dal mattino  GIORNATA RESISTENTE, VISITA AI SENTIERI PARTIGIANI 

h.20 cena

h.22 concerto live TETES DE BOIS (Altro/Folk rock)

“Avanti Pop – I diari del camioncino” (ed. Il Manifesto) concerto/presentazione

libro+dvd +Polveriera Nobel (Folk)

Venerdì 25 luglio

h18 Assemblea nazionale delle realtà antagoniste

h.20 cena

h.22 concerto live EL TRES (Acustico/Rock/Folk rock)  + Egin (Combat/Folk)

Sabato 26 luglio

giornata di  controinformazione delle donne

Lavoro domestico e lavoro fuori casa: il ruolo della donna tra schiavitù e

percorsi di liberazione (dibattiti-banchetti-mostre-festa)

pomeriggio torneo di calcio DIAMO UN CALCIO AL TAV

h.18 dibattito/confronto NO TAV-NO DAL MOLIN-NO DISCARICA di Chiaiano

h.20 cena

h.22.30 concerto live C.u.b.a. Cabbal & Dj Dsastro (Hip-Hop da Pescara)

ASSALTI FRONTALI (Hip-Hop da Roma) 

Domenica 27 luglio

premiazioni DIAMO UN CALCIO AL TAV

CHIUSURA CAMPEGGIO

 

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